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Quantic Dream risponde alle accuse contro i suoi ex-dipendenti: le loro richieste sono state rifiutate dalla Corte

A poche ore dall'ultima notizia, Quantic Dream si sbottona e comunica la sua difesa contro le accuse perpetrate a inizio 2018

Quantic Dream: un nuovo gioco per il 2019
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Nella giornata di ieri sono emersi dettagli molto interessanti riguardo all’accusa del 2018 di Quantic Dream (Heavy Rain, Detroit: Become Human) contro lo stato pietoso in cui chiedeva ai suoi dipendenti, con minacce razziste e omofobe, di spingere i propri limiti lavorativi per più ore al giorno rispetto a quanto preventivato sul loro contratto. Proprio su quest’accusa, la software house francese è tornata nell’occhio del ciclone a causa di nuove leggi in Francia contro lo sfruttamento lavorativo.

Da quest’accusa, il giudice di pace aveva ordinato alla compagnia di cedere l’ammontare totale di € 7.000 ad un suo ex-dipendente (€ 5.000 per indennità più € 2.000 per le spese legali), ordine che è stato in realtà eseguito dalla software house, come dichiarato dal giudice lo scorso 21 novembre.

A seguito di ciò, nelle scorse ore Quantic Dream ha finalmente rilasciato un suo comunicato su Twitter, che riproponiamo di seguito.

Il 21 novembre il tribunale del lavoro di Parigi ha mostrato il suo verdetto in un caso tra Quantic Dream e un ex-dipendente. Dopo che quest’ultimo è stato preso in giro con la parola “super-tata” da un collega, è stato richiesto il compenso ai suoi danni di € 114.000, in aggiunta alla riqualifica sulla dimissione come licenziamento ingiusto.

Il giudice ha rifiutato tutte le principali richieste dell’ex-dipendente, ritenendo molto chiaramente che la parola “super-tata” non giustifica il loro credito, e che non c’era nessun aggravamento sulle loro condizioni di lavoro nell’azienda. Il giudice ha più tardi affermato che l’amministratore della compagnia ha reagito in maniera adeguata, prendendo tutte le misure necessarie nel giorno dell’incidente in questione.

L’ex-dipendente ha solamente ottenuto € 5.000 di danni morali (più € 2.000 per i costi legali) nel rispetto degli “obblighi sulla sicurezza”. Sebbene questa vicenda è accaduta al di fuori degli orari di ufficio, e non sono stati fatti richiami a riguardo, l’azienda avrebbe dovuto anticipare la possibilità che queste immagini andassero fuori controllo, dal momento in cui sono state create nelle sedi dell’azienda stessa.

Prendiamo nota di questo giudizio, ma non faremo appello.

Questi fatti sono disposti in maniera chiara per prevenire ogni disinformazione e ogni falsa dichiarazione del verdetto.

A seguito di questa lunga dichiarazione da parte della software house francese, c’è ancora un altro punto che Quantic Dream e questo ex-dipendente devono risolvere insieme al giudice del tribunale del lavoro: ovvero porre fine alla questione sul maltrattamento sul posto di lavoro, e l’accusa dell’azienda contro questa persona per aver rubato dei dati aziendali.

Manterremo il sito aggiornato qualora nuovi sviluppi si faranno avanti su questa curiosa vicenda.

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