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Zombie Army 4: Dead War – La recensione

Zombie Army 4: Dead War è arrivato ufficialmente su tutte le principali piattaforme videoludiche, riuscirai a sopravvivere alle terrificanti orde di zombie?

Le orde di Hitler tornano all’assalto in questo terrificante sparatutto dai creatori di Sniper Elite 4! Abominevoli nemici soprannaturali, armi epiche e una nuova angosciante campagna attendono in un’avventura ambientata nell’Europa del 1940.

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Zombie Army 4: Dead War è l’ultima fatica a “tema horror” firmata da Rebellion Developments, che porta avanti la saga spin-off nata da Sniper Elite e cominciata con il primo capitolo, Zombie Army Trilogy rilasciato nell’ormai lontano 6 giugno 2015. In questo nuovo episodio della serie è visibile tutta la volontà da parte della software house inglese nel voler valorizzare una formula che, fino a oggi, ha dato moltissime soddisfazioni e che è riuscita altresì a entrare nel cuore di milioni di appassionati al genere horror-shooter. Un nuovo gioco che vuole letteralmente “liberarsi” dal titolo di “spin-off” e creare un “brand” degno di rivaleggiare con altre produzioni appartenenti alla stessa categoria, fino a raggiungere la cima delle classifiche più importanti. Il nuovo Zombie Army 4: Dead War è disponibile sulle principali piattaforme videoludiche di tutto il mondo, quali PlayStation 4, Xbox One e PC (Epic Games Store) dallo scorso 4 febbraio 2020.

Le armate di Hitler sono tornate dall’Inferno!

Screenshot da Zombie Army 4: Dead War

Siamo nel 1945 e la Seconda Guerra Mondiale oramai si avvia verso la sua conclusione, con un Adolf Hitler ormai messo alle strette dall’esercito Alleato e vicino alla sua inesorabile caduta. Ciononostante, il Führer non intende arrendersi e così fa ricorso alla magia oscura per riportare in vita il suo esercito nazista sotto forma di feroci e sanguinarie orde di Zombie, pronte a devastare e uccidere qualunque essere vivente si trovi sul loro cammino. Ottima manovalanza, nessuna protesta o sindacato, fedeltà incondizionata e una resistenza praticamente infinita sono tutte caratteristiche che fanno di questi caracollanti giovanotti delle spietate armi da guerra e che, fetore di morte e marcio a parte, per il “buon Adolf” si sono rivelate con una vera e propria ancora di salvezza.

“Comodi questi giovanotti quando uno si trova alle strette…” (Gimli, Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re)

In momenti critici come questi, un gruppetto di improbabili eroi decide di opporsi all’oscuro dittatore e dopo una lunga e cruenta battaglia attraverso il mondo, riescono a rispedirlo all’Inferno ma qualcosa va storto e le numerose orde di Nazi-Zombie sono rimaste a infestare il pianeta, con eccezione dell’Italia, dove verrà combattuta la battaglia finale (…poi non mi si venga a dire che noi italiani non siamo i migliori!).

In un titolo come Zombie Army 4 la trama non è certamente il punto di forza principale, infatti, essa fornisce il “minimo indispensabile” al giocatore per imbracciare le armi e cominciare a macellare creature mostruose come se non ci fosse un domani. In ogni caso, resta il proverbiale amaro in bocca perché, viste le buone premesse, una storia del genere poteva certamente essere sfruttata meglio, sebbene ricca di cliché e di una cupa ironia.

Zombie Army 4: un titolo Arcade in pieno stile Left 4 Dead!

Screenshot da Zombie Army 4: Dead War

Se la trama del titolo sviluppato da Rebellion non fa gridare al proverbiale miracolo, il gameplay può essere definito il suo vero punto di forza, sebbene strettamente vincolato a una formula già vista nei capitoli precedenti. Come in “Trilogy”, anche in questo ultimo capitolo di Zombie Army, il giocatore si troverà a dover affrontare orde di non-morti e di altre mostruosità in mappe caratterizzate da una struttura decisamente lineare, che segue il classico schema formato da zone di combattimento intervallate dalle canoniche zone franche, dove poter recuperare le forze e migliorare il proprio equipaggiamento. Un struttura prettamente di tipo Arcade che se da un lato può essere apprezzata per la tipologia di gioco, dall’altro costringe il giocatore ad avviarsi verso una inevitabile monotonia, sebbene ci siano alcune situazioni caratterizzate da avversari veramente particolari.

Per limitare questo fastidioso problema, al giocatore viene data la possibilità di poter affrontare le svariate orde di nemici in diversi modi che vanno dal classico utilizzo delle armi da fuoco come pistole, mitragliette o fucili (…mortaretti e tric-trac), fino a  poter utilizzare i vari marchingegni sparsi lungo le mappe di gioco. Proprio questi renderanno l’esperienza un poco più interessante, dalle canoniche bombole da far esplodere alle reti elettrificate da attivare colpendo un apposito interruttore, passando altresì per delle grosse pale rotanti che serviranno a far dei propri nemici della innocua carne trita.

Screenshot da Zombie Army 4: Dead War

Ovviamente l’arma di riferimento della serie resta il fidato fucile da cecchino che, nel caso in cui si riuscirà a colpire un bersaglio nel modo giusto al momento giusto, avvierà la classica scena a rallentatore che mostrerà nel dettaglio e nel modo più cruento possibile la morte del proprio bersaglio. Una scelta stilistica che ormai è diventata il segno distintivo della serie Sniper Elite e della stessa  Rebellion Developments.
In ogni caso, il gameplay viene arricchito ulteriormente dalla possibilità di poter potenziare le proprie armi e il proprio equipaggiamento negli appositi tavoli da lavoro che saranno disponibili all’interno delle zone franche. Sarà altresì possibile, accumulando esperienza durante i combattimenti facendo aumentare il contatore delle combo, poter sbloccare ed equipaggiare al proprio alter-ego delle abilità particolari come un recupero più rapido della vita oppure la possibilità di poter recare maggiori danni con il lancio delle granate.

Un altro punto di forza appartenente a Zombie Army 4: Dead War è il perfetto bilanciamento tra la curva di apprendimento e il livello di difficoltà con il quale si sceglie di affrontare l’intera avventura. In ogni occasione, che si decida di giocare in compagnia di altri 3 compagni, dove ci si può coprire le spalle reciprocamente, oppure di affrontare la campagna da solo, il giocatore non si troverà mai a dover fronteggiare situazioni eccessivamente facilitate o complicate. Nota di merito va attribuita proprio al Multiplayer, il quale restituirà le stesse sensazioni che, appassionati come me, hanno provato giocando a titoli del calibro di Left 4 Dead, dove la collaborazione e il divertimento erano alla base dell’intera offerta videoludica.

Quanto è bella l’Italia… una volta che capisci dove ti trovi!

Screenshot da Zombie Army 4: Dead War

La maggior parte dei titoli appartenenti a questa categoria presentano quasi sempre un design grafico sacrificato sull’altare del gameplay”, dove la bellezza estetica cede quasi sempre il passo alle performance, ciononostante in Zombie Army 4 questo non accade e l’intera opera videoludica si presenta ricca di dettagli (…come per esempio i gadget da applicare alle armi) e di peculiarità tutte da gustare. I modelli degli zombie e delle altre mostruosità (…che ovviamente non ti svelerò!) sono tutti ben caratterizzati e molto variegati, ognuno con i propri tratti caratteristici riuscirà a catturare l’attenzione del giocatore anche per una frazione di secondo.

Va altresì sottolineata la bellezza delle location, tutte dettagliate e curate nei minimi dettagli, con alcune “chicche” capaci di lasciare veramente a bocca aperta. Eppure, l’unica nota negativa che va segnalata è l’impossibilità di distinguere le varie città simbolo dell’Italia presenti all’interno del gioco, infatti, Milano, Napoli, Roma Venezia saranno prive dei loro tratti distintivi che ne hanno fatto la storia. Un vero peccato, perché poter apprezzare la bellezza delle città nostrane in un gioco come questo sarebbe stato fantastico.

Screenshot da Zombie Army 4: Dead War

Si affianca al design grafico un comparto sonoro decisamente di ottima qualità con alcune soundtrack capaci di adattarsi perfettamente a qualunque situazione di gioco, dalla più calma alla più concitata. Come ultimo elemento, ma non per importanza, va segnalata la possibilità di poter scegliere se affrontare la campagna, con una durata di circa 10 ore, oppure la classica modalità Orda, dove migliaia di zombie e altre mostruosità appariranno da tutte le parti per eliminare i partecipanti e dove avere l’arma giusta al momento giusto farà la differenza tra la vita e la morte. Unica nota di demerito va assegnata a qualche piccolo problema tecnico nell’interazione con gli oggetti di gioco, infatti, in alcuni casi i problemi derivanti dall’apertura di una cassa di munizioni potrebbero portare direttamente a una morte certa.

Grafica curata e ben dettagliata...

Ambientazione in Italia azzeccata...

Comparto sonoro di ottima qualità

Gameplay frenetico e piacevole...

Longevità garantita, in particolare se giocato in Multiplayer

...ma si poteva fare qualcosa di più!

...peccato per la mancanza dei tratti distintivi di ogni singola città

Trama lineare con il "minimo indispensabile" per spingere l'utente a giocare

...ma alla lunga può diventare ripetitivo

Problemi tecnici nell'interazione con gli oggetti di gioco

Nessun trofeo è presente in questa versione del gioco

Grafica
70
Sonoro
75
Longevità
80
Impatto
80
Voto
VOTA
1

Zombie Army 4: Dead War è un titolo di cui il mercato videoludico aveva bisogno. Un gioco arcade fiero di esserlo e capace di regalare ai giocatori di tutto il mondo quelle bellissime ore ricche di puro divertimento che non si provavano dall’uscita dell’ultimo Left 4 Dead 2. Il titolo di Rebellion, sebbene caratterizzato da una formula consolidata e praticamente identica a quella del suo predecessore, riesce a catturare il giocatore in un turbine di azione e frenesia caratterizzato da morti cruente, creature orripilanti e ambientazioni curate. Quest’ultimo capitolo della serie legata a Zombie Army può essere definito il migliore e altresì il primo passo verso l’indipendenza da Sniper Elite. Resta un gioco da avere nella propria libreria videoludica, in particolare, per passare qualche serata “diversa” maciullando zombie in compagnia degli amici.

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