Sony, Monster Hunter World PC e i rumor infondati

Secondo un recente rumor Sony avrebbe pagato per ritardare l'uscita della versione PC di Monster Hunter: World, ma è davvero così?

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Stando ad un recente rumor, Sony avrebbe pagato Capcom per ritardare l’uscita di Monster Hunter: World su PC e non solo, a questo si aggiunge anche la volontà di bloccare un eventuale crossplay.

Ricapitolando, tale AsteriskAmpersand ha pubblicato su Twitter il risultato di una sua ricerca, che ha fatto emergere come Sony avesse pagato Capcom per bloccare l’uscita di Monster Hunter: World su PC, assieme all’espansione Iceborne, avvalorando la sua tesi grazie al fatto che crossplay e cross-save non fossero effettivamente ancora stati abilitati.

Fortunatamente in rete c’è sempre chi ha la pazienza di analizzare le cose in maniera più consona, cercando di trovare il vero significato di alcuni rumor, magari anche smentendoli.

Sony ha quindi realmente pagato Capcom per ritardare il lancio su PC di Monster Hunter: World?

Sony

A quanto pare, no; sotto il post su Twitter che ti ho riportato qui sopra, si sono accese molte discussioni, tra le solite sterili e puerili che inneggia contro Sony (complici anche le ultime scelte dell’azienda giapponese), anche alcune che mirano a fare chiarezza sull’argomento.

“Questa è la tua prova? Perché ciò non significa quel che credi. Nello specifico si parla di diritti di marketing e non di un posticipo forzato di Monster Hunter: World su PC”

Questo è quel che ha affermato bob kob, con tanto di prova annessa; ecco quindi che non c’è nessun complotto da parte di Sony, anche perché non avrebbe avuto molto senso pagare Capcom per una cosa simile.

In seguito lo stesso autore originale del rumor, AsteriskAmpersand, ha affermato di aver compreso male i dati ai quali era risalito e di essere stato fuorviato. Si è anche scusato per aver diffuso una notizia a conti fatti errata e che avrebbe messo in cattiva luce Sony.

La caccia al rumor in un periodo in cui gli annunci scarseggiano, un bene o un male?

rumor

Come avrai ben capito, ormai sono più le notizie che riportano qualche voce di corridoio di quelle che informano su un effettivo comunicato ufficiale dalle varie aziende produttrici.

La situazione ha preso una piega molto pesante soprattutto nell’ultimo periodo, ti potrebbe sorprendere scoprire quanti argomenti in voga provengano da null’altro che supposizioni.

Se ci pensi anche solo un attimo, titoli come Silent Hill, Days Gone 2, Metal Gear Solid Remake e The Last of Us Remake (giusto per citarne alcuni) stanno letteralmente monopolizzando il settore dell’informazione, sulla base del nulla.

A conti fatti ci aspettiamo un nuovo Silent Hill da Konami, senza avere uno straccio di conferma da parte della software house nipponica e un probabile remake di The Last of Us, per moltissimi tutt’altro che indispensabile, sulla base di un report di Jason Schreier (noto giornalista videoludico) che, seppur molto professionale, non può di certo sapere con certezza se Sony decida o meno sulla produzione di sequel in base ai voti di Metacritic.

Con questo, ci tengo a precisare, non voglio assolutamente sminuire il suo lavoro, ma bensì farti capire quanto sia ormai diventato potente il rumor, la speculazione in sé per sé.

Un esempio calzante riguarda Days Gone, nel report Schreier afferma che il sequel è stato cancellato; ad oggi sono state raccolte oltre 60000 firme in una petizione che chiede a Sony di non cestinare il progetto, ma su quale base?

L’azienda giapponese non ha mai confermato ne smentito di dare peso ai voti di Metacritic, eppure il grande pubblico ormai dà il tutto per certo; complice è chiaramente la pandemia, che sta rallentando e di conseguenza riducendo le prospettive produttive future.

Sarebbe bene ricordare che l’assenza di notizie davvero rilevanti non deve essere per forza tamponata da fiumi di voci di corridoio le quali, vuoi o non vuoi, finiscono quasi sempre per fuorviare il videogiocatore.

In conclusione, questo è solo un mio parere sull’argomento che come sempre mira a creare discussioni costruttive in attesa di tempi migliori, dove torneremo a parlare di “cose serie”.

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