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PokéLEGO: montiamo l’ipotetico “gioco di Pokémon perfetto” pezzo per pezzo (parte 6 di 7)

Vediamo quali aggiunte di Alola sono andate al macero, chiedendoci di nuovo: e se tornassero tutte?

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Esiste una giornata migliore di oggi (dopo che il Pokémon Direct ha confermato un parziale dietrofront sul taglio al Pokédex) per pubblicare la penultima puntata di PokéLEGO? Probabilmente no: d’altronde, è proprio a causa di Pokémon Spada e Scudo che abbiamo iniziato a guardarci indietro. Prolunghiamo dunque le Feste da poco concluse con una bella escursione alle Hawaii in salsa Poké: l’arcipelago di Alola!

Questo speciale è una retrospettiva sulle feature più belle che hanno contraddistinto i vari giochi Pokémon usciti nel corso degli anni, che però ci hanno lasciato l’amaro in bocca quando la loro sparizione ci ha riportati con i piedi per terra. Il nostro viaggio ci ha condotti alle ultime quattro avventure su Nintendo 3DS: vediamo cos’altro Game Freak si è persa per strada.

Settima generazione (2016-2019)

Pokémon Sole e Luna

L'arcipelago di Alola come appare in Pokémon Sole e Pokémon Luna
L’arcipelago di Alola come appare in Pokémon Sole e Pokémon Luna

Le mosse Z

Questa supermossa monouso ha spostato i riflettori del gameplay da una trasformazione limitata a un solo Pokémon per squadra a un attacco potenziato utilizzabile una sola volta per incontro. L’intenzione di mettere nelle mani dei giocatori un asso nella manica era evidente, così come lo era la volontà di Game Freak di usare le Mosse Z per soppiantare le Megaevoluzioni, ormai divenute un fardello. Ma a differenza delle trasformazioni introdotte nella generazione precedente, nel caso delle Mosse Z non c’è stata nemmeno traccia delle descrizioni del Pokédex “passive-aggressive” da parte di Game Freak prima della loro prematura dipartita.

L’abbandono delle MN e degli strumenti esplorativi

Il Poképassaggio ha aperto la strada a un abbandono radicale delle Macchine Nascoste, portando a una migrazione di mosse come Taglio, Surf e Volo verso il territorio delle Macchine Tecnica. L’esplorazione marittima è invece stata lasciata a Lapras e Sharpedo, il duplice ruolo di bicicletta e Spaccaroccia a Tauros, il volo a Charizard e così via: Pokémon speciali completamente estranei al loro ruolo nei combattimenti, con i quali evitare l’imbarazzante forzatura della combo tra mosse MN e necessità di una medaglia.

Il fanservice diretto a “chi c’era”: il cameo di Rosso e Blu

Anziché metterli nel gioco senza alcun contesto, Game Freak ha concesso al protagonista dei primi giochi (Rosso) e al suo rivale (Blu) un cameo denso di dignità e significato: la metafora di una vita che va avanti. Rosso e Blu sono ora sulla ventina d’anni, e la struttura per le lotte post-Lega, l’Albero Lotta, è sotto la loro giurisdizione. Reintrodurli nella loro solita fascia d’età sarebbe stato una forma di fanservice fine a sé stessa, ma mostrarli adulti è stato il compromesso migliore per mostrare come crescere senza sacrificare la propria identità.

La Battle Royale

Ad unirsi ai tipi di lotta introdotti e abbandonati nel dimenticatoio, in settima generazione abbiamo avuto la Battle Royale. Prendendo il concetto di lotta a quattro di Super Smash Bros. e applicandolo alle lotte Pokémon, la Battle Royale poneva i quattro contendenti agli altrettanti angoli di un ring. Il risultato è stato un approccio nuovo e divertente al formato a cui siamo abituati da vent’anni, con l’aggiunta di dover scegliere con astuzia il bersaglio del proprio attacco. Una mossa talmente geniale che, ovviamente, non l’avremmo più rivista.

La Lotta con rinforzi

Com’è che nessun Pokémon selvatico ha mai pensato di lanciare un grido di aiuto verso i suoi compari? A questa domanda, la fauna di Alola ha cercato di dare una risposta con la meccanica della Lotta con rinforzi. Non appena il Pokémon selvatico “… chiede aiuto!”, ecco che – salvo i casi in cui non arrivava nessuno – magicamente in suo soccorso arrivava la cavalleria. A rendere intrigante questa meccanica era la cavalleria “scintillante”: le catene per trovare i Pokémon cromatici si basavano infatti su questo.

Anche i draghi hanno le loro giornate no...
Anche i draghi hanno le loro giornate no…

Le Ultracreature

Odiate da alcuni e amate da altri, le Ultracreature hanno saputo dividere l’opinione del fandom come poche altre novità del mondo Pokémon. Per quanto riguarda me nello specifico, non volermene: le ho adorate. D’altronde, è dai tempi di Rubino e Zaffiro che i design più spigolosi, “simil-Digimon” di alcuni mostriciattoli si sono fatti strada nella fauna nazionale; tanto valeva relegarli a un nuovo sottogruppo di Pokémon, e le Ultracreature esistono – o dovremmo dire che esistevano – proprio per questo. Non ci si può neanche dannare troppo per la loro esistenza: sono o non sono semplicemente Pokémon di un’altra dimensione?

Ummm... foto... di gruppo...?
Ummm… foto… di gruppo…?

E come tali, necessitavano delle UC Ball per essere catturati facilmente. In Pokémon Spada e Scudo, tutto ciò che rimane di loro sono proprio gli strumenti appena citati, mantenendo la loro inutilità con altri Pokémon. Le UC Ball di Galar dovrebbero essere una sorta di divertito rimando, ma a causa del tragico tempismo che le ha viste reintrodotte dopo la cernita faunistica dell’ottava generazione hanno avuto lo stesso effetto di “Mega Man” in Street Fighter X Tekken: quello di un insulto.

Il campione sono io!

Sappiamo bene che serve una certa volontaria sospensione di incredulità nei giochi Pokémon, però non abbiamo mai realmente capito come mai il Campione sembra sempre essere il Blu, Lance o Rocco Petri di turno quando in realtà dovremmo esserlo noi. Non stavolta: noi siamo i Campioni, e chi ci attende dopo i Superquattro sono i nostri sfidanti. Perché è così che avrebbe sempre dovuto essere ed è così che la settima generazione ha saputo sorprenderci con gli sfidanti più impensabili.

Improvvisarsi paramedici… e riuscirci!

Mentre il PokéIo&Te era un’aggiunta deliziosa nella scorsa generazione, è nella settima che la meccanica ha trovato il giusto compromesso tra la prima variante di questa idea e l’esagerazione che si è rivelato essere il campeggio di Pokémon Spada e Scudo. Il Poké Relax si è rivelato essere un ibrido multifunzione tra l’aumento del legame di amicizia con i propri Pokémon e un centro Pokémon portatile – giustamente più limitato – con il quale levare di mezzo i fastidiosi avvelenamenti del caso. Un vero gioiello, insomma!

Pokémon UltraSole e UltraLuna

La regione insulare di Alola, come appare in Pokémon UltraSole e Pokémon UltraLuna
La regione insulare di Alola, come appare in Pokémon UltraSole e Pokémon UltraLuna

Il fanservice, quello vero: la palestra di Surge, il ponte Pepita…

Mentre il fanservice di Rosso e Blu nell’Albero Lotta era più pacato, ragionato, quasi poetico, ecco che l’Alola alternativa di UltraSole e UltraLuna ha rincarato la dose in modo più che massiccio. Il primo esempio che potremmo menzionare è la Palestra di Kanto a Malie, che replicava la meccanica della Palestra Pokémon di Aranciopoli, poteva essere risfidata una volta al giorno, presentava nomi in maiuscolo e tanti altri rimandi ai primissimi giochi. Come se non bastasse, Malie presentava anche un giardino fiorito comprensivo di Ponte Pepita – una replica in scala del celeberrimo ponte a nord di Celestopoli – ma il vero fiore all’occhiello autocelebrativo è stato un altro ancora.

… e l’Episodio RR

Se l’Episodio Delta era un passo nella giusta direzione per quanto concerne il post-game, ecco che Game Freak ne ha compiuto un altro con l’Episodio RR. La teoria del multiverso ha investito il mondo Pokémon come un treno, e ne abbiamo tratto beneficio tutti: Giovanni è tornato, e l’ha fatto chiedendo rinforzi ai leader dei team malvagi… prelevati però da linee temporali in cui hanno vinto. L’amore verso i fan qui è emerso in un modo che andava ben oltre il florido: nel caso dei leader Ivan e Max, anziché prelevare i loro modelli 3D da Rubino Omega e Zaffiro Alpha, Game Freak ha donato nuova (e poligonale) vita al loro aspetto visto su Game Boy Advance. Questa sì che è la dedizione della Game Freak che ricordavamo!

Davvero, UltraSole e UltraLuna valgono la pena di essere giocati fino in fondo
Davvero, UltraSole e UltraLuna valgono la pena di essere giocati fino in fondo

Gli Ultravarchi

Ultima – ma non ultima – feature simbolica del prefisso “Ultra” di questa riedizione è stata l’introduzione degli Ultravarchi. Attraverso questi varchi, infatti, con il “pretesto” delle dimensioni alternative era possibile raggiungere Pokémon estranei al Pokédex regionale di Alola, che già aveva accantonato il Pokédex Nazionale ma che almeno consentiva ogni variazione sul tema per quanto riguardava la costruzione delle nostre squadre. Con questo diversivo, inoltre, Game Freak ha potuto dare alle Ultracreature precedentemente introdotte un po’ più di spessore, grazie a location deliranti in tema con ciascuna di loro. Per non parlare del raccapricciante Ultragglomerato…

Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!

Artwork ufficiale per la regione di Kanto nel debutto della serie su Nintendo Switch
Artwork ufficiale per la regione di Kanto nel debutto della serie su Nintendo Switch

My little Ponyta

Ci sono volute “solo” sette generazioni, ma il discusso debutto della serie su Nintendo Switch ci ha finalmente dato la possibilità di cavalcare qualunque Pokémon “abbastanza grosso” del Pokédex di Kanto. Questa è forse l’evoluzione definitiva del concetto di Pokémon compagni introdotto in Pokémon Giallo, dando al giocatore la libera scelta sul fatto di tenere un Pokémon fuori dalla sua sfera o meno.

La limitazione al Pokédex regionale, almeno in questa coppia di giochi, aveva senso: i due Let’s Go! non volevano soppiantare la serie principale e non hanno mai voluto farlo. Il problema è quando a farlo è stata la regione di Galar, anche se come già detto il buon senso sembra stare prevalendo.

Presenza scenica

Probabilmente una tra le aggiunte minori di questa coppia di giochi, ma espandere delle scene da semplici dialoghi a sequenze animate a tutti gli effetti si è rivelato essere uno degli elementi principali del carisma di questi remake. Dalla scelta dei Pokémon all’addio della madre di Cubone, non c’è scena del gioco che manchi minimamente di fascino.

Ti vedo!

I Pokémon nell’overworld dovrebbero essere un caposaldo a prescindere, punto. Certo, i due Let’s Go! hanno un po’ barato facendo sporadicamente comparire i Pokémon “in faccia” al giocatore, replicando praticamente lo stesso effetto degli incontri casuali, ma il (fortunatamente parziale) dietrofront di Spada e Scudo implica che Game Freak sia troppo affezionata agli incontri casuali per lasciarseli definitivamente alle spalle. Ci sono cose da cestinare e altre da riportare in auge: gli incontri casuali fanno parte della prima categoria.

E con questo, almeno per la regione di Alola e per l’ennesima rivisitazione di Kanto, ci congediamo anche oggi. Per la conclusione toccherà… a Pokémon Spada e Scudo stessi! Anche loro hanno avuto delle idee valide, sotto sotto: ne discuteremo e, tirando le somme, vedremo di capire quali saranno le migliori feature da volere nei prossimi giochi Pokémon. Alla prossima!

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