Mortal Shell: Enhanced Edition

Mortal Shell: Enhanced Edition – Recensione

Il souls-like sviluppato da Cold Symmetry approda su next-gen, in una versione revisionata che spinge il titolo a 4K con 60 fps: ecco la recensione del nostro provato su PlayStation 5

Dark Souls ha segnato un importante passaggio della storia videoludica. L’opera magna di Hidetaka Miyazaki e FromSoftware non solo è riuscita a sovvertire le leggi di un mercato tendenzialmente rivolto sempre di più nello sviluppare giochi semplici e poco stimolanti, ma è riuscita a dar vita a un vero e proprio genere: il soulslike.
Molti sviluppatori sono rimasti stupiti dalla profondità dei Souls, sia in termini di gameplay che per la lore, due componenti fondamentali che hanno suscitato un interesse tale da voler costruire il proprio gioco partendo da quel tipo di world building.

Mortal Shell è l’ennesimo tributo alla fantastica saga dei Soulsborne: l’ispirazione da cui lo sviluppatore attinge è lapalissiana, e non è nelle intenzioni del team nasconderne le similitudini. Nonostante l’effigie dei Souls sia presente in quasi ogni aspetto del titolo d’esordio di Cold Symmetry, Mortal Shell si assume la responsabilità di modificare alcune meccaniche relative al game design per cercare di rendere l’esperienza di gioco totalmente a sé stante.

La scorsa settimana, il titolo è ufficialmente approdato nella sua versione avanzata su hardware next-gen: Cold Symmetry sarà riuscita nell’impresa di creare qualcosa di nuovo, seppur partendo da una base già solida e collaudata? Come si comporta il titolo sulle console di nuova generazione? Scoprilo con noi, grazie alla recensione del nostro provato di Mortal Shell: Enhanced Edition su PlayStation 5!

Mortal Shell, Foundling e lore

Appena il giocatore avrà avviato la partita, assisterà al risveglio di un essere antropomorfo che successivamente scopriremo essere un Foundling, una fragile creatura discendente dal Padre Oscuro. Il nostro silente protagonista si addentrerà in un mondo distrutto dalla venerazione di falsi dei, la quale ha portato la razza umana alla decadenza.

Per poter completare la sua missione, il Foundling necessita di un involucro: il “trovatello” può infatti impossessarsi di un corpo defunto e controllarlo. Nel corso del gioco ci saranno disparati involucri che troveremo in giro per le zone: man mano che utilizzeremo e potenzieremo questi corpi vuoti, emergeranno nuovi dettagli sulla lore di gioco e sull’involucro che ci sta ospitando.

Per capire tutti gli aspetti della trama sarà necessario leggere le didascalie degli oggetti di gioco: una volta che avremo acquisito la familiarità massima con un item a nostra disposizione, questo ci fornirà descrizioni inedite fondamentali per poter comprendere il mondo di Mortal Shell nella sua interezza.

La narrativa di gioco prosegue silenziosa, con poche cutscene e dialoghi, ed è compito del giocatore scoprire di più sulle lande di Fallgrim e i suoi templi in rovina, popolati da mostri e oscurità: nonostante il fascino del mistero, una volta che tutti i tasselli del puzzle saranno collocati al proprio posto troviamo una lore di gioco troppo sciatta, con elementi narrativi e contesti triti e ritriti nel genere, che lasciano emergere una scrittura della trama poco solida e la mancanza di una direzione narrativa salda.

Mortal Shell screen 2

Combattere con una strategia

Come ho accennato nel paragrafo precedente, la familiarità degli oggetti è fondamentale per comprendere la lore del mondo di gioco, ma non solo: scopriamo la funzionalità di un oggetto soltanto una volta che lo avremo usato, una scelta interessante che aumenta il senso d’immersività e rappresenta una delle meccaniche inedite migliori all’interno di Mortal Shell. Scoprire il funzionamento di un consumabile solo dopo averlo utilizzato è parte della progressione di gioco, ma non si tratta dell’unica meccanica inedita introdotta dai ragazzi di Cold Symmetry.

Il Foundling può pietrificarsi e assorbire il colpo del nemico: nonostante questa meccanica a primo acchito possa sembrare sostitutiva allo scudo, la pietrificazione implica del tempo per rigenerarsi, ed è possibile proteggersi da un solo attacco per volta. Questa feature, unita alla tipologia di combat system abbastanza lento, rende gli scontri all’arma bianca più ragionati di quanto si possa pensare, indirizzando il giocatore ad adottare una vera e propria strategia di gioco piuttosto che spingerlo ad affrontare il pericolo sferrando colpi a destra e a manca senza pensare. Personalmente, ho apprezzato molto queste particolarità del combat system di Mortal Shell.

Nonostante Mortal Shell non presenti delle statistiche da livellare, la parametrica gioca comunque un ruolo fondamentale per la nostra partita: il Tar e le Visioni, gli equivalenti delle anime di Dark Souls, ci permettono di potenziare le caratteristiche dello skills tree di ogni singolo involucro e di sbloccare nuove abilità che aiutano il Foundling a sopravvivere nei meandri di Fallgrim. Inoltre, sarà possibile potenziare il danno delle armi di gioco e apprendere nuovi moveset speciali.

Il game design è croce e delizia di Mortal Shell: sebbene nel complesso il titolo offra un’esperienza godibile grazie alle meccaniche inedite e alla sempreverde formula dei souls, purtroppo sono state fatte delle scelte piuttosto infelici. I comandi non sempre sono responsivi, soprattutto quando ci troviamo a schivare degli attacchi nemici, e inoltre gli oggetti curativi sono poco fruibili in combattimento, a causa del tempo che questi impiegano a riempire la barra degli HP. Come se non bastasse tutti gli item curativi sono dei consumabili, il che costringe il giocatore ad attendere il respawn di questi oggetti e a cercarli in lungo e in largo nelle zone di gioco.

La delusione per i fan del genere arriva nelle scelte limitate di role play attuabili nella propria partita: nonostante gli involucri siano ben contraddistinti l’uno dall’altro con parametri diversi adattabili allo stile di gioco più disparato, quelli recuperabili nel corso del gioco sono soltanto quattro, lo stesso numero corrisponde anche alla quantità di armi sparse nella mappa.

Sia chiaro, non si sta azzardando il paragone con i prodotti FromSoftware, che sono realizzati con un budget da AAA e con molti più sviluppatori, specialmente se consideriamo il fatto che Cold Symmetry è un team composto da una dozzina di persone. In questo progetto il compromesso era inevitabile, ma avrei preferito un’esperienza meno circoscritta e con più involucri o armi disponibili, soprattutto se teniamo conto della breve durata della campagna principale (terminabile in una decina di ore).

Mortal Shell screen 1

Grafica, suoni e upgrade per PlayStation 5

Andando a sviscerarne il comparto tecnico, Mortal Shell possiede la grafica più dettagliata che io abbia mai visto in un titolo indie: nonostante il mondo di gioco sia pieno di “Dark Souls vibes” e talvolta le zone sembrino troppo derivative, il colpo d’occhio è assicurato e l’atmosfera è resa alla perfezione. Certo, ci sono alcune sbavature che fanno storcere un po’ il naso, una su tutti l’acqua più gelatinosa che fluida, ma nel complesso il titolo di Cold Symmetry riesce a regalare delle belle soddisfazioni dal punto di vista visivo.

Purtroppo, non si può dire la stessa cosa del comparto sonoro: nonostante il pacchetto audio sia ben confezionato, le note dolenti provengono principalmente dalle soundtrack di gioco, decisamente sottotono e poco incisive. L’OST di gioco è parte integrante dell’epicità di uno scontro, mentre in Mortal Shell fungono soltanto da sottofondo musicale e non incalzano i momenti più importanti della partita come potrebbe essere un duello all’ultimo sangue contro un boss. Sotto questo punto di vista si poteva fare di più.

Ma come si comporta Mortal Shell: Enhanced Edition su PlayStation 5?

La versione con upgrade su PlayStation 5 di Mortal Shell presenta diverse migliorie dal punto di vista tecnico: innanzitutto, si può giocare a 4K e 60 fps senza alcun tipo di compromesso, a differenza di altri titoli che mettono il giocatore dinnanzi alla scelta tra risoluzione e performance. La qualità delle texture è davvero alta e in tutta la mia partita non ho riscontrato nessun calo di framerate: sembrerebbe che il titolo sia stato ottimizzato in maniera perfetta per le console next-gen.

La versione migliorata per le console di nuova generazione corregge anche alcune incertezze tecniche da cui il gioco era afflitto su PlayStation 4 e Xbox One: oltre all’assenza di crash, una vera e propria piaga per alcuni giocatori che hanno provato il titolo su old-gen, sono state parzialmente migliorate le hitbox e le compenetrazioni tanto odiate dalla community.

Menzione onorevole anche per il supporto al DualSense, che amplifica esponenzialmente l’immedesimazione del giocatore nelle perdute lande di Fallgrim: i trigger adattivi aumenteranno la pressione richiesta per finalizzare un attacco pesante ogniqualvolta la stamina sia ridotta ai minimi termini o quando si proverà ad attivare la pietrificazione prima che questa abilità si ripristini completamente.

Rinnovo i miei complimenti anche per il feedback aptico, sfruttato magistralmente da Cold Symmetry. Oltre all’audio che uscirà quasi costantemente dal pad, le pulsazioni dinamiche del DualSense la fanno da padrone in Mortal Shell: che tu stia sferrando un colpo pesante, calpestando il liuto di un nemico accasciato al suolo o in procinto di tornare all’hub di gioco con una ghiandola da purificare, il DualSense restituirà sensazioni sempre diverse. Ti consiglio caldamente di caricare il Joypad prima di iniziare la tua sessione di gioco.

Mortal Shell screen 3

In conclusione

Mortal Shell possiede delle caratteristiche che lo differenziano da Dark Souls, nonostante il mondo di gioco e l’incipit di trama siano estremamente derivativi: il titolo introduce diverse meccaniche inedite come la pietrificazione e la familiarità degli oggetti, che costituiscono una curiosa e azzeccata variazione nel genere e rendono l’opera divertente da giocare, nonostante alcuni gravi errori di game design potrebbero frustrare il giocatore meno avvezzo al soulslike.

Tuttavia, avrei preferito giocare a un gioco un po’ più complesso: non che Mortal Shell non funzioni nella sua semplicità e immediatezza, ma la breve durata della campagna principale e la quasi totale assenza di classi o build da costruire rinchiudono l’anima di questo progetto in un guscio troppo stretto, impedendogli di esprimere il suo vero potenziale.

Ciononostante, il titolo può rappresentare una valida alternativa agli amanti del genere affamati da soulslike: Mortal Shell: Enhanced Edition è sicuramente la miglior versione del gioco per provare il primo lavoro di Cold Symmetry, al quale rinnovo la mia fiducia in attesa del loro prossimo progetto, questa volta con più esperienza alle spalle e meno paura di correre rischi.

Scheda confidenziale su Mortal Shell

Un foundling dovrà sopravvivere in un mondo pieno di insidie, combattimenti mortali e misteri. Purtroppo, il foundling è totalmente fragile senza un involucro che lo ospiti.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Il platino di Mortal Shell è pane per i denti dei cacciatori di trofei più determinati: il gioco dispone di 26 trofei, i quali ti chiederanno di uccidere boss e di usare tutti gli oggetti per un determinato numero di volte per scoprirne tutte le informazioni disponibili. Tuttavia, l’ostacolo più grande per la scalata al platino è il trofeo “Forever Alone”, che richiede il completamento della campagna senza entrare in nessun involucro.

Grafica

75

Impatto

70

Longevità

55

Sonoro

55

L’esordio di Cold Symmetry è sicuramente impattante, anche se non privo di difetti: nonostante le novità apportate al genere tramite il controllo dell’involucro, la familiarità con gli oggetti e la pietrificazione, l’esperienza di gioco è davvero troppo circoscritta sia in termini di roleplay che nelle zone da esplorare e nella longevità. Tra pregi e difetti, possiamo dire che Mortal Shell è un titolo tutto sommato onesto, specialmente se consideriamo il numero di persone che ha lavorato al progetto e il suo costo a prezzo budget.

VOTO COMPLESSIVO

6.5

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