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Aether and Iron, la recensione Steam

Decopunk, noir, dadi e inseguimenti a bordo di auto volanti: il GDR narrativo di Seismic Squirrel è un debutto coraggioso con una voce propria, non privo di imperfezioni

Valentina Paradiso 23 ore fa Commenta! 9
 
Aether & Iron
7.5
Aether & Iron

Aether and Iron è il titolo d’esordio di Seismic Squirrel, studio indipendente che ha scelto come campo di prova uno dei concept più ambiziosi degli ultimi anni nel panorama dei GDR narrativi: una New York alternativa degli anni Trenta sollevata nel cielo da una tecnologia antigravitazionale basata sull’etere, popolata da barroni corrotti, contrabbandieri e una rete di fazioni che si contendono il controllo dei quartieri fluttuanti. Il risultato è un gioco che ha una voce propria, riconoscibile dall’inizio alla fine, con limiti reali ma anche con momenti di autentica qualità. È disponibile su Steam per PC al prezzo di 24,99 euro. Avevamo già presentato il progetto nel nostro articolo sull’annuncio di Aether and Iron: ora che il gioco è uscito, è il momento di capire se le promesse reggono.

Contenuti
Una New York che non avevi mai visto: l’ambientazione decopunkGia Randazzo e il noir: la narrazione come pilastroIl combattimento su veicoli: l’idea più coraggiosa e più divisivaDurata, ritmo e a chi si rivolgeTi potrebbe interessare

Una New York che non avevi mai visto: l’ambientazione decopunk

Il punto di forza più immediato e duraturo di Aether and Iron è la sua ambientazione. La New York del 1932 immaginata da Seismic Squirrel non è una città orizzontale: è una città verticale, fatta di isole fluttuanti tenute in sospensione da enormi propulsori ad etere e collegate da ascensori gravitazionali, treni volanti e navi aeree. I quartieri ricchi si trovano nelle altitudini più elevate, con vista pulita sul cielo. I distretti poveri, i cosiddetti Lowers, vivono nell’ombra proiettata dalle isole superiori, governati da Baroni con metodi e filosofie proprie, spesso brutali. Ogni distretto ha una sua identità fisica e culturale, e la stratificazione sociale è letterale: si sale o si scende nella gerarchia urbana in senso fisico.

L’estetica Art Deco è ovunque, nelle linee geometriche delle architetture, nei veicoli, nei costumi dei personaggi, nelle interfacce di gioco. Lo stile illustrato a mano richiama i fumetti investigativi degli anni Trenta e contribuisce a costruire un’identità visiva coerente e riconoscibile. Non è un gioco che mostra l’azione direttamente: la rappresentazione è statica, con artwork e ritratti dei personaggi che fungono da scenari, e tutto ciò che accade viene descritto in forma testuale. È una scelta stilistica precisa, non un limite di budget, e chi accetta la logica della visual novel ibrida troverà un’atmosfera densa e convincente.

Gia Randazzo e il noir: la narrazione come pilastro

La protagonista è Gia Randazzo, contrabbandiera di origini italiane con un passato difficile e un futuro tutt’altro che garantito. Il gioco inizia con un incarico apparentemente semplice: scortare una giovane scienziata di nome Nelly tra i distretti bassi della città. Come vuole la tradizione noir, l’incarico si rivela molto più complicato del previsto, e Gia si ritrova coinvolta in una cospirazione che tocca il cuore stesso della tecnologia che tiene la città in volo.

La narrazione si svolge attraverso un voice over continuo di Gia, che commenta l’ambiente, i personaggi incontrati e le proprie riflessioni interiori con uno stile da detective privato filtrato attraverso la cultura italiana dell’immigrazione. RPGamer descrive la performance di Rhiannon Moushall come fondamentale per la riuscita del tono noir del gioco. Il cast complessivo è forte, con oltre 200 personaggi doppiati e una scrittura che ha coinvolto autori con esperienze su Mass Effect, Far Cry e Sovereign Syndicate. La colonna sonora originale è firmata da Christopher Tin, doppio vincitore del Grammy, e da Alex Williamson, noto per il lavoro sulla serie Civilization. Il risultato sonoro è uno degli elementi tecnici più riusciti del gioco, capace di sostenere l’atmosfera nelle sessioni di lettura e nei combattimenti. RPGamer segnala alcune imperfezioni tecniche nel doppiaggio secondario, ma si tratta di episodi isolati in un quadro complessivo solido.

Il sistema narrativo si avvicina a Disco Elysium nella struttura: Gia ha tre rami di abilità principali, ciascuno suddiviso in tre specializzazioni, che modificano la narrazione e offrono opzioni di dialogo aggiuntive. Le scelte più significative richiedono il superamento di prove tramite lancio di dadi, con modificatori positivi legati allo sviluppo delle specializzazioni. Il fallimento è possibile e fa parte dell’esperienza, come sottolinea più fonti: l’incertezza del dado è intenzionale e coerente con la tradizione dei giochi di ruolo da tavolo da cui il gioco si ispira apertamente. Le scelte influenzano la reputazione di Gia, le relazioni con i compagni e l’evoluzione dei distretti, con percorsi narrativi abbastanza ramificati da giustificare una seconda partita.

Il combattimento su veicoli: l’idea più coraggiosa e più divisiva

La meccanica che distingue Aether and Iron da qualsiasi altro RPG narrativo del periodo è il sistema di combattimento tra veicoli. Gli scontri non avvengono a piedi ma in movimento, su mappe a griglia viste dall’alto con la strada che scorre, dove il giocatore controlla un convoglio di massimo tre veicoli e deve gestire posizionamento, punti azione, armi e abilità dei compagni mentre traffico, detriti e biforcazioni improvvise cambiano le condizioni del campo ogni turno.

Il movimento verso l’alto e il basso nella griglia (ovvero la decelerazione) è gratuito, mentre lo spostamento laterale e l’avanzamento consumano punti azione. Alcune armi funzionano solo da posizioni specifiche: un’arma che attacca lateralmente richiede di affiancare il bersaglio, un’arma posteriore richiede di superarlo. Gli eventi ambientali casuali, come la caduta di detriti o l’arrivo improvviso di veicoli civili ostili, introducono variabili imprevedibili che rendono ogni scontro unico. LadiesGamers descrive il sistema come genuinamente diverso da qualsiasi cosa esista nel genere, capace di restituire la tensione di un inseguimento in forma a turni. 4News cita una sequenza di inseguimento tra i livelli bassi della città come uno dei momenti più tesi dell’intero gioco.

Il limite, unanimemente riconosciuto, è la profondità tattica limitata. Phenixx Gaming lo dice esplicitamente: il sistema funziona, non delude, ma chiamarlo un’esperienza tattica profonda sarebbe disonesto. La maggior parte degli scontri si risolve con gli stessi pattern, e la curva di difficoltà non scala abbastanza da richiedere adattamenti significativi alla build. È un sistema che affascina per l’originalità del concept più che per la sua complessità intrinseca.

Durata, ritmo e a chi si rivolge

RPGamer stima la durata complessiva in circa 20 ore, strutturate in un prologo, tre atti principali e un finale relativamente breve. Le missioni secondarie sono poche e legate ai personaggi compagni: non c’è un open world da esplorare liberamente, né attività di contorno nel senso tradizionale. Il ritmo è quello di un romanzo interattivo con interruzioni combattimento: lunghe sezioni testuali alternate a scontri veicolarci. Gamesurf segnala che il gioco risulta a tratti ‘troppo testuale e troppo poco visivo’, una critica legittima per chi si aspetta una rappresentazione più dinamica degli eventi. Chi invece ama i GDR narrativi pesanti, lo stile di Disco Elysium o le visual novel con sistema di regole, troverà il ritmo naturale e appagante.

Il gioco non è localizzato in italiano: i testi sono disponibili in inglese, spagnolo, francese, tedesco, polacco, russo, portoghese brasiliano e cinese semplificato. La quantità di testo è significativa, e la conoscenza dell’inglese scritto è un requisito concreto per apprezzare pienamente l’esperienza.

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Aether & Iron
Aether & Iron
7.5
Grafica 7.5
Sonoro 9
Longevità 7
Gameplay 6.5
Aspetti positivi Ambientazione decopunk originale e coerente Narrazione noir con scrittura curata
Aspetti negativi Sistema di combattimento veicolare poco profondo sul lungo periodo Esperienza quasi interamente testuale
Considerazioni finali
Aether and Iron non è un RPG per tutti. È un gioco che chiede pazienza con la sua struttura testuale, accettazione dei limiti del combattimento e disponibilità a leggere molto. In cambio offre un'ambientazione tra le più originali degli ultimi anni nel genere, una protagonista ben scritta, una colonna sonora di qualità professionale raramente vista in una produzione indie di questo livello e una storia che si ramifica in modo credibile.

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