Stranger of Paradise Final Fantasy Origin

Final Fantasy Origin Demo – Le nostre impressioni!

L'inaspettata demo del sorprendente titolo Koei Tecmo ci ha dato la possibilità di esplorare più a fondo il gioco, ecco cosa ne pensiamo!

Pubblicità

Sei un grande appassionato di videogames? Hai sempre sognato di condividere le tue conoscenze e le tue opinioni con un vasto pubblico? Se la risposta è sì, perché non provare a diventare redattore di iCrewPlay.com?

Non giriamoci troppo attorno: l’E3 2021 è stato tra i più deludenti di sempre sotto praticamente tutti i punti di vista. Gran parte delle conferenze non hanno mostrato letteralmente nulla o hanno riportato su schermo per l’ennesima volta titoli su cui non c’è davvero più nulla da dire. L’esempio perfetto è la conferenza CAPCOM, molte aspettative, troppe delusioni, praticamente nessuna novità di rilievo.

In tutto questo sfacelo che ci porta a chiederci se l’E3 organizzato ancora in questo modo abbia effettivamente senso, qualche piccola sorpresa in realtà non è mancata ed è arrivata incredibilmente proprio da parte di Square Enix, da qualche tempo ormai specializzata nel deludere i fan dal punto di vista della comunicazione dei suoi prodotti.

Certo, parlare di “sorprese” è un parolone, seguendo in diretta le conferenze principali ci siamo resi conto che ogni annuncio di rilievo era già stato leakkato con una precisione incredibile, e dove non sono arrivati leaker e insider ci ha pensato Nintendo stessa, caricando la pagina ufficiale di Mario + Rabbids Sparks of Hope su Nintendo eShop prima del reveal ufficiale durante lo Ubisoft Forward.

Uno dei leak che aveva maggiormente attirato l’attenzione prima della fiera losangelina (tenutasi naturalmente in formato interamente digitale quest’anno) era stato quello relativo al fantomatico Final Fantasy Origin, un soulslike sviluppato da Koei Tecmo e Team Ninja e ambientato nell’universo narrativo della fantasia finale targata Square Enix.

Il leak in questione si è poi rivelato effettivamente reale proprio durante la conferenza Square Enix dell’E3 2021 e ha assunto il nome definitivo di Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin (da non confondere con Final Fantasy Origins, raccolta per PlayStation dei primi due capitoli della serie risalente al 2002). Sorpresa nella sorpresa però a fine presentazione è stata rivelata una demo in esclusiva per PlayStation 5 (il titolo completo arriverà anche su PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X e S e PC) in arrivo “presto”, talmente presto che è effettivamente stata caricata su PlayStation Store subito dopo il reveal.

Dopo qualche problema tecnico che ha reso questa versione di prova inaccessibile per circa un giorno, finalmente ci siamo potuti gettare in questa oscura rivisitazione della serie che come primo feeling ha restituito l’impressione di essere quel Final Fantasy VS XIII mai realizzato e diventato (dopo pesanti rivisitazioni) il discusso Final Fantasy XV, ma analizziamo più nel dettaglio la demo in questione che si è rivelata a dir poco entusiasmante!

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin

C’era una volta… il Caos!

La lore che si nasconde dietro Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin è un palese tributo (o magari un tentativo di riscrittura in una veste completamente nuova) al primo storico capitolo della serie. Non a caso il dungeon in cui è ambientata la demo è il Tempio del Caos, dimora di Garland, il villain principale proprio del primo Final Fantasy.

Vedendo comparire Tetsuya Nomura tra i credits si potrebbe subito pensare che, per l’ennesima volta, si andrà a parare su dimensioni parallele e viaggi temporali, tuttavia il game director nipponico si occuperà esclusivamente del character design (elemento che approfondiremo in seguito). Eppure, conoscendo la lore originale del primo Final Fantasy si può intuire come in realtà un elemento del genere non sia totalmente fuori luogo.

In Final Fantasy infatti (faccio spoiler a cuor leggero, si tratta di un titolo del 1987, ma se vuoi evitare passa al prossimo paragrafo!) la principale minaccia è rappresentata da un loop temporale che rende Garland virtualmente immortale e gli dà la possibilità di riproporre ciclicamente la minaccia demoniaca che attanaglia il mondo di gioco. A ostacolare il malvagio c’erano all’epoca gli eroi della luce, stavolta invece ci ritroviamo al comando di un gruppo di tra personaggi sulle cui origini la demo non si sofferma mai, nemmeno su Jack, guerriero di cui vestiremo i panni.

Le citazioni all’originale fantasia finale si sprecano, durante lo scontro finale che chiuderà la demo infatti salterà fuori il nome della principessa Sarah, il cui ruolo sembra essere passato da quello della classica donzella in pericolo a una più determinata committente che ha mandato gli avventurieri in missione per sconfiggere il male.

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin

Com’è giusto che sia, questa demo non approfondisce più di tanto la trama che troveremo poi nel gioco finale, ma rivedere alcune atmosfere e personaggi così iconici per il brand reinventati in questa nuova veste risulta a tratti toccante per i fan della serie ed è palese lo sforzo di Koei Tecmo e Team Ninja di rendere accessibile il titolo anche ai giocatori meno propensi alla difficoltà tipica dei soulslike e più avvezzi ai Final Fantasy o agli hack’n’slash in generale.

Questo si evince dal fatto che a inizio demo viene chiesto di selezionare una difficoltà con cui affrontare il gioco, a livello normale l’esperienza si rivela impegnativa praticamente solo nello scontro col boss finale, credo quindi che a livello più facile possa tranquillamente essere accessibile tanto quanto un hack’n’slash medio.

Di questo mondo di gioco l’aspetto che probabilmente colpisce meno però sono i personaggi principali, a prescindere dal fatto che la lore che li riguarda non è ancora stata approfondita a dovere, sono davvero anonimi in fatto di design, a penalizzarli fortemente da questo punto di vista c’è il lavoro certosino svolto sui nemici e sulle ambientazioni (che strizzano tantissimo l’occhio ai Devil May Cry, il terzo in particolare), un dettaglio che difficilmente potrebbe evolversi in altro a lavoro concluso, ma c’è tempo fino alla release fissata per un generico 2022 e potremmo ricevere gradite sorprese.

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin

L’evoluzione del soulslike?

Se dal punto di vista della trama (appena accennata nella demo naturalmente) e del world building, Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin sembra vivere di citazioni, il vero cuore pulsante della produzione è senza ombra di dubbio, come sarebbe lecito aspettarsi da una produzione che porta le firme di Koei Tecmo e di Team Ninja, il suo gameplay.

Già coi due Nioh, i due studi hanno dato prova di sapere reinventare in maniera estremamente soddisfacente il soulslike nato in casa FromSoftware dando vita a produzioni rinominate come masocore, rispettose dei fondamenti del genere, ma capaci di far emergere uno stile ancora più tecnico, ma allo stesso tempo più frenetico, che ha saputo stregare migliaia di giocatori in tutto il mondo col suo dinamismo e l’alto grado di difficoltà indissolubilmente legato alla soddisfazione nel superare alcune sfide.

Unico grande neo dal punto di vista del gameplay nella demo è indubbiamente il tutorial che riversa sul giocatore una serie di indicazioni anche abbastanza differenti tra loro. In un primo momento ho infatti temuto che il gameplay potesse risultare fin troppo “pasticciato” per la differenza di input richiesti per compiere le varie azioni, in realtà andandomi a confrontare poi con la vera progressione nel gioco ho scoperto come il tutto fosse ben più bilanciato e a portata di mano del previsto; sarebbe stata quindi una buona idea mettere il giocatore in una situazione da gameplay vero e proprio già in questi primi momenti.

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin

Questa demo riserva continue sorprese per la complessità del combat system architettato. Anzitutto, c’è una differenza sostanziali coi classici soulslike, Jack partirà con a disposizione la classe predefinita dello Spadaccino, ma accumulando esperienza non potrà spendere punti per potenziare le proprie caratteristiche e diventare potenzialmente un Mago o altro. Sarà la classe stessa a salire di livello e a consentirci di sbloccare nuove mosse e abilità.

In fondo allo skill tree della classe poi c’è la possibilità di sbloccare anche una classe evoluta, nel caso dello Spadaccino questa sarà il Cavaliere; sbloccare una classe evoluta darà l’accesso a un nuovo skill tree, nuove tecniche, abilità e passive che andranno a potenziare il personaggio finché si trova in quella precisa classe. Infatti, a quasi un quarto dalla sua fine, la demo riserva una grande sorpresa, ovvero la possibilità di provare anche la classe del Mago!

Perché si tratta di una sorpresa? Sconfiggendo nemici questi continueranno a droppare pezzi di equipaggiamento, ma solo in una sequenza scriptata avremo accesso a un Bastone dell’Eremita, la prima arma alternativa alla spada Bastarda equipaggiata da Jack fin dall’inizio, e qui arriva il bello! Infatti, scopriremo che le armi, a seconda della loro tipologia, danno accesso a specifiche classi, nello specifico appunto, quando utilizzeremo il Bastone potremo selezionare la classe Mago (che potremo evolvere in Mago Nero).

Ad arricchire ancora di più il gameplay c’è la possibilità di effettuare un cambio istantaneo di classe alla pressione di un singolo tasto, questo andrà a rendere incredibilmente complesso e stratificato l’approccio agli scontri perché il giocatore potrà non solo trovare una build più adatta al suo stile o alla situazione, ma andare a mixare l’utilizzo di due classi così da avere sì a disposizione una base di gameplay solida, ma riusciremo anche a coprire alcune debolezze della classe primaria in uso.

Nella demo sarà accessibile anche la classe Lanciere (che evolve in Dragoniere) che mi è sembrata la proposta più debole e meno immediata delle tre, anche se, va precisato, procedendo in maniera lineare si potrà utilizzare molto meno delle altre due e in pochi contesti, magari ci saranno anche occasione o tipologie di nemici contro il quale potrà risultare decisamente letale.

E non finisce qui! Ad arricchire e stratificare ulteriormente il tutto ci sarà anche una differenza sostanziale tra la classica parata e il cosiddetto parry (la parata perfetta) nonché la possibilità di personalizzare le combo in maniera del tutto simile a quanto accadeva nel dimenticato Key of Heaven per PlayStation Portable. Ma analizziamo con ordine le due cose.

Anzitutto, la parata potrà essere effettuata con L1 (o LB nel caso di controller non PlayStation) e sarà la classica stance di parata che impedirà i danni fisici e bloccherà quelli magici subendo però un leggero danno in base alle resistenze del giocatore. Quello che davvero sorprende e diverte però è il parry, eseguibile col tasto Cerchio (o B), questo viene chiamato Guardia Spirituale e consuma una barra che una volta svuotata manderà in stato di stun il giocatore, pertanto non è consigliabile abusarne. La cosa interessante di questa parata è che utilizzando contro determinate mosse e premendo Quadrato (o X) al momento giusto, potremo letteralmente “rubare” la mossa del nemico e riutilizzarla per un determinato numero di volte: un perfetto incontro tra il Mago Blu e la gestione delle Magie in Final Fantasy VIII.

Per quanto riguarda invece la personalizzazione delle combo, gli attacchi e le combo standard saranno eseguiti con R1 (o RB), le varie classi però ci daranno accesso ad attacchi più potenti eseguibili con R2 (o RT) consumando una barra di Mana (che potrà essere ricaricato tramite apposite finisher dopo aver stunnato il nemico azzerandone la barra di resistenza). Potremo però decidere liberamente in quale punto della combo da R1 far scattare l’attacco con R2, così da creare combo uniche in base ai nemici e alle varie situazioni, davvero una trovata ben riuscita!

Stranger of Paradise Final Fantasy Origin

Tecnicamente… beh, è una demo…

Il punto di vista tecnico è quello che mi lascia un po’ più perplesso rispetto al resto, per quanto si attesti comunque su livelli decisamente alti! A inizio demo viene data l’opportunità di scegliere tra due modalità grafiche, una che predilige l’aspetto grafico dando accesso alla grafica in 4K, l’altra che invece favorisce il framerate rendendo il gioco costantemente fluido a 60 fps. Per titoli così tecnici continuo a pensare che questa scelta sia la migliore, non a caso Koei Tecmo tra le prime ha inserito questa possibilità su console della vecchia generazione col primo Nioh.

Dal punto di vista della grafica in sé non ho davvero nulla da obiettare, ho trovato il Tempio del Caos una vera gioia per gli occhi, sia a livello di resa visiva che per il suo design, come anticipavo però proprio a livello di character design, Nomura sembra essersi concentrato più sulle creature nemiche (abbiamo uno dei più bei modelli di Piros di sempre) che sui protagonisti, davvero anonimi e che danno una sensazione di riciclo dei modelli da altri capitoli della serie.

E sempre a proposito di riciclo degli asset va detto che le interfacce sono pesantemente riprese, al limite del copia-incolla in alcuni casi, da Final Fantasy XV e Final Fantasy VII Remake, mentre la sezione tutorial nel campo di grano, anch’essa è ripresa stilisticamente da alcune boss fight dei due Nioh. Può sembrare una cosa da poco, ma conoscendo la storia produttiva dei due Nioh, e soprattutto dell’imbarazzante riciclo di vecchio materiale proveniente anche da Ninja Gaiden nel Season Pass del secondo capitolo, è subito chiaro come Koei Tecmo sia in realtà molto avvezza a questa pratica e sarebbe un peccato vedere una povertà creativa in Final Fantasy in cui c’è già uno sconfinato universo narrativo da cui attingere.

Oltre a questo, il leggero punto debole della grafica sta nella fotografia, che, soprattutto nelle poche sezioni in ambienti aperti che è possibile esplorare, vuole restituire la cupezza del mondo di gioco attraverso una patina grigio/verde, che a lungo andare diventa non proprio piacevole da guardare e anzi, restituisce l’impressione di una produzione appartenente alla settima generazione videoludica.

Tutt’altro discorso sulla colonna sonora, che il perfetto incontro tra le due filosofie produttive di Square Enix e di Koei Tecmo e Team Ninja, infatti, le varie fasi di gioco vedono un’alternanza senza soluzione di continuità fra tracce dai toni fortemente epici tipiche dei Final Fantasy e altre molto più adrenaliniche e ritmate, dallo stile estremamente vicino alla dubstep, il tutto in un mix senza soluzione di continuità incredibilmente piacevole!

Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin farà il proprio debutto su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X e S e PC nel 2022, attualmente non ci sono ancora finestre di lancio più precise, ma il livello di questa demo mostra già un prodotto molto maturo che coi giusti ritocchi potrebbe diventare un vero e proprio canto del cigno per la generazione videoludica che si avvia sul viale del tramonto. Inoltre, Square Enix e Koei Tecmo hanno dato anche l’impressione di voler ascoltare il feedback degli utenti grazie a un questionario compilabile a fine demo; speriamo quindi che nei mesi che ci separano da questo innovativo soulslike si possa andare a correggere alcune sbavature di una produzione davvero ben curata!

Pubblicità

Fonte

Pubblicità

E tu? Hai visto o giocato alla demo? Cosa ne pensi? Dicci la tua nei commenti!

0 0 voti
Voto
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
Pubblicità
0
Mi piacerebbe sapere il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x

Condividi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

LEggi altro