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Progetto · Articolo di opinioneGames Showcase

Games Showcase #46

La nostra vetrina sui titoli meno conosciuti

Avatar di alessandro rulliDiAlessandro Rulli 4 min di lettura Games Showcase
Games showcase 46

Benvenuto al nuovo Games Showcase, il 46esimo per l’esattezza, dove oggi parliamo di tre titoli sorprendenti: The Precinct, simulatore di polizia top-down ambientato negli anni ’80; Eyes of War, uno strategico indie in early access che mescola grande strategia e azione in terza persona; e Moroi, horror surrealista a metà tra puzzle e hack‑and‑slash dall’estetica folle. Preparati a scoprire mondi diversi, peculiarità e pregi/difetti di ciascuno!

The Precinct (Steam)

Games showcase 46

Esploriamo il primo titolo del nostro Games Showcase. Nel ruolo di agente novizio a Averno City, anni ’80, The Precinct ti fa vivere un’interpretazione top-down di polizia urbana: traffico, inseguimenti, arresti e protocolli obbligatori, tutto sotto lo sguardo attento di procedure a volte noiose ma realistiche. Tu controlli Nick Cordell Jr. su strada, in auto o elicottero: rispondi a chiamate, insegui ladri, fermi veicoli ubriachezza o vandalismo. Devi seguire un manuale di procedure: test alcol, mano armata, arresti, redazione di multe. Puoi chiamare rinforzi usando support tokens guadagnati. Tra una chiamata e l’altra sei libero di pattugliare liberamente la città, affrontando situazioni generate proceduralmente.

Il sistema chiamato “Crime Generation System” genera in modo dinamico crimini e chiamate. La combinazione tra sandbox in stile GTA e realismo procedurale delle violazioni lo distingue dal tipico action‑sim. Il fatto che non ci sia moralità libera: se vaghi o violi protocollo vieni penalizzato, costringendoti a operare entro limiti rigidi. Un esperimento ben riuscito che unisce Azione e simulazione di polizia anni ’80. Se apprezzi immersione nel dettaglio procedurale e ambientazione retrò, lo troverai gratificante. Alcuni momenti diventano ripetitivi e ci si può stancare dello schema operativo: non aspettarti il caos liberatorio di GTA. È piuttosto una sandbox ordinata da dirigere in modo corretto.

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Games Showcase #46, le pagelle di The Precinct

PRO

  • Simulazione procedurale realistica di pattugliamento e arresti
  • Ambientazione anni ’80 ben costruita
  • Gameplay top-down fresco e diverte

CONTRO

  • Le missioni tendono a ripetersi
  • Alcuni limiti narrativi

VOTI

Storia e Atmosfera – 7.5

Gameplay – 7.5

Grafica – 7

Sonoro – 7

Complessivo – 7

Eyes of War (accesso anticipato Steam)

Games showcase 46 eyes of war

Eyes of War, sviluppato da Good Mood Games, è un RTS indie in early access che ambisce a unire la direzione strategica di eserciti medievali con il controllo diretto di soldati in terza persona per un’esperienza unica. In modalità strategica costruisci castello, edifici, addestri truppe: arceri, cavalieri, elefanti d’assedio. Poi, quando l’azione esplode, puoi premere un tasto per incarnare un’unità a scelta (arciere, berserker) e combattere da vicino in hack‑and‑slash. Le truppe sono lente a muoversi e a generarsi (15–60 sec), e i ritmi strategici sono lenti.

La capacità di passare fluidamente dalla visione strategica alla modalità terza persona mentre l’esercito combatte rappresenta un approccio rari­s­simo nello strategico. È una vera simbiosi tra macro‑tattica e micro‑azione. Il concept è brillante, ma l’esecuzione risente di contenuti limitati, grafica scarna e AI non ancora raffinata. Al momento è consigliato agli appassionati di RTS open-minded ed esperti: per gli altri, meglio attendere sviluppi futuri.

Games Showcase #46, le pagelle di Eyes of War (accesso anticipato)

PRO

  • Fusione originale di strategia e azione

  • Molto divertente la modalità di controllo diretto
  • Community feedback attivo e patch periodiche

CONTRO

  • Ritmi lenti e gameplay macchinoso
  • No tutorial adeguato, curva apprendimento ripida

 

VOTI

Storia e Atmosfera – 6.5

Gameplay – 7

Grafica – 6

Sonoro – 6

Complessivo – 6.2

Moroi (Steam)

Games showcase 46 - moroi

Moroi, indie firmato Violet Saint, è un’esperienza visionaria: un oscuro viaggio tra puzzle, combattimenti e atmosfere grottesche, in cui la narrazione è tanto surreale quanto contorta. I suoi toni combinano horror psichedelico e humour nero

Parti prigioniero in un luogo alienante, con amnesia. Devi affrontare enigmi e combattimenti bizzarri: teste esplodenti, creature antropomorfe parlanti, puzzle logici spesso frustranti. Il combat è hack‑and‑slash ma poco rifinito, con controlli imprecisi e occasionali bug; il flusso narrativo può essere disorientante. L’arte grafica è estremamente stilizzata: personaggi grotteschi, ambientazioni da incubo e humor surreale. Puzzles inseriti in una cornice narrativa unica, con finali multipli suggeriti dalle achievement e dai segreti raccolti.

Moroi non è per tutti: chi cerca coerenza o gameplay raffinato resterà deluso. Ma chi apprezza storie bizzarre, estetica disturbante e rompicapi insoliti troverà in Moroi un’esperienza memorabile e audace

PRO

  • Estetica e atmosfera davvero originali
  • Buona varietà di ambienti e armi
  • Alcuni puzzle stimolanti e narrativamente integrati

CONTRO

  • Combat spesso goffo e impreciso
  • Bugs e picchi di difficoltà frustranti

VOTI

Storia e Atmosfera – 6.5

Gameplay – 6

Grafica – 6.5

Sonoro – 6

Complessivo – 6

Siamo giunti alla fine anche di questo Games Showcase e come sempre speriamo di averti fatto scoprire qualche titolo degno di interesse.

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