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5 motivi per cui dovresti provare Dreams

Il titolo di Media Molecule è molto di più di quel che potrebbe sembrare ad un occhio inattento. Scopriamo perchè.

Lasciamo perdere le recensioni. Lasciamo stare le prime impressioni. Parliamo di ciò che è, nel significato più puro, Dreams.

Per chi non lo sapesse il titolo di Media Molecule, uscito lo scorso 14 Febbraio (ed in circolazione, sotto forma di closed-Beta già da un anno) è un editor che consente di creare ogni tipo di cosa e condividerla in rete: dal videogioco, alla sua colonna sonora, un personaggio, i suoi oggetti, uno scenario eccetera. E ciò che tu crei, come per esempio un videogame in cui si combatte con la spada, può essere giocato da altri videogiocatori, pronti a darti il loro feedback.

Dreams sta dunque comprensibilmente entusiasmando una sempre più crescente community di potenziali creatori.

Ma perchè tutto questo trambusto? Per una serie di ottimi motivi, ovviamente. Qualcuno, minimizzandone le prospettive, potrebbe paragonare il gioco a Little Big Planet, anch’esso di Media Molecule. Ed è vero che effettivamente molti dei concetti creativi di Little Big Planet sono riproducibili su Dreams.

Ma basta barcamenarsi per cinque minuti all’interno dei contenuti condivisi in quest’enorme calderone per saggiare la totale differenza di prospettive, tale che non si riescono, davvero, a marcarne i possibili confini. Ecco dunque per te 5 validi motivi per cui dovresti provarlo.

Cominciamo con le cose ovvie: Dreams è creatività!

Niente di più scontato, ok. Ma allo stesso tempo niente di più inevitabile da dire. Il gioco si presenta per dare la possibilità di esplorare le proprie capacità creative, con un software estremamente profondo e dinamico.

In teoria, essendo un editor, qualcuno potrebbe trovarsi un po’ spaesato nel cercare di barcamenarsi nella sua logica. Nonostante ciò l’idea generale è che intestardendosi si possa arrivare a fare ciò che si desidera, con effetti sorprendenti.

Imparare Dreams è una sfida anzitutto con sé stessi, significa entrare in vere e proprie logiche di programmazione, ma anche barcamenarsi in capacità artistiche 3D, redigere veri e propri spartiti musicali, effettuare del game design e tutta un’altra serie di cose. Tutto questo funzionerà in maniera straordinaria solo a patto che si accetti, con pazienza di imparare e con il dovuto rispetto della complessità del software, tutto ciò che è necessario.

Lo scopo di Media Molecule era quello di tagliare completamente fuori il linguaggio di programmazione da un editor creativo, concreto ed intelligente, e ci sono riusciti. Il risultato finale è che oggi ci sono persone che, pur non avendo studiato informatica, sono intente a formulare diagrammi di flusso senza nemmeno rendersene conto.

È chiaro che dei limiti, sebbene ancora non visibili, debbano esserci. Tuttavia il solo fatto di poter esprimere arte videoludica senza conoscere linguaggi di programmazione significa, filosoficamente parlando, aver raggiunto l’allunaggio della creatività user friendly.

Mai prima d’ora, utenti ed informatici sono stati così a stretto contatto su un campo comune. In pratica, si osserveranno a vicenda con occhi da Vouyeur. Sebbene restino le differenti valutazioni di questa piattaforma: l’informatico ne apprezzerà la qualità in un senso meramente tecnico, l’utente sarà soprattutto interessato al suo risultato più pratico.

Se ti piace creare, che si tratti di storie, immagini, oggetti, personaggi, scenari, livelli giocabili, rebus, puzzle, musiche e quant’altro, non puoi non trovare in Dreams un’eccitante prospettiva videoludica, che ammicca spesso (a giudicare dai lavori meglio realizzati) anche al mondo professionale. Ci torneremo.

Dreams durerà dieci anni, secondo il suo sviluppatore!

Come già raccolto dalla nostra redazione, secondo Yoshida il gioco non è nato per essere una fugace esperienza ma, piuttosto, un decennale schiaccia sassi della storia dei videogame. E la cosa davvero sensazionale è che, potenzialmente, sarà proprio così.

A testimonianza di ciò si potrebbe portare la più recente esperienza di Little Big Planet 3, che pure era un gioco limitato al genere platform (nonchè ad un contesto narrativo circostanziato a pupazzi di stoffa e dintorni) e dunque meno avvincente per una certa fetta di giocatori (e creatori) che pur apprezzandolo lo hanno abbandonato col tempo. Altri, invece, vi rimangono tutt’ora creando sempre nuovi contenuti.

E invece Dreams? Le prospettive di una community attiva e performante sul lungo periodo sono di gran lunga maggiori su un editor molto più aperto e possibilista, per quanto complesso da imparare.

A giudicare dal feedback del primo anno in beta, e da questi primi giorni di assoluta frenesia, c’è tutto per credere ad una continuata partecipazione, anche perchè oltre i creativi (i cui contenuti diverranno sempre più virali negli anni) ci sono anche gli utenti casual, dediti al solo divertimento.

Avere Dreams nel tuo scaffale oggi, potrebbe significare, dunque, avere una fonte di divertimento e sfogo sempre diverso, un’esperienza mai uguale all’altra: nel 2020, nel 2025 e nel 2030.

Dreams è anche un social: unisce, connette, stimola amicizie e collaborazioni!

In queste ore fondamentali stanno aumentando a dismisura le interazioni intorno alla parola Dreams. Mentre redigo l’articolo, su youtube spopolano tutorial, gameplay, trailer, creazioni di varia natura. Su Facebook i gruppi di community aumentano i propri proseliti. Perchè Dreams è un “editor facile”, ma “un gioco difficile”. O viceversa?

Anzitutto, i nuovi utenti stanno cercando di barcamenarsi nell’ambiente dell’editor e si scambiano continui consigli su come imparare ad usarlo: è meglio utilizzare tra il sensore di movimento del pad ed i due Move? Questo tutorial spiega bene come scolpire il volto? E quest’altro? Anche per altri titoli eccellenti avvengono degli scambi in rete, ma il più delle volte si trattava di questioni inerente scenari di gioco.

Su Dreams l’interazione di opinioni avviene tra persone comuni intorno ad un software creativo, con tutti i dubbi e lo sconforto e l’esaltazione che un neofita può provare nel tentare di farlo.

E non solo. Nei prossimi mesi vedremo nascere vere e proprie comunità di creatori a progetto, con una precisa organizzazione, in cui ognuno avrà determinate mansioni in base alle proprie competenze: chi il suono, chi la grafica, chi la trama, chi i puzzle e così via. Mi è già capitato di leggere annunci, in questo senso, in cui si richiedevano persone specializzate in determinati campi.

E non dimentichiamo, infine, che Dreams esiste per permettere di fornire il proprio feedback sui lavori altrui e ricevere quello degli altri sui nostri lavori.

Puoi usare Dreams anche senza creare niente, limitandoti ai contenuti altrui!

Anche se lo scopo è quello di esprimere la tua creatività, i 40,00 euro di prezzo del gioco di Media Molecule in realtà saranno ben spesi anche se decidessi di non curarti minimamente del tuo laboratorio creativo. Sì, ho citato il prezzo, perchè è importante: Dreams costa poco. E nel costar poco ti permette un uso illimitato di contenuti: disegni, concept art, scenari, musiche, video, videogiochi, fan art, fan fiction eccetera. Ed in ognuna di queste categorie trovi delle vere e proprie chicche di qualità assoluta.

In effetti, Dreams, anche grazie alla strategia di Media Molecule, arriva al day-one con una mole di contenuti enorme generata nel periodo beta: parliamo di decine di migliaia di creazioni che, oltre ad offrire uno spunto ai nuovi arrivati, danno all’utente più menefreghista la possibilità di divertirsi sin dai primi momenti di gioco.

Puoi scegliere, cosa ti piace fare di più? Vuoi guardare una fan art della casa di Bilbo Beggins? Oppure un video di una storia fantasy medievale di un autore ancora sconosciuto, doppiata e recitata da attori amatoriali? O vuoi buttarti nei videogiochi, con la realizzazione di Silent Hill PT? La scelta è tua, non sei certamente obbligato a creare se non vuoi. Sei obbligato a divertirti!

Dreams potrebbe persino offrire opportunità lavorative future!

Prendi con le pinze quanto sto per dire, ma allo stesso tempo cerchiamo di parlarci chiaro: Dreams, in quanto social ed in quanto software creativo, potrebbe offrire veri e propri sbocchi professionali per determinate categorie di giocatori. Il perchè è abbastanza ovvio, non si tratta solo di un editor in cui condividi i tuoi lavori. È allo stesso tempo, in tutto e per tutto, una vetrina in cui la qualità della tua idea è sottoposta al vaglio di tutti, anche dei professionisti di diversi settori.

Un po’ come la televisione analogica e le radio si sono appropriate di personalità provenienti dal mondo di Youtube e di Instagram, allo stesso modo Dreams ha tutto per poter generare un effetto scouting per gli utenti di maggior successo. Solo il futuro, però, ci dirà di quali sbocchi lavorativi stiamo parlando e per quali categorie di utenti. Come si è detto più volte, le possibilità sono infinite.

In ogni caso anche solo provandoci con serietà, creare su Dreams significa arricchire un calderone che potrà generare solo cose positive per il futuro, regalando spunti e riflessioni importanti sulle opere di cui la gente sente maggiormente bisogno.

Fonte

Hai già provato Dreams? Cosa ne pensi del titolo di Media Molecule? Faccelo sapere con un commento!

Gabriele De Bartolo
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