Cover della recensione di Nanotale - Typing Chronicles

Recensione di Nanotale – Typing Chronicles

Un'avventura fantasy ricca di segreti da scoprire e colma di avversari da battere a colpi di tastiera

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Nanotale – Typing Chronicles, esclusiva Steam e Google Stadia sviluppata dalla software house statunitense Fishing Cactus, è finalmente giunta alla sua versione definitiva dopo oltre un anno di early access. Si tratta del successore spirituale della precedente fatica della casa videoludica nordamericana, ossia Epistory – Typing Chronicles, uscito nel 2016, il quale condivide con Nanotale il genere e lo stile di gioco: una versione attualizzata dei typing game del passato. Per godersi al meglio i titoli è infatti necessario, come vedremo tra poco, essere ottimi dattilografi.

Un mondo magico da scoprire e da salvare

La protagonista di quest’avventura è Rosalinda, una giovane Archivista che, compiuta la maggiore età, riceve da Lavanda, sua mentore, un quaderno per appunti. Questo oggetto sarà utile alla ragazza per catalogare le proprie scoperte sulla flora e la fauna del mondo che la circonda.

Quella che all’inizio sembra una semplice escursione di routine finisce per trasformarsi in un’odissea per salvare il mondo, durante la quale Rosalinda scoprirà di racchiudere in sé poteri che neanche immaginava di avere, i quali la coinvolgono suo malgrado nello squilibrio in corso tra la Vera Magia e la Magia Dissonante.

Durante il suo girovagare si ritroverà ad aiutare varie popolazioni in difficoltà sfruttando le abilità che apprenderà all’aumentare delle proprie conoscenze sulla natura e sulla magia, oltre a diradare l’alone di mistero che avvolge il suo passato.

Screenshot da Nanotale - Typing Chronicles
Foreste lussureggianti, caverne mefitiche e aridi deserti ci attendono in Nanotale – Typing Chronicles

La conoscenza è potere

Fondamentale, in Nanotale – Typing Chronicles, è l’esplorazione. Se sei uno di quei gamer che ama andare dritto al punto senza rischiare di perdersi nei meandri di un qualsiasi mondo di gioco, grande o piccolo che sia, allora Nanotale non fa per te. Infatti, esplorare ogni angolo della mappa di gioco, catalogando sul quaderno le bizzarre piante e i curiosi animali e minerali che troveremo, è cruciale per l’acquisizione di nuove abilità, le quali porteranno vantaggi imprescindibili anche sul versante combattimento. L’esplorazione si configura essa stessa come una sfida: trovare il percorso giusto richiederà tempo e cervello, rendendo la mappa un vero macro-rompicapo.

Il ritmo del gioco, tendenzialmente rilassato, aumenta esponenzialmente nelle sessioni di combat, durante le quali tattica e rapidità nel digitare divengono qualità necessarie. La scelta di una determinata posizione dalla quale bersagliare con i nostri incantesimi le orde di nemici che ci aggrediranno potrà fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Ancora una volta, solo la tastiera sarà il nostro strumento di offesa e difesa: la chiave per trionfare è digitare l’incantesimo giusto al momento giusto dalla giusta posizione e, in certi casi, dalla giusta angolatura (nota il gioco di parole tra “spell“, ossia incantesimo, e “to spell“, ossia “dire lettera per lettera“).

Degne di menzione sono le boss fight, le quali sono ben congegnate e diversificate l’una dall’altra. Una varietà condivisa financo dai mob del gioco, i quali propongono ognuno una sfida diversa a seconda delle proprie caratteristiche.

Screenshot di un combat di Nanotale - Typing Chronicles
In questa schermata risulta ben evidente le situazioni affollate che possono venirsi a creare durante i combat più duri in Nanotale – Typing Chronicles

Una buona ispirazione, ma servono rifiniture

Se da tantissimi punti di vista Nanotale – Typing Chronicles potrebbe essere un titolo da dieci e lode, ci sono purtroppo alcune pecche non tralasciabili dal punto di vista tecnico.

Partiamo dalla grafica: realizzata in un cel shading molto sottile, è dotata di un’estetica oltremodo gradevole che tuttavia perde colpi a causa di qualche elemento fin troppo poligonale (e.g. buona parte degli NPC, nemici compresi).

Dal punto di vista del sonoro meritano una grande ovazione i localizzatori italiani del titolo, di per sé estremamente impegnativo data la crucialità dell’elemento linguistico ai fini della giocabilità e della qualità. Il doppiaggio, lasciato nell’originale inglese, è anch’esso ben orchestrato e con un sapiente assortimento di poche ma intense voci. Un vero peccato che il tutto non sia sostenuto da una colonna sonora profonda e che venga messo a repentaglio da effetti sonori a dir poco approssimativi (per intenderci, può capitare che un rumore che avviene all’interno dell’inquadratura sembri provenire dalla lunga distanza).

Non mancano, e dispiace ravvisarlo, i bug. In alcuni frangenti, infatti, la nostra Rosalinda rimane bloccata in alcune strettoie del gioco o semplicemente corre sul posto senza effettivamente muoversi.

Degno di essere giocato

A parte questi elementi di fastidio, Nanotale – Typing Chronicles rimane un ottimo lavoro, degno di essere giocato soprattutto da chi ama il genere fantasy nelle sue numerose declinazioni ed apprezza i videogiochi dotati di meccaniche particolari. Tanto di cappello a Fishing Cactus, sperando che un eventuale prossimo Typing Chronicles sia il capolavoro che meriterebbe di essere.

Nanotale – Typing Chronicles è senza remore degno del suo predecessore Epistory. Un concerto di emozioni che avrebbe meritato qualche attenzione in più per quanto riguarda il fronte sonoro, doppiaggio escluso, e un cel shading meno poligonale. Almeno un otto e mezzo è obbligatorio.

Hai mai giocato al precedente Epistory? Se no, darai una possibilità a questo nuovo figlio di Fishing Cactus? Faccelo sapere nei commenti!

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Scheda confidenziale su Nanotale

Rosalinda, giovane Archivista, compiuti diciott’anni riceve in dono dalla sua mentore Lavanda un quaderno per appunti sul quale dovrà annotare ogni sua scoperta durante il lungo viaggio che compirà. Il suo peregrinare la porterà a stretto contatto con i pericoli che minacciano la sua terra e i vari popoli che la abitano, oltre a svelarle i misteri legati al suo passato.

Cosa mi piace

  • Il gameplay innovativo
  • Il senso esplorativo
  • Le boss fight
  • L'estetica ispirata
  • Doppiaggio e localizzazione, entrambi complessi ed egregi

Cosa non mi piace

  • La colonna sonora poco profonda
  • Gli effetti sonori leggermente fuori sincrono
  • Il cel shading a tratti spigoloso

80

Grafica

100

Impatto

80

Longevità

70

Sonoro

I trofei sono in totale trentaquattro, legati non tanto alla storia quanto all’esplorazione, la quale è tra gli elementi più approfonditi del gioco.

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