Old But Gold #152 Canis Canem Edit

Old But Gold #152 – Canis Canem Edit

In occasione del centocinquantaduesimo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alle vecchie perle videoludiche, approfondiamo l'avventura di Jimmy Hopkins

Rispolverare il passato di Rockstar Games ci fa respirare sempre una grande aria di nostalgia, perché stiamo parlando di prodotti che hanno fatto la storia del videogioco. La parola chiave dell’azienda è sempre stata qualità, primizia aumentata esponenzialmente nel corso del tempo anche grazie all’innovazione, un filo conduttore che collega ogni titolo sviluppato dal team statunitense.

Uno dei titoli più importanti è sicuramente Canis Canem Edit (in passato conosciuto come Bully) un’opera dal grande successo di critica e pubblico, con quest’ultimo che attende ancora oggi il rilascio di un nuovo capitolo della saga.

In occasione del centocinquantaduesimo appuntamento con la nostra rubrica Old But Gold, abbiamo deciso di rispolverare questa vecchia perla videoludica. Non perdiamoci in chiacchiere ulteriori e immergiamoci nell’avventura scolastica di Jimmy Hopkins!

Botte da orbi

Appena avviato il gioco ci verrà mostrata sin da subito la situazione in cui versa il nostro protagonista Jimmy Hopkins, un adolescente poco adatto allo studio e generalmente alla vita da studente modello. Sua madre e il suo quinto patrigno partono per una lunga luna di miele, e fino al ritorno dei due novelli sposi il ragazzo alloggerà nella Bullworth Academy, una scuola privata nel New England.

Proprio l’accademia è il posto più difficile in cui vivere per un quindicenne come Jimmy: la Bullworth Academy è piena di “fazioni” in guerra l’una con l’altra, pronte a prevalere sulle rivali e comandare l’intero istituto. In questi conflitti Jimmy si trova a stringere amicizia con Pete e Gary, due coetanei non appartenenti a nessun gruppo.

Sebbene Jimmy sia convinto di aver trovato due degni alleati, Gary volterà le spalle al nostro eroe mettendolo contro tutta la scuola. Il nostro scopo sarà quello di conquistare il rispetto di ogni fazione presente nella Bullworth Academy, cercando di far capire a ogni gruppo le vere intenzioni di Gary, ossia seminare zizzania tra le fazioni per regnare incontrastato.

La narrativa di Canis Canem Edit segue gli stilemi classici imbastiti dai precedenti lavori dello studio; sia tra gli studenti che tra i professori ci sono molti personaggi caricaturizzati, ma che nel loro estremismo riescono a essere lo specchio sociale su cui riflette la critica al sistema scolastico degli Stati Uniti.

La parte più intrigante del world building del titolo è sicuramente la caratterizzazione delle varie gang che popolano la Bullworth Academy. Dai palestrati possenti e dalla forza fisica fuori dalla norma ai secchioni che sfruttano la loro intelligenza per creare degli arsenali da battaglia a dir poco letali, l’avventura è ambientata in un mondo estremamente ben realizzato.

Canis Canem Edit screen 1

Canis Canem Edit, sulle orme di Grand Theft Auto

Parlando del gameplay di Canis Canem Edit, la struttura di gioco è quella già appurata da Rockstar Game sin dai tempi di Grand Theft Auto III. Il titolo si presenta prima come un open map che ci permette di esplorare esclusivamente gli edifici scolastici.

Dopo aver terminato il primo capitolo, i cancelli scolastici si aprono e il giocatore può esplorare il concentrato open world del New England; è proprio in questo frangente che il punto di forza maggiore di Canis Canem Edit tocca il suo massimo splendore. Stiamo parlando dell’interazione di Jimmy con il mondo di gioco.

Infatti, possiamo definire Canis Canem Edit come un esperimento embrionale di quello che in futuro sarà Grand Theft Auto IV. Il New England proposto dai ragazzi di Rockstar Games ci proietta in un mondo che sembra quasi vivo e pregno di attività secondarie da svolgere. Come succede in GTA ci sarà permesso di compiere delle azioni illegali, ovviamente nei limiti che un quindicenne può avere.

Il gameplay non si discosta molto da quello della serie traino di Rockstar; si svolgono missioni e si picchiano i coetanei, ma come anticipato nel paragrafo precedente, c’è molto di più. È possibile infatti andare in giro per la città a fare graffiti sconvenienti per la gang rivale, uscire al Luna Park, svolgere lavori part-time per racimolare soldi, comprare fiori e cioccolati per baciare le nostre compagne di scuola e molto altro.

Si può persino seguire le lezioni, tra una scazzottata e l’altra. La giornata è scandita a ritmo di orologio, e in determinate fasi del giorno Jimmy deve seguire le nozioni degli insegnanti, cosa che in termini di gameplay si tramuta in simpatici minigiochi da completare nel modo più giusto se ambisci a ricevere un voto alto. Ovviamente possiamo non presentarci a scuola, rischiando comunque di essere inseguito dalle autorità che non ci daranno tregua fino alla fine dell’ora.

Parlando del combat system, l’arsenale di Jimmy è ben fornito: dalla fionda allo sparapatate, il gioco ci mette a disposizione una discreta quantità di armi per dare una lezione a chiunque vorrà ostacolare il nostro cammino di conquista. Inoltre, per questo titolo specifico Rockstar Games ha scelto di approfondire leggermente il combattimento corpo a corpo, dotando il nostro protagonista di moveset dedicati anche alla trattenuta per il collo dell’avversario.

Se a queste peculiarità va aggiunta una buona varietà delle missioni principali, è evidente che ne esce fuori un prodotto di pregevole fattura.

canis canem edit

In conclusione

Canis Canem Edit, che molti ricorderanno con il nome di Bully, è una pietra miliare dell’infanzia di molti giocatori. Momenti come perfezionare la bicicletta nella lezione di meccanica, prendere a sganassoni i reietti, giocare a palla avvelenata contro i palestrati o scortare Algernon in bagno resteranno impressi nella mente di molti giocatori ancora per tanto tempo.

Con un’estetica strabiliante per i canoni dell’epoca specialmente per quanto concerne i volti dei personaggi, Canis Canem Edit rappresenta un vero e proprio punto di svolta per Rockstar Games, che dopo aver aumentato le proporzioni della mappa dei giochi precedenti, con Bully si è presa una sorta di licenza poetica per ristringere le zone esplorabili ma migliorando le interazioni con il mondo e i personaggi che popolano il gioco.

Ancora oggi, in molti sognano di vedere una nuova avventura di Jimmy Hopkins o perché no, di un protagonista inedito. Per tutti i ricordi che ci hanno segnato e per la gran qualità che il gioco propone, dopo l’ottimo lavoro svolto su Red Dead Redemption II, tutti i fan della serie hanno una sola richiesta da avanzare a Rockstar Games: realizzate Canis Canem Edit II.

Fonte

Cosa ne pensi di Bully? Hai giocato a questo capolavoro firmato Rockstar Games?

Luigi Galletti
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