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Culdcept BEGINS, recensione (Nintendo Switch 2)

Un nuovo capitolo per una saga da riscoprire

Pasquale Aversano 3 ore fa Commenta! 13
 
Culdcept Begins: come funziona il gioco di carte e dadi su Switch 2 in uscita il 16 luglio
8.1
Culdcept BEGINS
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Sviluppato e pubblicato da Neos Corporation, Culdcept BEGINS è una fusione tra un gioco da tavolo e un gioco di carte collezionabili con tanto di deck da personalizzare al fine di plasmare diverse tipologie di strategie. Ma è anche l’ultimo e inedito capitolo di una saga non molto conosciuta ma che merita di essere riscoperta. Noi abbiamo vestito i panni del giovane Kamur su Nintendo Switch 2 e questa è la nostra recensione!

Contenuti
Culdcept BEGINS un nuovo inizioUn mix non per tutti ma in grado di catturare per oreGrafica e sonoroTi potrebbe interessare

Culdcept BEGINS un nuovo inizio

Prima di parlare di Culdcept BEGINS e della sua storia, tocca fare qualche passo indietro per introdurre la saga stessa del gioco. Se è la prima volta che sentite parlare di Culdcept, beh, potrebbe essere normale essendo un titolo che raramente è approdato sul suolo Europeo restando comunque in una nicchia ben delineata e poco rumorosa. Il che è un peccato considerando la lore generale del titolo, molto fantasy e coerente con la struttura ludica stessa, e diverse idee decisamente intriganti.

Il primissimo Culdcept, che si chiama proprio come la saga stessa, uscì nel lontano 1997 solo in Giappone e inizialmente pensato solo per Sega Saturn. Questo stesso capitolo fu ripreso più volte, per più console e fu l’inizio di un’intera saga che vide la nascita di un sequel diretto, Culdcept Second e di ulteriori espansioni e capitoli aggiuntivi, approdando anche su console Microsoft seppur non ancora in Europa.

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Il primo capitolo Europeo è Culdcept Revolt, pubblicato su Nintendo 3DS nel 2017 con l’uscita Giapponese in anticipo di quasi un anno. Ecco, questo capitolo ha dato un buon assaggio di cosa Culdcept è e di quanto possa creare assuefazione. Inoltre, la natura portatile della console Nintendo a due schermi era particolarmente idonea alla tipologia di gioco. Quasi dieci anni dopo, arriva un capitolo del tutto inedito, ossia il qui presente Culdcept BEGINS.

Culdcept BEGINS, recensione (Nintendo Switch 2)

Lo sbarco sull’ibrida Nintendo è una strategia non da poco conto in quanto il titolo, in portabilità, può rubare ore a una velocità disarmante. Ma procediamo ancora una volta con ordine e focalizziamoci sulla storia, perché sì, seppur il gameplay sia il vero fulcro centrale dell’esperienza del titolo, il tutto è contornato da una campagna lineare che riesce nel suo compito, offrendo una serie di sfide ben legate da una narrazione accattivante nonostante qualche clichè.

Il personaggio di cui vestiremo i panni è Kamur e i primi passi li muoveremo all’interno della Royal Cept Academy, un istituto dove i Cepter vengono addestrati per padroneggiare il povere delle tavolette in pietra conosciute col nome di “culd”. Il tutto, ambientato in Bavrashka, un continente che si dice essere creato dagli dei in persona. Un territorio che emerge da conflitti di diversi popoli e che vede ora il predominio quasi assoluto di un unico sovrano.

Kamur è però un personaggio in costante ricerca di altro e sebbene il riconoscimento delle sue abilità non tardano ad arrivare, il suo scopo è in bilico tra passato e presente. Non volendo svelare troppo, la trama di Culdcept BEGINS regala risvolti in parte un po’ telefonati ma comunque sempre discretamente godibili e coerenti con l’atmosfera fantasy proposta. Impreziosita da un cast di personaggi di cui poter anche scavare nelle loro sub-storie grazie a missioni opzionali che suggeriamo di non perdere.

Insomma, la narrazione non sarà il punto centrale di Culdcept BEGINS ma svolge bene il suo compito senza perdersi in copiosi dialoghi e riuscendo a inserire qualche piccolo colpo di scena in grado di spingerci ad andare oltre. E sì, c’è l’immancabile lore che ha reso in parte unico il gioco e che riesce a giustificare la presenza delle carte, qui delle vere e proprie tavolette in pietra. Detto ciò, è tempo di andare a scoprire come si gioca a Culdcept BEGINS!

Culdcept BEGINS, recensione (Nintendo Switch 2)

Un mix non per tutti ma in grado di catturare per ore

Culdcept BEGINS è una fusione affascinante di gioco da tavolo e gioco di carte collezionabili. Un titolo che rispetta le sue origini ma che sembra aver imparato dal passato, rispettando assolutamente la sua nicchia ma aprendosi anche ai neofiti. In questo capitolo, infatti, la curva di difficoltà, comunque abbastanza ripida, presenta un accesso molto più intuitivo, morbido e leggero. Sia chiaro, Culdcept BEGINS rimane come vedremo, un titolo molto complesso e profondo, ma l’inizio della campagna spiega bene le fondamenta delle singole partite fornendo tutti gli strumenti necessari per poter poi affrontare le successive sfide.

Prima di tutto, possiamo dire che Culdcept BEGINS è una sorta di sposalizio tra Monopoly e un gioco di carte con queste ultime divise in specifiche categorie. Ogni carta ha un costo e a seconda della tipologia, può essere utilizzata in un determinato momento del proprio turno o come difesa da un attacco all’interno del turno avversario. Nello specifico, il gioco offre oltre 400 diverse di carte da collezionare. La principale categoria è quella delle creature.

Ogni creatura ha suoi personali valori di energia vitale e forza d’attacco a cui si aggiunge la propria tipologia elementale, come i Pokémon, ed eventuali bonus e malus oltre a specifiche condizioni di evocazione oltre la somma in denaro, qui denominato “G”, richiesto. Le creature sono essenziali per occupare i territori di gioco in quanto ogni livello presenta un determinato tabellone formato da specifici riquadri in cui ci muoveremo all’inizio del proprio turno lanciando un dado.

Culdcept BEGINS, recensione (Nintendo Switch 2)

Ogni riquadro ha un determinato elemento e una creatura dello stesso elemento evocata in quel riquadro, potrà avere eventuali vantaggi in termini di statistici o, se presenti, anche di abilità specifiche. Inoltre, alcune creature possono essere evocate solo in determinate zone elementali. In più, puoi ricevere ulteriori bonus se vai a occupare più zone del medesimo elemento. Lo sappiamo, già così è molto ma siamo solo all’inizio e, ti assicuriamo, dopo qualche partita, diventa tutto molto veloce e intuitivo.

La seconda tipologia di carte, è quella “oggetto”. Queste servono per potenziare attacco e/o energia vitale delle nostre creature e possono essere usate solo in fase di offesa o difesa. Tali fasi avvengono se si capita su una zona già occupata da una creatura avversaria. Il combattimento, in questi casi, non è sempre necessario e possiamo anche evitarlo pagando una somma direttamente a chi occupa la zona. In caso di scontro e vittoria, invece, la somma la pagherà lo sconfitto e il vincitore otterrà anche il territorio.

Infine, la terza e ultima tipologia di carte è quella denominata “incantesimo”. Queste si usano a inizio turno e possono compotare diversi vantaggi. Alcune regalano soldi extra, altre possono forzare il nostro dado o quello altrui, imponendo un determinato numero. Ci sono anche incantesimi in grado di ferire direttamente una creatura sul tabellone e tanto, tanto altro. L’unione di queste tre tipologie di carte è essenziale per dar vita a un mazzo pronto a quasi ogni situazione.

In realtà, montare e smontare il mazzo di carte in Culdcept BEGINS è di vitale importanza per poter affrontare al meglio la campagna di gioco. Inoltre, le carte nuove potranno essere ottenute sia vincendo le varie sfide, principali e/o opzionali, sia spendendo le monete acquisite in un semplice store nell’area di gioco principale. Qui puoi acquistare specifiche carte singole o pacchetti a sorpresa contenenti più carte. E sì, crea la tipica assuefazione da collezionista curioso tipico del genere delle carte da gioco collezionabili. 

Culdcept BEGINS, recensione (Nintendo Switch 2)

Detto ciò, il tabellone di gioco porta specifiche richieste. Per vincere una partita dovrai padroneggiare i territori, guadagnare una determinata cifra ma, soprattutto, dovrai essere il primo con la cifra richiesta per la vittoria, a tornare al castello, ossia la zona principale da cui si parte con la sfida. E sì, in una sfida, la cui durata può essere in media anche abbastanza elevata, ti capiterà di effettuare più e più giri e ogni volta che passerai per il castello, otterrai nuovi bonus.

Il bello dei tabelloni di gioco è che ci sono anche specifiche zone come ponti, percorsi alternativi, templi e quant’altro che inseriscono un ulteriore elemento di strategia e un pizzico di sana imprevedibilità. Quest’ultima, è confermata dal dado la cui randomicità potrebbe non far felici tutti ma raramente il gioco sembrerà ingiusto. Il merito, ancora una volta, è delle carte. Con un buon mazzo, potrai quasi sempre recuperare dall’eventuale sfiga. Detto ciò, chi cerca esplorazione in Culdcept BEGINS ne resterà deluso.

Le fasi narrative sono fatte da dialoghi e non avremo il controllo del personaggio per girare eventuali zone. ci sono solo menù da consultare e una macro mappa da navigare. è invece presenta una gradita modalità multiplayer online fino a quattro giocatori. Sì, perché in Culdcept BEGINS si può giocare tutti contro tutti o anche a squadre. Purtroppo, non abbiamo avuto fortuna nel cercare partite ma è innegabile il potenziale di una tale modalità. Infine, è presente anche una modalità contro l’IA che funge da allenamento extra.

Culdcept BEGINS, recensione (Nintendo Switch 2)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Culdcept BEGINS si rifà il look e lo fa avvicinandosi a uno stile più moderno, colorato e accattivante ma decisamente coerente con il suo storico. Animazioni semplici e un’enorme varietà di creature a cui si sommano location d’impatto e abbastanza varie, contribuiscono a dar forma a un titolo in grado di spiccare anche esteticamente oltre all’originalità del proprio gameplay. Ci ha colpito molto in positivo la diversità e la cura al dettaglio delle creature, molto interessanti e in gran parte originali, seppur derivate dal classico bestiario fantasy. Buono anche il character design dei personaggi protagonisti della trama.

Il sonoro è discretamente vario, mai ridondante e in linea con le atmosfere del gioco. Buoni anche gli effetti sonori durante gli scontri. Durante le nostre lunghe partite, non abbiamo riscontrato bug o rallentamenti di sorta e abbiamo apprezzato entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo seppur è in portatile che il titolo dona davvero il massimo. L’edizione per Nintendo Switch 2 supporta sia il “GameShare” sia la funzionalità “mouse” dei joycon, offrendo ancora più modi e strumenti per vivere l’esperienza di gioco. Infine e purtroppo, dobbiamo segnalare la totale assenza della lingua italiana di cui sono sprovvisti anche i sottotitoli.

Scopri tutto su Culdcept Begins
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Culdcept BEGINS
8.1
Grafica 8
Sonoro 8
Longevità 8
Gameplay 8.5
Aspetti positivi Può creare assuefazione Stile grafico accattivante Sistema ludico ben stratificato e profondo Il capitolo più accessibile della saga ma dotato comunque di ottime sfide
Aspetti negativi Assenza della lingua italiana Può diventare ripetitivo nel lungo termine Rimane un titolo di nicchia e abbastanza complesso da padroneggiare al 100%
Considerazioni finali
Culdcept BEGINS è il titolo della saga in assoluto più accessibile. Rimane un gioco molto di nicchia e che richiede pratica, ingegno e anche un po’ di fortuna ma è altresì un’opera originale, a suo modo unica, dotata di un potenziale strategico enorme e in grado di regalare molte soddisfazioni oltre a poter creare assuefazione grazie a un sistema di carte davvero ben congegnato. Un gioco non per tutti, anche ripetitivo nel lungo periodo, ma che sa conquistare. PEccato per l’assenza della lingua italiana.

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