Sviluppato da Casey Donnellan Games e pubblicato da tinyBuild, KILL IT WITH FIRE! 2 è un surreale gioco d’avventura e azione in prima persona 3D che viene indicato, ironicamente, come simulatore di sterminio di ragni. Il che è vero, il titolo non chiede altro che sterminare aracnidi ma ovviamente è tutto fuorché realistico. Anzi, la chiave surreale e assurda è parte integrante dell’ironia e dell’identità del gioco che torna ancora più forte nel suo secondo capitolo. Dopo aver recensito la versione per Steam, siamo tornati a sterminare ragni su Nintendo Switch. Pronto a scoprire il nostro parere?
KILL IT WITH FIRE! 2 e l’odissea contro i ragni
Prima di affrontare la narrazione di KILL IT WITH FIRE! 2 che sì, è presente e saprà anche regalare più di una risata, è bene sottolineare che il titolo in oggetto è stato pubblicato nel 2023 ed è il sequel diretto dell’omonimo KILL IT WITH FIRE! pubblicato nel 2020. Quella che stiamo recensendo, è la trasposizione del titolo per l’ibrida Nintendo e daremo quindi maggiore attenzione anche e soprattutto alla vera novità: la versione portatile. Tornando al gioco, si tratta di un titolo surreale e che non fa mai niente per prendersi sul serio e che trova proprio in questa chiave una sorta di identità.
La storia di KILL IT WITH FIRE! 2 ci vede esordire su schermo in una situazione sorprendentemente tesa. Dopo i successi del prequel, il nostro eroe vive una vita apparentemente tranquilla e beata, chiuso nella sua casa. Ma lo spettro dei ragni, acerrimi nemici da cui anche il titolo stesso del gioco, è in agguato. Non per niente verremo guidati nello scovare una serie di post-it con sopra disegnati propri i crudeli aracnidi. Il tutto con un crescente di assurdo e ironico pathos che esplode con una terribile e prevedibilissima verità: i ragni sono tornati.

Non solo, l’incipit svela un’altra terribile scoperta: non siamo dove pensiamo. E qui c’è la novità narrativa del titolo che ci vedrà ben presto in compagnia di un’IA, all’interno di una navicella spaziale “bloccata” che fungerà da hub e per il quale dovremo agire in innumerevoli missioni pur di cercare di riattivare i suoi sistemi, sbloccando gradualmente nuove zone. L’assurdità di KILL IT WITH FIRE! 2 viene così moltiplicata e spinta oltre il realismo, spostandosi in varie dimensioni e dando vita a un conflitto contro i ragni decisamente difficile da prevedere e che, ancora una volta, è deliziosamente surreale.
L’ironia di fondo, localizzabile anche nell’IA e con le sue raccomandazioni umoristiche, funziona ed è coerente con l’assurdità stessa del titolo che riesce a regalare una serie di missioni sempre più fuori di testa. D’altronde, tra ragni che si trasformano in armi per camuffarsi e nascondersi e noi stessi che possiamo armarci di lanciafiamme, pistole o anche della cartellina degli obiettivi per cercare di affrontare il nemico… viene da sé che l’umorismo di KILL IT WITH FIRE! 2 è parte integrante dell’ossature dell’intero prodotto e va benissimo così.

Un gameplay che prova timidamente a evolversi
KILL IT WITH FIRE! 2 è un gioco d’azione in prima persona 3D che ci vede impegnati in una serie di missioni che variano dal localizzare uno o più oggetti all’interagire con determinati elementi ambientali. Il tutto, localizzando ed eliminando i nostri acerrimi nemici: i ragni. Interagire con l’ambiente, aiutandoci con i nostri tecnologici strumenti di ricerca, è essenziale. Esplorare, interagire e alla fine agire con ogni mezzo a disposizione pur di eliminare le minacce, sono ciò che farai di più nell’intero arco d’esperienza.
E sì, dopo un po’ la ripetitività inizia a farsi sentire, alimentata anche da un backtracking abbastanza evidente e che ci spingerà a ripercorrere più volte i livelli per poterli completare al 100% con un sistema simil-metroidvania che vede sia l’aggiunta di strumenti che l’accumulo di risorse per sbloccare percorsi prima inaccessibili. Inutile dire che la ripetitività si sente soprattutto se si è da soli e facciamo questa specifica perché KILL IT WITH FIRE! 2 è giocabile sia in solitaria che in modalità co-op fino a un massimo di quattro giocatori.

Insieme ad altri, il divertimento di moltiplica e con un buon team, possono nascere situazioni ancora più demenziali e comiche. D’altronde, gli scenari di KILL IT WITH FIRE! 2 sono un ottimo palco per dare il peggio di sé. E qui parliamo delle armi che sono ancora di più rispetto al passato e spaziano da pistole e lanciafiamme ad elementi domestici di vario genere. Tutto pur di eliminare un ragno. E questi ultimi non sono mica solo “classici” ragnetti. Oh no, dalla variante zombie a quella in grado di “moltiplicarsi” fino a quella che si mimetizza, ci sono molteplici varianti di nemici che danno un brio maggiore allo sterminio. Purtroppo, il titolo non è “difficile”, i nemici sono facilmente domabili e perderai più tempo a cercarli che a combatterci.
Da segnalare anche la presenza della modalità multiplayer PvP online da otto giocatori denominata Spider Hunt. Qui le regole sono le stesse ma i giocatori si ritrovano con ben due ruoli divisi in due team, uno contro l’altro. ragno contro sterminatore. I ragni devono sopravvivere mentre gli sterminatori dovranno eliminarli. Tale modalità dona una piccola variante interessante e innegabilmente divertente ma che esaurisce abbastanza velocemente le proprie cartucce, relegandosi al ruolo di mero passatempo.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, KILL IT WITH FIRE! 2 punta su un’estetica low poly che può non piacere a tutti. Non c’è un’estrema cura al dettaglio ma la messa in scena generale è comunque gradevole e funzionale, impreziosita da animazioni stravaganti come il propagarsi del fuoco alle rocambolesche fughe dei ragni. E sono proprio le animazioni e l’inevitabile caos che andrà a nascere dalle nostre battute di caccia a riempire il “vuoto” dei vari ambienti. Peccato però per alcune imprecisioni tecniche: da compenetrazioni vari a oggetti che sembrano sparire per poi riapparire in una sorta di flash.
Da segnalare anche qualche fugace rallentamento, soprattutto in modalità portatile. Quest’ultima si difende comunque decisamente bene, riuscendo a dimostrarsi molto valida e divertente oltre a contenere al meglio la natura grafica del titolo che mostra ancor meno i vari “vuoti”. Il sonoro è gradevole ma non spicca per originalità. In compenso non è mai invadente o ridondante. Infine, segnaliamo la totale assenza della lingua italiana, di cui sono assenti anche i sottotitoli.
