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La retrocompatibilità di PlayStation 5, tra i rumors e le indiscrezioni

Ecco un breve recap di quello che è già stato detto sulla questione retrocompatibilità di PlayStation 5, redatto in vista di un suo possibile annuncio in occasione del CES 2020

PlayStation 5
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Fra tutte le grandi aspettative che nutriamo nei confronti della nuova console di casa Sony, quella sulla questione retrocompatibilità merita senza dubbio un’attenzione particolare; dopotutto si tratta di una funzione la cui assenza si sarebbe fatta decisamente sentire, specie vista l’esperienza negativa già avvenuta con questo tipo di mancanza nel passaggio da PlayStation 3 alla generazione corrente. Per questo motivo, ho deciso di scrivere un articolo che ripercorresse brevemente alcuni dei passaggi finora noti a noi appassionati. Prima di cominciare però, è doveroso ricordarti che trattandosi per lo più di indiscrezioni trapelate in rete e non avendo ancora avuto alcuna conferma ufficiale o smentita da parte di Sony, è fondamentale prendere certe notizie per quello che sono: semplici rumors e innocue supposizioni.

Una retrocompatibilità “totale” in formato digitale

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di tornare alle voci che, poco più di un mese fa, descrivevano la retrocompatibilità di PlayStation 5 come un qualcosa di effettivamente reale nei confronti dei giochi appartenenti alle generazioni precedenti, facendo però riferimento solo ed esclusivamente al formato digitale. Dal mio punto di vista, una prospettiva futura di questo tipo rappresenterebbe già un ottimo passo in avanti rispetto alla attuale PlayStation 4 senza contare che, essendo la controparte di Microsoft un habitué di tale funzione, Sony non può certo permettersi di lasciarsi sfuggire l’occasione di ribattere su un punto tanto importante agli occhi del pubblico.

Sebbene questa presunta notizia, inizialmente trattata dalla redazione di Kotaku, abbia ovviamente fatto un certo scalpore e acceso in molti il fuoco della speranza, non ci è voluto molto per far sì che i primi dubbi a riguardo iniziassero a emergere. Nello specifico, il punto dei detrattori di tale auspicio è stato quello di far notare come, una retrocompatibilità di quel tipo, rappresenterebbe per Sony una vera e propria zappata sui piedi vista la natura del servizio offerto da PlayStation Now, che già permette il recupero di molti vecchi titoli usciti sulle console precedenti. Nonostante questo sia un pensiero decisamente legittimo se non addirittura condivisibile, ammetto di trovarmi più vicino all’idea che un passo falso sulla retrocompatibilità di PlayStation 5 equivarrebbe a un duro colpo per Sony, ben più grave dello svalutare solamente in parte il suo servizio di videogiochi on demand.

Tu cosa ne pensi di questa possibilità? La vedi come qualcosa su cui poter fare affidamento o dal tuo punto di vista sarebbe una cosa impensabile? Quello che io trovo impensabile è vedere Sony permettere ancora una volta a Microsoft di avere l’esclusiva su di una funzione considerata quasi fondamentale, per poi giustamente vedersi sbattere in faccia la semplicità con cui Xbox ha da sempre permesso un’operazione di quel tipo.

Una retrocompatibilità “limitata” a moltissimi titoli

Un’altra voce interessante in mezzo a questo bailamme di aspettative e indiscrezioni, è sicuramente stata quella di Patrick Klepek, il reporter e insider che durante un’intervista ai microfoni di Waypoint Radio, ha voluto rendere pubblico quel che gli era stato rivelato su PlayStation 5:

“Tutto quello che mi è stato detto su PlayStation 5 risale a circa due anni fa, ma le persone che ho ascoltato hanno voluto enfatizzare molto il fatto che sarà una console che guarderà al futuro, ma anche al passato. Ciò significa che avrai la possibilità di utilizzare la sua retrocompatibilità per giocare a moltissimi titoli”.

Stando a quanto riferito da Klepek quindi, la volontà di concentrarsi quanto più possibile su questa funzione sarebbe nei pensieri di Sony già da parecchio tempo. Seguendo alla lettera questa dichiarazione, la nuova console permetterebbe in definitiva di giocare a un vastissimo catalogo di titoli appartenenti alle varie generazioni precedenti di PlayStation. Una soluzione di questo tipo, seppur piuttosto promettente, potrebbe però far sorgere dubbi sul perché di certe limitazioni, senza contare quella sensazione di amaro in bocca al pensiero dell’ennesimo spreco di titoli che, a causa del cambio generazionale, rischierebbero ancora una volta di andare persi.

Se all’ipotesi di una totale retrocompatibilità digitale molti hanno storto il naso a causa del conflitto con il servizio offerto da PlayStation Now, questa volta i più maliziosi (o attenti) potrebbero giocare la carta del sempre più radicato e proficuo mercato di Remake e Remastered, nato intorno al recupero di vecchie IP. Nonostante il pensiero che Sony possa effettivamente volersi assicurare il successo dato dal futuro ritorno in pompa magna di alcuni videogiochi, evitando quindi che essi risultino fin da subito recuperabili su PlayStation 5, trovo comunque doveroso chiedersi se preoccupazioni di questo tipo siano davvero fondate.

Dopotutto non dimentichiamoci che sebbene fosse possibile recuperare, tramite PlayStation Store e a un prezzo irrisorio, Resident Evil 2 del 1998, le vendite del suo recente remake sono arrivate a superare in pochissimo tempo quelle dell’originale. Tenendo conto di quanto certe operazioni vengano spesso e volentieri eseguite in modo esemplare, ammetto che immaginarle perdere mordente a causa di una possibile retrocompatibilità mi risulta piuttosto difficile. Tu cosa ne pensi?

Una retrocompatibilità basata su tre profili di performance

Eccoci arrivati alla più recente fuga di notizie in merito alla retrocompatibilità di PlayStation 5. Nel caso non avessi ancora letto nulla a riguardo, ti basti sapere che in seguito all’analisi approfondita di Digital Foundry (DF) sull’hardware della nuova console, le funzionalità cross-gen di PlayStation 5 sono state al centro di diverse discussioni. Stando a quanto descritto dagli articoli di DF, Sony avrebbe puntato a una compatibilità piena e nativa con praticamente ogni videogioco di PlayStation 4 e PlayStation 4 PRO. All’atto pratico questo si tradurrebbe quindi nella possibilità di giocare, al massimo delle loro potenzialità, i titoli dell’attuale generazione anche sulla prossima console.

La cosa sarebbe resa possibile da quelli che sono stati definiti come tre diversi profili di performance, ciascuno dei quali permetterebbe di poter gestire al meglio i vari giochi che sceglieremo di avviare. In poche parole si tratterebbe dunque di un approccio molto simile a quello già visto con l’introduzione sul mercato di PlayStation 4 PRO, dove il focus iniziale di Sony fu ovviamente quello di garantire la massima compatibilità tra i giochi PlayStation 4 e la console potenziata, per poi coadiuvare il tutto attraverso l’implementazione dei vari miglioramenti destinati a quest’ultima e delle patch correttive nei confronti dei singoli giochi.

Forse l’unica certezza, a questo punto, è che Sony spingerà molto sulla retrocompatibilità tra PlayStation 5 e la maggior parte del catalogo di PlayStation 4 (che già vanta parecchi titoli appartenenti alle vecchie generazioni) assicurando la più alta qualità possibile di emulazione; prospettiva che avvalorerebbe le teorie di chi ha visto l’uscita di PlayStation 4 PRO come un vero e proprio test sul campo da parte dell’azienda giapponese, in vista di quella che avrebbe potuto essere la futura next-gen. Credi anche tu che una soluzione come questa possa rappresentare un buon punto di partenza per PlayStation 5?

È ormai chiaro che dopo l’inaspettato annuncio da parte di Microsoft della sua Xbox Series X, il silenzio su PlayStation 5 non potrà durare ancora a lungo. A tal proposito, prima di salutarci, ti ricordo che è da poco stata accertata la presenza di Sony al CES 2020 (Consumer Electronic Show) con una propria conferenza in programma per il 6 gennaio. Nonostante non siano ancora state fornite informazioni approfondite a riguardo, a far ben sperare noi appassionati di videogiochi ci ha pensato l’intrigante trafiletto a descrizione dell’evento, che recita:

“Il futuro sta arrivando. Al CES 2020 Sony svelerà una visione del futuro unica, unendo creatività e tecnologia come mai prima d’ora, per scatenare nuove sensazioni ed emozioni”.

Non ci resta insomma che aspettare nella speranza di poter arrivare finalmente ad avere qualche certezza in più a riguardo. Nel caso fossi interessato ad approfondire ulteriormente quel che è già stato detto su PlayStation 5, ti invito a leggere quest’altro articolo approfondito che ripercorre ogni aspetto noto della console ormai prossima all’arrivo.

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