Diablo 2: Resurrected

Diablo 2: Resurrected, impressioni a caldo di questo nuovo titolo Blizzard

Dopo aver testato il titolo nella sua open beta su diverse piattaforme ti dico come e' andata e cosa ne penso

Ho testato, come fan accanito di Diablo, alcune versioni di Diablo 2: Resurrected e mi appresto ad esternare le mie opinioni in questo articolo, quindi munisciti di pazienza, di una buona bibita fresca e iniziamo.

Le versioni da me provate sono rispettivamente la versione PC acquistabile su Battle.net, la versione Xbox Series S acquistabile sul Microsoft Store, e la versione PlayStation 4 acquistabile ovviamente sul PlayStation Store. In pratica ho voluto provare tre diverse versioni rispettivamente una versione nativa su pc, una next gen, e una old gen.

C’è da fare subito una premessa importante, per quanto riguarda la versione Nintendo Switch non è stata data ne la possibilità di testare una early access ne questa open beta, e cosa ancor peggiore il videogioco Diablo 2: Resurrected non figura neanche nel Nintendo eShop fra i titoli in uscita prossimamente, il che mi fa mal presagire.

Temo che la versione Nintendo Switch possa subire dei ritardi o, come presumo, abbia bisogno di più tempo per essere completata. Non sarebbe certo il primo titolo a uscire in ritardo su questa console e di certo non sarà l’ultimo. Ma Nintendo si sa, punta su tutta una sua personale carrellata di titoli first party come da sempre ci ha abituati.

Diablo 2: Resurrected

Un po’ di storia sul franchise di Diablo

Prima di gettarci a capofitto nel magico mondo di Sanctuarium di Diablo 2 Resurrected è bene fare un piccolo riassunto per coloro che devono la loro conoscenza del mondo di Diablo esclusivamente a Diablo 3, in quanto stiamo parlando di una saga che ha inizio esattamente il 31 dicembre 1996.

In tale data viene per l’appunto pubblicato Diablo un GDR/Hack ‘n Slash che rivoluzionerà il mondo dei GDR videoludici visti sino ad allora con una visuale isometrica ed una grafica, almeno ai tempi, degna di entrare nell’olimpo dei videogames.

La storia di Diablo è semplice quanto di impatto, sarà nostro compito impersonare un eroe, scelto da 4 disponibili, che dovrà scendere sotto un monastero e percorrere 16 dungeon per poi affrontare il signore del terrore, Diablo in persona. Semplice, diretto, e di notevole impatto.

Nel corso della nostra avventura sbloccheremo nuove abilità grazie a dei punti esperienza che otterremo falciando le schiere del male e che ci forniranno anche dei punti caratteristica con cui migliorare il nostro personaggio, che sarà scelto fra 3 diverse classi: uno stregone, una maga, o un guerriero.

Diablo ebbe un notevole successo tanto che nel 1997 la Blizzard Entertainment commissionò un espansione sviluppata da Synergistic Software e pubblicata da Sierra On-Line. Questa espansione introduceva un nuovo dungeon e un nuovo personaggio, il monaco, i più scaltri però scoprirono che modificando alcuni file di gioco era possibile, esclusivamente utilizzando tale espediente, scegliere anche altri due personaggi, un barbaro o un bardo.

Da qui iniziarono l’ascesa della Blizzard Entertainment e di quella che fu una saga che tenne incollati davanti ad un monitor milioni di giocatori, quella di Diablo.

Diablo
Diablo, in tutto quello che era il suo splendore ai tempi

E fu la volta di Diablo 2

Passarono alcuni anni, relativamente pochi se ci pensate, e nel giugno del 2000 venne pubblicato Diablo 2 titolo sviluppato da Blizzard North e pubblicato da Blizzard Entertainment, che proseguiva la storia intrapresa nel suo predecessore che aveva lasciato un finale aperto ad interpretazioni di vario genere.

Diablo 2 prendeva le stesse meccaniche che anni prima avevano reso celebre il titolo precedente e ne ampliava l’esperienza dando ai videogiocatori ambientazioni più varie e vaste, dungeon generati casualmente più variegati e con nemici differenti, e manco a parlarne classi e abilità più immersive.

In questo Diablo 2 dovevamo scegliere fra una delle cinque classi presenti, paladino, incantatrice, amazzone, barbaro o negromante, tutti ampiamente diversi fra loro sia per quanto concerne lo stile di combattimento sia per le diverse abilità.

Il gioco era composto da cinque atti ognuno di essi ambientato in una diversa ambientazione e composto da sei missioni da portare a termine per poter viaggiare all’atto successivo. Il titolo divenne anche in breve tempo uno dei giochi di maggior successo dovuto anche alla modalità multiplayer online o locale che permetteva a più giocatori di affrontare insieme i mostri che popolavano Sanctuarium.

Squadra che vince non si cambia, recita un detto, e Blizzard Entertainment non fece altro che partire da ciò che aveva appassionato i giocatori, Diablo, rendendo il titolo di gran lunga migliore con Diablo 2.

Cavalcando l’onda del successo l’anno successivo Blizzard Entertainment lanciò sul mercato l’espansione Diablo 2: Lord of Destruction, che aggiungeva due classi giocabili in più, assassina e druido, e un atto in più portando Diablo 2 ad essere composto quindi da cinque atti da 6 missioni ciascuno.

Nel 2012 ci fu l’uscita di Diablo 3 ma non è l’argomento di questo articolo quindi non ho intenzione di renderlo troppo noioso e salterò a piè pari sul titolo di cui parlerò, Diablo 2: Resurrected 

Diablo 2
Diablo 2 nella sua versione originale

Signori e signore ecco a voi Diablo 2: Resurrected

Ad inizio 2021 sotto il poco stupore dovuto dall’annuncio e dal fatto che già se ne parlava di tempo, alla Blizzcon venne annunciato Diablo 2: Resurrected, più o meno specificato a più riprese da Blizzard Entertainment stessa che si trattava di una remastered e non di un remake, differenza sostanziale.

Diablo 2: Resurrected sviluppato da Blizzard Entertainment e in collaborazione alla sussidiaria Vicarious Visions non voleva essere uno “snaturamento” dell’originale, semplicemente avrebbe ottenuto un restyling grafico d’eccellenza e sarebbe approdato anche su console PlayStation, Xbox, e Nintendo Switch aggiungendo la possibilità di utilizzare un controller anche nella versione per Microsoft Windows.

Il titolo non avrebbe aggiunto nulla più di quanto è l’esperienza originale di Diablo 2, frasi ripetute a più riprese da Blizzard stessa, ma avrebbe sia riavvicinato con piacere i vecchi player sia avrebbe attirato nuovi giocatori pronti ad inseguire ancora una volta l’Oscuro Viandante nel suo pellegrinare apparentemente senza senso.

Diablo 2: Resurrected sarebbe uscito per Microsoft Windows, Xbox One, Xbox Series X/S, PlayStation 4, PlayStation 5, e Nintendo Switch il 23 settembre 2021, ma prima un po’ a sorpresa la Blizzard decise di dare al via ad un early access weekend e ad un open beta weekend.

Diablo 2: Resurrected classi
Le classi giocabili in Diablo 2: Resurrected

Arriviamo quindi alla conclusione, il test sul campo di Diablo 2: Resurrected

Diablo 2: Resurrected nella sua versione Microsoft Windows non ha mostrato barcollamenti se non in rarissimi casi, ad esempio dei leggerissimi cali di frame rate quando si è negli accampamenti ma posso assicurare che era una problematica già nel motore di gioco della versione originale. Chi come me lo ha giocato sino alla nausea può confermare tranquillamente.

C’è da dire però che questa open beta, così come l’early access, mi ha permesso di testare soltanto cinque delle sette classi disponibili e soltanto nei primi due atti. I due personaggi dell’espansione Lord of Destruction l’assassina e il druido, non è stata data la possibilità di testarli, tuttavia Blizzard assicura che l’espansione sarà inclusa nel gioco già al giorno del lancio.

L’integrazione del controller sulla versione Microsoft Windows l’ho trovata un po’ “limitante” anche se preferibile vista la possibilità di ricorrere alle abilità più velocemente grazie ai tasti assegnati, resta comunque fastidiosa la schermata dell’inventario.

Utilizzando la combo tastiera e mouse aprendo l’inventario questo ci occupa poco meno della metà dello schermo, permettendoci nello stesso tempo di controllare che il nostro personaggio non sia sotto attacco di qualche nemico, cosa che non è possibile quando utilizziamo il controller.

Aprendo l’inventario con il controller la schermata di gioco sarà del tutto coperta da quella dell’inventario e non ci permetterà di vedere se il nostro personaggio sarà sotto attacco nemico, da notare anche che il gioco non andrà in pausa quando apriremo l’inventario.

Se da un lato ho gradito, e di non poco, l’interazione del controller come periferica di gioco anche nella versione Microsoft Windows, dall’altra l’ho un po’ detestata per quest’aspetto molto invalidante, soprattutto considerando la natura del gioco.

Tuttavia la versione Microsoft Windows mi ha convinto ed è stata la piattaforma primaria sulla quale ho pre-acquistato Diablo 2: Resurrected.

Diablo 2: Resurrected
Come impatto grafico questo Diablo 2: Ressurected lascia a bocca aperta, quantomeno su PC

Passiamo ora alle altre versioni, rispettivamente quella Xbox Series S e PlayStation 4, su cui in realtà e ingenuamente mi aspettavo qualcosina in più, ma è stato un mio errore lo ammetto. Le differenze della versione Microsoft Windows e Xbox Series S sono quasi impercettibili  se non fosse leggermente per la grafica e per il fatto che su next gen avremo la possibilità nelle opzioni di prediligere l’aspetta grafico ma limitando il framerate, oppure le performance aumentando il frame rate ma perdendo qualcosina in termini di grafica.

Anche qui, ahimè, la scheda dell’inventario copre tutta la schermata di gioco quindi ti consiglio di effettuare i vari spostamenti dell’equip o delle pozioni esclusivamente quando sarai davvero al sicuro pena una morte senza diritto di replica, fastidiosissima.

La versione PlayStation 4 invece è stata la peggiore, ma dubito che potevo aspettarmi diversamente visto che parliamo di console ormai divenute “old gen” e con un hardware che ormai inizia a mostrare il fianco, specialmente sulle nuove uscite.

Purtroppo il gioco non risulta fluido ne nei caricamenti ne nel frame rate, caricamenti decisamente più lunghi di quelli della sua controparte, e con una grafica a volte sottotono e decisamente sgranata e sgradevole, ma ripeto dovevo aspettarmelo e l’aver voluto testare l’open beta anche su PlayStation 4 è stata soltanto una mia idea per poter paragonare, un minimo, le versioni next gen e old gen.

Consiglio la versione “old gen” soltanto a chi proprio non ha alcuna scelta e vuole comunque poter giocare questo titolo, se hai la possibilità di giocarlo su un PC sinceramente ti consiglierei quella versione ad occhi chiusi.

Per quanto invece riguarda la versione Nintendo Switch, beh chi vivrà vedrà, ma la mia esperienza nel settore videoludico mi ha insegnato che i segnali che girano intorno alla versione della console Nintendo di Diablo 2: Resurrected non sono proprio incoraggianti, ad ogni modo non ci resta che attendere l’uscita di lancio ufficiale fissata, salvo ritardi, per il 23 settembre 2021.

Fonte

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Daniele Mastrangeli
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