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PlatinumGames, Atsushi Inaba non vede le console next-gen come qualcosa di speciale

La next-gen non deve per forza convincere tutti: Atsushi Inaba di PlatinumGames fa spallucce

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PlatinumGames è un team di sviluppo che, bene o male, sa sempre fornirci argomenti di cui parlare. Spesso e volentieri hanno anche modo di farci discutere, e con le dichiarazioni di oggi crediamo sia questo il caso. Durante un’intervista redatta da VideoGamesChronicle, Atsushi Inaba di Platinum ha parlato delle due console next-gen – Xbox Series X e PlayStation 5 – e di come (di nuovo) non ne sia rimasto particolarmente impressionato. Considerando le colossali potenzialità mostrate nella tech demo di Epic Games per l’Unreal Engine 5, Lumen in the Land of Nanite, questa perplessità non manca di stupirci.

Come da un FIFA al successivo?

Durante l’intervista di VGC, Atsushi Inaba (Viewtiful Joe) e Hideki Kamiya (Devil May Cry, Bayonetta, The Wonderful 101) di PlatinumGames hanno parlato del loro futuro immediato, in particolar modo di questo 2020 che promette di essere uno degli anni più importanti per il team di sviluppo. La dichiarazione di Inaba lascia poco spazio all’interpretazione e molto alla discussione. Per darle un po’ di contesto, specifichiamo che questa è la sua risposta alla domanda “L’anno scorso lei ha trovato difficile entusiasmarsi per le console di prossima generazione, le cose sono cambiate?”.

Credo che quando ho dato quella risposta [sulla next-gen] c’è stato un po’ di trambusto online, come se io fossi una specie di snob! Quel che intendevo dire era… ho giocato a Final Fantasy VII Remake di recente, e ovviamente è cambiato tantissimo rispetto al gioco originale, specie a livello di grafica. Sono sempre felice di vedere i creatori spingersi oltre per migliorare l’aspetto visivo dei giochi con ogni miglioramento tecnologico, così come mi rende felice poterlo fare anche noi di PlatinumGames con ogni console.

Però il confronto che voglio fare è… se pensate al salto generazionale tra Super Nintendo e PlayStation, e come siamo passati dalla pixel art ai poligoni in 3D… nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa simile, anni prima. Quando abbiamo fatto il grande passo, la gente era sbalordita: non erano pronti a simili cambiamenti, non se l’aspettavano… era tutto così nuovo.

Allo stesso modo sento che gli annunci visti per le generazioni di console più recenti, per quanto belli e interessanti, e per quanto mi renda felice che PlatinumGames abbia tecnologia migliore su cui lavorare… la next-gen è un futuro ‘percepibile’. Non c’è l’estrema sorpresa per una qualità inaspettata che ho sentito con il passaggio dalle console precedenti a quelle attuali. Ora vedo gli annunci e penso, ‘oh, fico’ e il minuto dopo penso ‘hmmmm, stasera cosa mi guardo su Netflix?’.

PlatinumGames, Atsushi Inaba non vede le console next-gen come qualcosa di speciale
Sul serio, cosa si guarda Inaba su Netflix?

Però questa è solo la mia opinione personale. In quanto parte di un’industria, per noi di PlatinumGames la next-gen è molto promettente e non voglio essere visto come troppo negativo. Ma per dare un altro esempio di quel che intendo dire, Nintendo Switch è stato molto rivoluzionario nel suo modo di prendere una console casalinga e renderla portatile. É qualcosa che non hai visto molta gente fare prima: ha preso questo muro, che forse per molti nemmeno esisteva, e l’ha abbattuto.

Nintendo Switch ha aperto tutte queste nuove possibilità. Credo che anche Game Boy e [Nintendo] DS l’abbiano fatto: fornivano così tante sorprese. Se lo confronti con quando vedi solo migliorie grafiche e ti limiti al ‘più veloce, più grande’… sì, ovviamente è bello, ma non propone la stessa qualità innovativa.

Non abbiamo ancora visto tutto della next-gen a questo punto, penso, ed è ancora molto probabile che ci sia una qualità come nelle console precedenti capace di cambiare davvero le cose, di cambiare come i videogiochi vengono giocati. Se fosse questo il caso, forse mi sbalordiranno. Non voglio essere, tipo, ‘ehi, so tutto delle nuove console e le trovo noiose’. Ma con quel che noi di PlatinumGames sappiamo ora, non ho visto chissà quali grandi sorprese.

PlatinumGames, kickin’ ass, takin’ names

Queste dichiarazioni, per quanto rilasciate a fronte di un numero ancora esiguo di informazioni, denotano una forte presa di posizione da parte di PlatinumGames. Non sarebbero parole particolarmente stupefacenti se si trattasse di lodi apertamente promozionali di uno studio di prime o seconde parti, ma ricordiamo che quest’anno segna il debutto di The Wonderful 101 su PlayStation 4: Platinum è uno studio di terze parti che rilascia giochi per ogni console, quindi il fatto che le potenzialità delle piattaforme next-gen non colpisca Atsushi Inaba è difficile da ignorare.

Naturalmente, ad Atsushi Inaba è stato subito chiesto se avesse visto la tech demo di Epic Games citata a inizio articolo. Inaba ha ammesso che la demo l’ha colpito, ma per mettere le cose in prospettiva, a quanto pare Hideki Kamiya di PlatinumGames non l’ha nemmeno vista, aggiungendo solo “suppongo sia sbalorditiva”. Tutto questo mette in evidenza una posizione sulla next-gen su cui il team di sviluppo non sembra molto propenso a sbilanciarsi, a testimonianza di come – su ammissione dello stesso Inaba, appunto – sappiamo ancora troppo poco della prossima generazione.

Per la cronaca, ricordiamo che quando PlatinumGames era ancora noto come Clover Studios, costola di Capcom, Atsushi Inaba diede vita alla sua creatura più famosa, Viewtiful Joe. Quest’ultimo faceva parte dei “Capcom 5”, cinque “esclusive” di Capcom per Nintendo GameCube; a fargli compagnia c’era Resident Evil 4, il cui papà Shinji Mikami dichiarò di non voler vedere su altre console a nessun costo. Quando Resident Evil 4 venne portato su PlayStation 2 senza la sua approvazione, Mikami si dimostrò fedele alle sue parole lasciando Capcom seduta stante.

A chiudere ulteriormente il cerchio abbiamo i parallelismi tra i Capcom 5 e Platinum 4, sebbene nel caso di quest’ultimo la serie di annunci di PlatinumGames si è chiusa con un pesce d’aprile. Ciononostante, le parole di Atsushi Inaba fanno veramente riflettere: quando la “comoda” enfasi sulla grafica – una volta raggiunto il fotorealismo – non basterà più, sarà veramente difficile innovare senza fare leva sui giochi stessi. Starà a questi ultimi, infatti, fare davvero la differenza.

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