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PokéLEGO: montiamo l’ipotetico “gioco di Pokémon perfetto” pezzo per pezzo (parte 1 di 4)

Tante feature mirate a dare ad ogni gioco Pokémon una sua identità, e per questo motivo accantonate: e se tornassero tutte?

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Pubblicare una lista di questo tipo per Natale avrebbe probabilmente lasciato l’amaro in bocca a qualcuno: un elenco delle feature tagliate dai giochi Pokémon era la nostra idea di “letterina a Babbo Natale”, o dovremmo dire Babbo Masuda. Metterla online settimana scorsa, tuttavia, avrebbe implicato che Pokémon Spada e Scudo non abbiano fatto nulla di buono, cosa assolutamente non vera.

Quella di fare una retrospettiva sulla serie Pokémon non è un’idea particolarmente originale: nel farlo, non staremmo reinventando la ruota. Eppure, sempre di inventiva si parla, in questo speciale: abbiamo già sviscerato l’operato di Game Freak al di fuori della letterale sfera dei mostriciattoli, ed è ora di offrire un’antitesi a quello speciale. Ma come?

L’idea è quella di volgere il nostro occhio critico al “vizietto” con cui Game Freak ci dona delle intriganti variazioni sul tema, per poi ritirarle. Junichi Masuda ha parlato brevemente di questo fenomeno, dicendo “non distinguiamo mai tra esperimenti e feature da lasciare [nella serie]”, ed è questo che faremo: immaginare il titolo definitivo della serie, senza più escludere nessuno di questi “esperimenti”. Chimera impossibile? Senz’altro. Immaginabile? Ovvio!

Mettiti comodo, avremo di che parlare per un bel po'
Mettiti comodo, avremo di che parlare per un bel po’

Guarderemo dunque ogni episodio (videoludicamente parlando!) della serie Pokémon, ma ci soffermeremo esclusivamente sulle feature più distintive che non abbiamo più rivisto, o che invece abbiamo visto troppo poco. Priveremo indubbiamente ogni gioco del suo diritto di potersi definire “quello con…”, ma avremo di che divertirci.

Come è avvenuto con Nintendo Unplugged, dividerò questo speciale in quattro puntate, fino a quando l’Epifania non sarà dietro l’angolo. Saluteremo dunque l’anno nuovo con i nostri buoni propositi, o almeno con una lista di buoni propositi da suggerire a Game Freak e The Pokémon Company per il 2020. Per oggi, vedremo le prime due generazioni, lasciando le rimanenti ai prossimi giorni. Buona lettura!

La prima generazione (1996-1999)

Pokémon Rosso, Blu e Verde

La regione di Kanto, illustrazione ufficiale di prima generazione
La regione di Kanto, illustrazione ufficiale di prima generazione

Il Pokédex Nazionale

Lo so, sono una carogna ad elencarlo per primo, ma non posso farci nulla: abbiamo a che fare con un rigorosissimo ordine cronologico dei giochi della serie, e il Pokédex regionale di Kanto dei primi giochi equivale anche ai “tutti” a cui allude lo slogan “acchiappali tutti”. L’intera fauna nazionale di Pokémon era lì, tutta in un solo gioco, e sebbene lo abbiamo dato per scontato per anni, Pokémon Spada e Scudo ci hanno tristemente ricordato che non tutto ci è dovuto. Speriamo che il buon senso prevalga e che il 2020 sia pregno di patch!

Pokémon Giallo

I Pokémon compagni

Con Pokémon: Versione Gialla abbiamo visto il debutto della prima incongruenza con i giochi di cui l’adattamento animato ci ha fatto dono: la presenza di Pokémon che, uscendo dalla Poké Ball, seguono il giocatore. In Giallo era possibile parlare al proprio Pikachu – personaggio a cui la meccanica rimaneva esclusiva – per aumentare il livello di amicizia con lui stabilito, e in generale godere della sua espressività in ogni momento del gioco.

Che carino, ci odia!
Che carino, ci odia!

Una feature che non avremmo più rivisto fino alla quarta generazione, con un timido debutto in Diamante, Perla e Platino per poi venire espansa all’intero Pokédex Nazionale in Pokémon: Versione Oro HeartGold e Versione Argento SoulSilver. Nonostante la limitazione al Pokédex di Kanto, probabilmente la coppia Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee! ha portato il concetto di Pokémon compagni ad aprire davvero le sue ali.

La seconda generazione (1999-2003)

Pokémon Oro e Argento

Artwork ufficiale della regione di Johto, seconda generazione
Artwork ufficiale della regione di Johto, seconda generazione

Il Pokégear: radio, mappa città, rivincite

Con l’arrivo di Pokémon Versione Oro e Versione Argento, insieme a ciò che è diventato un caposaldo della serie come è stato per gli strumenti tenuti e le bacche, abbiamo avuto il primo dispositivo elettronico multifunzione: il Pokégear. Altresì detto Pokémon Gear, questo cellulare aveva tre funzioni principali: una versione della Mappa Città più facilmente accessibile, una radio capace di alterare il gameplay in modi piccoli ma sempre incisivi, e soprattutto il cellulare con cui poter tartassare, e venire tartassati da, i vari allenatori sparpagliati per la regione. Esiste anche uno strumento destinato espressamente alle rivincite, ma non ci arriveremo prima della prossima generazione elencata.

La banca popolare della mamma

Esclusiva ai giochi di Johto e ai loro remake è la possibilità di chiedere a nostra madre (nel gioco, eh!) di tenere da parte un po’ dei nostri spiccioli. Non è nulla di eccezionalmente elaborato, ma comunque un’ottima alternativa al rischio di ritrovarci al verde, in cui è facile incappare se si è allenatori alle prime armi.

Due regioni

Ok, leviamo di mezzo il metaforico elefante in salotto. A rendere i giochi del trittico Oro-Argento-Cristallo tanto amati è quello che, da anni, è per tutti il modo giusto di rivolgere alla regione di Kanto la nostra nostalgia. Dopo aver ottenuto otto medaglie nella regione di Johto, infatti, nel gioco si scopriva che la Lega Pokémon da affrontare sarebbe stata quella dell’Altopiano Blu, nella regione di Kanto che si sarebbe rivelata essere a due passi da casa nostra. Questa rivoluzionaria aggiunta è un dono che tutti noi dobbiamo al compianto presidente di Nintendo, Satoru Iwata, che al tempo dello sviluppo di Oro e Argento era ancora un umile programmatore.

Seconda metà della illustrazione precedente, regione di Kanto nei seguiti
Seconda metà della illustrazione precedente, regione di Kanto nei seguiti

Il dono innato per la programmazione, anni prima, gli consentì di recuperare dei dati altrimenti perduti per sempre, salvando così lo sviluppo di EarthBound (con buona pace di Shigesato Itoi); nel caso di Pokémon Oro e Argento, invece, il genio di Iwata fu vitale al team di Game Freak per comprimere i dati quanto bastava da aggiungere un’intera regione, liberamente esplorabile in lungo e in largo una volta sconfitto il Campione.

La Tempocapsula

Poco tempo prima che la mancata retrocompatibilità di Pokémon Rubino e Zaffiro mandasse tutto all’aria, i giochi Pokémon per Game Boy Color riuscirono nel non facile intento di consentire scambi reciproci con i titoli precedenti. Naturalmente, per fare ciò era necessario che il giocatore si adoperasse per rendere la propria squadra compatibile con Rosso, Blu e Giallo, ma a conti fatti la possibilità c’era.

Da una generazione all'altra, senza problemi: non era fantascienza
Da una generazione all’altra, senza problemi: non era fantascienza

Ora che Pokémon Home promette di consentire alla regione di Galar solo ed esclusivamente l’accesso ai Pokémon con essa compatibili, non è da escludere che la sua struttura sia meno “a senso unico” di quanto non lo sia stata la Banca Pokémon, e che un Grookey allevato nella prossima regione – qualunque essa sia – possa venire trasferito comodamente anche a Pokémon Spada e Scudo con qualche mossa in meno.

I Pokémon erranti

Ad attentare alla nostra incolumità, mirando nello specifico alle coronarie, erano i Pokémon erranti: Pokémon leggendari che possono fuggire a piacimento e che si può incontrare in qualunque punto della mappa di gioco, mantenendo sempre i punti vita con cui li abbiamo lasciati. Certo, non è una meccanica da espandere a troppi Pokémon, ma finché si tratta di un semplice trio, perché non riproporla?

Pokémon Cristallo

Rivali al di fuori del “solito rivale”

Chi è al corrente di cosa differenzia Cristallo dai “soliti” Oro e Argento avrà capito subito che parliamo di Eugenius, e di tutti i personaggi come lui che, sporadicamente, hanno fatto capolino nella saga. A differenza del nostro rivale dai capelli rossi, infatti, Eugenius ha altri scopi, e ci affronta più raramente perché anziché dimostrarsi migliore di noi ambisce a qualcosa di più semplice: incontrare un Pokémon leggendario. Un bel passo in avanti rispetto ai personaggi non giocanti che di fronte a Pokémon così rari non battono ciglio, e fonte di ispirazione per alcuni personaggi similari nei giochi successivi, come ad esempio la mitica Lyris di Rubino Omega e Zaffiro Alpha. Ne vogliamo di più!

Questo è quanto per il primo giorno di questa nuova decade. Ancora buon anno: noi ci vediamo sempre qui domani!

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