Ubisoft controversia copertina

Molestie sessuali, abusi e comportamenti tossici: le accuse a Ubisoft da parte dei suoi dipendenti

Il pubblico ha finalmente la possibilità di guardare dentro una grande casa videoludica e vedere quale sia la qualità della vita lavorativa. In base a quanto traspare, lo scenario non è rassicurante

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Con il passare del tempo sono sempre di più i publisher o i developer che finiscono sotto la lente dell’opinione pubblica per testimonianze di ambienti di lavoro che vanno ben al di là degli obblighi professionali, inclusi abusi e molestie di carattere sessuale; è successo a Riot Games, Scavenger Studios, Epic Games e altri.

Adesso tocca a Ubisoft, publisher di Assassin’s Creed e Far Cry, ora bersaglio di una denuncia ufficiale presentata in tribunale.

Ubisoft sotto accusa ormai da tempo

Controversia Ubisoft

La denuncia, presentata la tribunale francese di Bobigny, accusa la società e il suo CEO e co-fondatore Yves Guillemot, di “molestie istituzionali”, a nome del sindacato dei lavoratori francesi Solidaires Informatique e di due ex dipendenti Ubisoft.

Questo rappresenta l’ultimo capitolo di una più lunga serie di notizie poco rassicuranti riguardo allo stato del rapporto di lavoro in cui molti impiegati si trovano ad avere a che farne all’azienda: in un report interno dell’anno scorso è emerso che un lavoratore su quattro si è trovato o ha assistito a una scena di abuso sul luogo di lavoro.

In concomitanza con questa sorta di rivelazione, svariati amministratori di Ubisoft che sono stati costretti alle dimissioni perché riconosciuti colpevoli di abusi istituzionali, harrassment o addirittura molestie sessuali: è il caso di Maxime Béland, cofondatore di Ubisoft Toronto, immortalato in un video in cui strozza una propria collega ad una festa di lavoro e silurato in tempo zero dall’azienda una volta che la storia è diventata di pubblico dominio; o degli ex direttore creativo Serge Hascoët ed ex vicepresidente editoriale Tommy Francois, che si sono dimessi nell’estate 2019 dopo numerose segnalazioni di atti di cattiva condotta presso la sede parigina della società.

La denuncia prende di mira Ubisoft come entità legale e si riferisce anche al fondatore della stessa Guillemot, che, pur non direttamente accusato di attività illecite, è reputato responsabile di non aver agito con forza ai numerosi segnali che l’ambiente lavorativo di Ubisoft si sia deteriorato, permettendo che nell’azienda fiorissero comportamenti nocivi al benessere dei lavoratori.

Nonostante il nuovo hashtag #HoldUbisoftAccountable sia occasionalmente di tendenza su Twitter, Ubisoft finora è rimasta in silenzio sui suoi reclami in corso sul posto di lavoro e sui passi che sta adottando per affrontarli. Nulla è stato detto nelle sue grandi vetrine di videogiochi. Anche per quanto riguarda questa denuncia lo studio non ha ancora prodotto una risposta.

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