Grand Theft Auto

Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition: la recensione della versione PlayStation 4

Analizziamo insieme le tre remastered più controverse di Rockstar Games: hanno superato il nostro giudizio o si confermano un gigantesco flop?

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Finalmente Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition è giunto ai nostri occhi e, dopo aver provato attentamente i tre giochi, è arrivato il momento di recensire. Non ti nascondo caro lettore che si tratta di una valutazione alquanto difficile.

Bisogna farsi strada fra i pregiudizi negativi di una remastered che non ha avuto alcun senso di esistere, uniti ai sentimenti nostalgici dei titoli che hanno segnato la storia dei videogiochi. Dovendo affrontare in maniera oggettiva questa nuova uscita, possiamo già dire che ci troviamo davanti ad un prodotto confuso.

I tre giochi all’interno di questo incredibile pacchetto sono rispettivamente Grand Theft Auto III, Grand Theft Auto: Vice City e Grand Theft Auto: San Andreas. Per chi non lo sapesse, l’uscita di queste tre remastered è stata fatta proprio in occasione del ventesimo anniversario dell’uscita di Grand Theft Auto III, il quale rappresenta il titolo più vecchio dei tre giochi in questione.

Buon anniversario Grand Theft Auto III

Ma adesso passiamo ai titoli veri e proprio, infatti analizzeremo insieme i giochi con le loro trame e le loro caratteristiche, elementi che ai giocatori alle prime armi sfuggiranno sicuramente. Il festeggiato più anziano di Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition è quindi il terzo capitolo principale della serie.

Quando questo gioco è uscito 20 anni fa ha rappresentato il primo titolo Rockstar Games realizzato in 3D. In questo capitolo della serie interpretiamo Claude, un rapinatore che viene tradito dalla propria ragazza nel bel mezzo di un colpo in banca.

Il nostro protagonista evaderà grazie all’aiuto indiretto del Cartello Colombiano, ma troverà rifugio presso la mafia italoamericana. Nel corso del gioco dovrai quindi farti strada tra i ranghi della famiglia e trovare un modo per vendicarti dei torti subiti, provando a conquistare la criminalità a Liberty City.

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Da Liberty City a Vice City è un attimo!

Da questa città partirà il capitolo successivo, nominato Grand Theft Auto: Vice City. In questo secondo titolo della trilogia verrai catapultato negli anni ’80, dove i colori più sgargianti, le camicie più hawaiane e la droga più famosa circolano in tutta libertà.

Questa volta prenderemo i panni di Tommy Vercetti, un soldato alle dipendenze dei Forelli, nota famiglia mafiosa di Liberty City. Il nostro protagonista verrà mandato nella pittoresca Vice City, città della Florida e simbolo del vizio e della criminalità.

Qui dovremo guadagnarci il rispetto dell’elite mafiosa ed indagare su chi ci vuole uccidere, partendo proprio da un’imboscata da cui usciremo vivi per miracolo. Le novità non mancano in questo sgargiante titolo, infatti troveremo nuovi elementi rispetto al precedente capitolo.

Fra queste innovazioni è da evidenziare l’introduzione delle motociclette (infatti su Grand Theft Auto III avremo esclusivamente le automobili come unico veicolo a nostra disposizione). Passando al prossimo capitolo si arriva proprio al rinomato Grand Theft Auto: San Andreas.

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Ah sh*t, here we go again

Essendo uno dei giochi più venduti in assoluto, nonché il più venduto per PlayStation 2, è difficile trovare un fan della serie che non abbia mai avuto il piacere di giocarci. Questo rivoluzionario titolo ci lancia proprio a Los Santos, stessa città che troveremo successivamente nel quinto capitolo della serie.

In questa nuova avventura prenderemo i panni di Carl Johnson, un teppista che torna nel quartiere di San Andreas per ritrovare la sua vecchia gang. La famiglia di appartenenza del nostro nuovo protagonista ha dei problemi in atto con le bande rivali, ma il tuo aiuto sarà fondamentale per riprendere il dominio della criminalità locale.

In questo titolo è evidente il salto avanti rispetto al resto, avendo quindi un gioco in grado di permetterci sempre più azioni rispetto al solito, inoltre avremo una vera e propria rivoluzione alle statistiche, nonché allo stile di vita del nostro personaggio.

Saremo in grado di personalizzare il nostro CJ, passando dal vestiario ai capelli fino al fisico vero e proprio. Su Grand Theft Auto: San Andreas potremo infatti prenderci cura del nostro corpo andando in palestra e facendo attenzione alla nostra dieta.

Se mangeremo spesso vedremo un incremento del grasso corporeo, mentre se non toccheremo alcun alimento potremo anche morire di fame. Tutto quello elencato sopra lo troviamo anche nelle versioni originali dei giochi in questione, usciti rispettivamente nel 2001, 2002 e 2003.

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Sarebbe stato meglio fare un remake?

Le versioni rimasterizzate di cui oggi discutiamo sono state affidate da Rockstar Games a Grove Street Games: cosa abbiamo di nuovo? Quali migliorie hanno applicato? Scopriamole insieme. Partiamo dalle modifiche relative ai comandi, nonché ad una generale qualità della vita.

A differenza dei suoi antenati, adesso potremo usare i grilletti del nostro controller per poter mirare e sparare comodamente. Questo ed altro sono stati ispirati proprio dalla funzionalità data da Grand Theft Auto V, il quale ha uno schema più moderno ed adatto ai nuovi giocatori.

Da esso arriva anche la ruota delle armi, che rallenta il tempo e permette una scelta migliore del nostro strumento di morte preferito. Tuttavia non hanno implementato l’opzione per poter trasportare più armi dello stesso tipo, come nel quinto capitolo della serie.

Le sparatorie in auto sono ora più comode, infatti si potrà prendere meglio la mira e sparare nella direzione in cui guardiamo tramite la visuale. Rimane comunque complicata la modalità di mira, dalla quale hanno inoltre rimosso il classico simbolo che indicava comodamente il livello di salute dell’avversario grazie proprio al colore posto su di esso.

Parlando della nuova scelta delle armi, ecco che approda anche la ruota delle stazioni radio, un particolare che rende più comoda la nostra guida spericolata. Non possiamo non citare anche le implementazioni legate alla mappa ed alla minimappa, infatti ora potremo impostare una meta ed ottenere un percorso da seguire per poterla raggiungere.

Anche qui però troviamo un problema gravissimo, infatti nonostante questa funzione sia assolutamente positiva, più volte mi sono ritrovato a dover non seguire il percorso proposto perché era del tutto sbagliato, o in alcuni casi subiva un bug per il quale non veniva proposto alcun tragitto da seguire.

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Per ogni passo avanti, due passi indietro

Un grosso applauso va a chi ha inserito i checkpoint a metà missione ed il rientro a missione fallita. Questa funzione, che a molti apparirà scontata, è un salva vita che migliora decisamente la qualità del gioco. Parlando di qualità non posso non citare la questione legata all’illuminazione ed alle grafiche.

Ci troviamo di fronte ad un ottimo lavoro in quanto luci ed ombre sono proposte in maniera così eccelsa da catapultarci nel mondo del next-gen. La sensazione che da questa nuova illuminazione, legata ai riflessi perfetti che danno determinati materiali come il metallo o il marmo, è senza dubbio da lodare.

Le piante ed il fogliame danno anche una sensazione migliore rispetto ai vecchi antenati, così come anche alcuni dettagli legati ai modelli dei personaggi. Tuttavia emergono diversi fattori che non fanno capire chiaramente il lavoro fatto dal team di Grove Street Games.

Perché elementi come le luci o i riflessi delle macchine devono essere quasi ultrarealistici, ma i modelli delle persone e le animazioni sono ancorate a sistemi degni degli anni ’90? La sensazione data dall’unione di questi elementi è esattamente quello di un lavoro interrotto bruscamente, come se avessero iniziato una modernizzazione dei tre titoli, ma che poi si siano stufati ed abbiano lasciato tutto così per com’è.

Trovo innegabile il fatto che alcune novità apportate ai titoli abbiano dato una spinta avanti a queste rimasterizzazioni, ma perché non è stato modernizzato al 100%? Sicuramente il fattore legato alla nostalgia ed alla parentesi retrò non giustificano il risultato.

Lo sbaglio che è questo prodotto è stato anche ammesso dall’azienda stessa, la quale sta cercando di porvi rimedio con dei contenuti gratuiti e delle patch in arrivo e già uscite. Nonostante ciò non si può perdonare un tale quantitativo di errori, il quale rende per certi aspetti ingiocabili i tre Grand Theft Auto.

Scheda confidenziale su Grand Theft Auto: The Trilogy - The Definitive Edition

Grand Theft Auto III: un rapinatore viene tradito dalla sua ragazza durante un colpo in banca. Dopo l’evasione il nostro protagonista verrà accolto in una famiglia mafiosa, grazie alla quale dovrà farsi strada nella malavita di Liberty City. Grand Theft Auto Vice City: il soldato di una famiglia mafiosa viene mandato nella coloratissima Vice City per uno affare legato allo spaccio. Riuscirà il nostro protagonista a conquistare la città e scoprire chi lo vuole uccidere? Grand Theft Auto San Andreas: un teppista torna nel suo quartiere d’origine, ma trova la sua famiglia ed i suoi amici allo sbando. Prendi i panni di CJ e riprendi il tuo quartiere, vivendo come un vero gangster.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Oltre ai classici trofei per PlayStation, sbloccabili sia con le campagne dei titoli che con molte ore di free roaming, abbiamo anche degli speciali obiettivi per il nostro account su Rockstar Social Club.

Grafica

50

Impatto

50

Longevità

90

Sonoro

40

Queste remastered contenute in “Grand Theft Auto: The Trilogy – The Definitive Edition” rappresentano un insieme di contenuti che i fan hanno subito sdegnato. Se da un lato abbiamo dei giochi che hanno segnato la storia della compagnia e dei videogame, dall’altro non possiamo ignorare l’inutilità di questo prodotto.

Parlando soprattutto per quello che riguarda la versione su PlayStation, nessuna persona sana di mente preferirebbe spendere 60 euro per un prodotto del genere, quando a molto meno puoi trovare gli originali sullo stesso PlayStation Store.

Non possiamo affibbiargli un’insufficienza grave, perché la validità degli originali li rende ottimi anche dopo 20 anni di distanza, ma il pessimo lavoro tecnico, oltre che questa incompletezza complessiva nella rimasterizzazione, non permette alla collezione di raggiungere la sufficienza.

VOTO COMPLESSIVO

5.5

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