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Castlevania: Belmont’s Curse – Recensione PS5

Il ritorno dei Belmont tra atmosfere gotiche, combattimenti impegnativi e una tradizione che fatica a rinnovarsi

Avatar di emanuele ribaudoDiEmanuele Ribaudo 9 min di lettura Recensioni
Castlevania belmont's curse cover
7,9/10
La recensione

Castlevania Belmont's Curse

Gameplay8,0
8/10
Vampirismo7,5
7.5/10
Grafica8,0
8/10
Sonoro8,0
8/10

Castlevania: Belmont’s Curse è un ritorno solido, capace di rispettare l’identità della serie grazie a un sistema di combattimento efficace e a un comparto artistico coerente. La gestione dei checkpoint e una formula che osa poco gli impediscono però di compiere quel salto di qualità che avrebbe potuto renderlo ancora più incisivo. Un’avventura consigliata soprattutto agli appassionati, pur con margini di miglioramento evidenti.

Ci sono saghe che non hanno bisogno di presentazioni, capaci di attraversare generazioni di videogiocatori mantenendo intatto il proprio fascino, e Castlevania è sicuramente una di queste. Nel corso degli anni la serie ha saputo cambiare pelle in più occasioni, passando dalle origini action platform a formule maggiormente orientate all’esplorazione, senza però perdere quella particolare identità fatta di atmosfere gotiche, combattimenti impegnativi e creature appartenenti all’immaginario horror più classico.

Con Castlevania: Belmont’s Curse, Konami torna a puntare su uno dei suoi marchi più rappresentativi, proponendo un’avventura che guarda soprattutto alla tradizione, senza rinunciare a elementi pensati per rendere la formula accessibile al pubblico moderno. Sviluppato da Konami ed Evil Empire, con il supporto consultivo di Motion Twin, il titolo porta una nuova generazione della famiglia Belmont su PlayStation 5 e sulle altre piattaforme.

Una direzione che porta con sé aspettative importanti, soprattutto considerando quanto sia affezionata alla serie una community che da tempo attende un nuovo capitolo capace di raccoglierne l’eredità.

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La scelta degli sviluppatori è quella di non stravolgere una formula che continua a funzionare, costruendo un’avventura incentrata sul combattimento, sull’esplorazione e su una difficoltà che non ha intenzione di fare troppi sconti. Il risultato è un titolo solido, capace di recuperare buona parte del fascino classico di Castlevania, anche se alcuni aspetti avrebbero meritato un lavoro più approfondito.

Trama: una nuova Belmont nella Parigi del 1499

Castlevania belmont's curse - immagine igdb

La vicenda ci porta a Parigi, nel 1499, quando la città viene travolta da un’invasione di creature mostruose che trasformano rapidamente le sue strade in un luogo tutt’altro che sicuro. Tra edifici in fiamme e presenze inquietanti, l’ombra di Dracula torna a incombere su un mondo che sembrava essersi lasciato alle spalle le sue minacce peggiori.

Al centro della storia troviamo Rose Belmont, figlia di Trevor Belmont e Sypha Belnades, chiamata a raccogliere l’eredità della propria famiglia e ad affrontare una nuova minaccia legata alle forze oscure che da sempre accompagnano le vicende della serie.

Gli eventi si svolgono 23 anni dopo Castlevania III: Dracula’s Curse, un collegamento che permette al gioco di recuperare personaggi e riferimenti storici della saga senza rinunciare a una protagonista tutta sua. Rose deve confrontarsi non soltanto con le creature che infestano Parigi, ma anche con il peso di un cognome che porta con sé responsabilità e sacrifici.

Per chi non conoscesse bene la cronologia della serie, abbiamo approfondito proprio questo aspetto nella guida dedicata a quali Castlevania giocare prima di Belmont’s Curse.

La narrazione svolge principalmente una funzione di accompagnamento all’avventura e, pur riuscendo a costruire un contesto coerente con l’universo di Castlevania, non rappresenta l’elemento destinato a rimanere maggiormente impresso. Rose offre comunque una prospettiva interessante per proseguire la tradizione dei Belmont attraverso una nuova protagonista, evitando di limitarsi a riproporre personaggi e dinamiche già conosciuti.

È soprattutto il contesto nel quale si sviluppa la vicenda a contribuire al fascino dell’esperienza. La Parigi medievale, con le sue architetture gotiche e i suoi scenari devastati, diventa qualcosa di più di una semplice ambientazione, contribuendo a costruire quell’atmosfera decadente che da sempre rappresenta uno dei punti di forza della serie.

La trama, pur svolgendo adeguatamente il proprio compito, non riesce sempre a imporsi con la stessa forza del comparto ludico. Rimane comunque apprezzabile il tentativo di portare avanti la storia della famiglia Belmont senza affidarsi esclusivamente alla nostalgia.

Gameplay: combattimento, esplorazione e difficoltà

Castlevania belmont's curse - immagine igdb

È nel gameplay che Castlevania: Belmont’s Curse dimostra maggiormente di voler rimanere fedele alle proprie origini, proponendo un action adventure bidimensionale nel quale combattimenti ed esplorazione rappresentano i due elementi fondamentali dell’esperienza.

Il sistema di gioco recupera la precisione richiesta dai capitoli classici, accompagnandola con una maggiore libertà nei movimenti e nella gestione dell’equipaggiamento. Non siamo davanti a un semplice susseguirsi di livelli da completare, ma a un’avventura che incoraggia a esplorare gli ambienti, scoprire nuovi percorsi e sfruttare progressivamente gli strumenti a disposizione.

La Vampire Killer e le possibilità offerte dal combattimento

Tra gli elementi più rappresentativi troviamo naturalmente la Vampire Killer, la leggendaria frusta dei Belmont, che non si limita a essere uno strumento offensivo. Può essere utilizzata anche per spostarsi attraverso gli scenari, trasformando il movimento in una componente importante tanto quanto gli scontri.

Accanto alla frusta trovano spazio differenti tipologie di armi, comprese quelle da taglio, che permettono di adattare l’approccio alle varie situazioni. Il gioco mette a disposizione sette categorie di armi e diverse reliquie, offrendo la possibilità di modificare lo stile di combattimento attraverso l’equipaggiamento raccolto durante l’esplorazione.

Un’altra componente interessante è rappresentata dal sistema degli Arcani. Alcuni dei boss sconfitti vengono sigillati nelle carte dei tarocchi di Rose, trasformandosi in abilità speciali utilizzabili durante l’avventura. Non si tratta quindi soltanto di attacchi a distanza, ma di un sistema pensato per ampliare le opzioni offensive e introdurre ulteriori possibilità tattiche.

Il combattimento rimane abbastanza immediato da comprendere, ma richiede attenzione quando la quantità e la disposizione dei nemici iniziano a rendere più complicati gli incontri. Imparare a riconoscere i comportamenti degli avversari e scegliere il momento giusto per attaccare diventa fondamentale, soprattutto perché il gioco non tende particolarmente a perdonare gli errori.

Una difficoltà che a volte diventa frustrante

Castlevania belmont's curse - immagine igdb

La difficoltà rappresenta uno degli aspetti più caratteristici dell’esperienza, ma anche uno di quelli che possono generare qualche frustrazione. Gli scontri richiedono concentrazione, precisione e una buona capacità di adattamento, premiando chi riesce a comprendere il ritmo degli avversari piuttosto che chi si affida esclusivamente ad attacchi continui.

La gestione dei checkpoint, però, non sempre riesce a mantenere il giusto equilibrio. In alcune situazioni, dopo una morte può capitare di dover ripetere porzioni già affrontate, trasformando una sfida inizialmente stimolante in una ripetizione meno piacevole.

È una differenza importante, perché un gioco difficile non è necessariamente un gioco frustrante e Belmont’s Curse in alcuni momenti sembra avvicinarsi pericolosamente a questo secondo concetto.

Quando gli scontri mettono alla prova il giocatore attraverso la lettura degli avversari, la precisione e il corretto utilizzo delle abilità, la formula funziona molto bene. Quando invece la difficoltà si accompagna alla necessità di ripetere continuamente sezioni già superate, il ritmo dell’avventura ne risente.

Il problema, dunque, non è tanto la presenza di una sfida impegnativa, quanto il modo in cui il gioco gestisce le conseguenze degli errori. Una distinzione che diventa particolarmente importante in un titolo costruito attorno alla progressione e alla scoperta di nuove aree.

Esplorazione e progressione: una formula familiare

Castlevania belmont's curse - immagine igdb

L’esplorazione si inserisce in questa struttura attraverso ambienti interconnessi, percorsi da scoprire e nuovi strumenti che ampliano progressivamente le possibilità del giocatore. È un’impostazione che guarda alla tradizione dei metroidvania, pur mantenendo ben riconoscibile l’identità di Castlevania.

La progressione non si basa su tentativi generati casualmente, ma su una struttura esplorativa definita. Una distinzione che abbiamo approfondito anche nel nostro articolo dedicato a perché Castlevania: Belmont’s Curse non è un roguelike.

Al netto delle criticità legate alla difficoltà, il sistema di gioco rimane solido e ben costruito, anche se non introduce particolari rivoluzioni. L’obiettivo sembra essere soprattutto quello di recuperare una formula conosciuta e riproporla in maniera efficace, piuttosto che cercare una nuova interpretazione capace di cambiare le regole del gioco.

Una scelta che può soddisfare gli appassionati della serie, ma che lascia anche la sensazione di trovarsi davanti a un’esperienza che avrebbe potuto osare qualcosa in più. Belmont’s Curse convince maggiormente quando valorizza la propria identità, meno quando si limita a ripercorrere strade già conosciute.

Segnali di stile: una Parigi gotica che conquista

Dal punto di vista artistico, Castlevania: Belmont’s Curse punta su una rappresentazione bidimensionale che si sposa bene con la struttura dell’avventura e con l’atmosfera gotica che accompagna la serie.

La Parigi del 1499 offre un contesto suggestivo per gli eventi narrati, mentre la caratterizzazione degli ambienti e delle creature contribuisce a mantenere riconoscibile l’identità del franchise senza limitarsi a riproporne passivamente gli elementi più celebri.

Il contrasto tra l’architettura medievale e le presenze mostruose restituisce efficacemente quella sensazione di bellezza decadente che ha sempre caratterizzato Castlevania. Gli scenari non cercano soltanto di accompagnare l’azione, ma contribuiscono a definire il tono dell’avventura, mantenendo viva la sensazione di attraversare un mondo ostile e affascinante.

La direzione artistica rappresenta quindi uno degli aspetti più convincenti del progetto, soprattutto perché riesce a coniugare il rispetto per la tradizione con una presentazione adatta a una produzione moderna.

Anche la leggibilità degli elementi a schermo assume un ruolo importante durante i combattimenti, nei quali riconoscere rapidamente gli avversari e le loro mosse permette di affrontare gli scontri con maggiore consapevolezza. In un titolo che richiede attenzione e precisione, la chiarezza visiva non rappresenta semplicemente una qualità estetica, ma contribuisce direttamente alla riuscita del gameplay.

Come si comporta su PlayStation 5?

Sul fronte tecnico, il titolo non cerca di stupire attraverso soluzioni particolarmente ambiziose, preferendo puntare su una resa complessiva coerente con le proprie esigenze.

Su PlayStation 5 l’esperienza risulta fluida e durante la nostra prova non sono emersi particolari problemi capaci di compromettere il ritmo dell’azione, lasciando che sia il gameplay a occupare il centro della scena.

La buona resa complessiva permette di apprezzare la direzione artistica senza distrazioni significative, un elemento importante soprattutto nelle sezioni più impegnative, dove la precisione dei comandi e la leggibilità degli scontri assumono un ruolo centrale.

Musiche ed effetti sonori al servizio dell’atmosfera

Anche il comparto sonoro accompagna adeguatamente l’avventura, contribuendo a rafforzare l’atmosfera senza sovrastare gli altri elementi della produzione.

Musiche ed effetti sonori si inseriscono nel contesto con discrezione, sostenendo il tono dell’esperienza e completando un comparto audiovisivo che svolge bene il proprio compito, pur senza rappresentare necessariamente l’elemento destinato a sorprendere maggiormente il giocatore.

Per una serie che ha costruito parte della propria identità anche attraverso brani diventati memorabili, il confronto con il passato rimane inevitabile. Belmont’s Curse riesce a sostenere efficacemente le atmosfere dell’avventura, ma non sempre lascia un’impressione altrettanto forte sul piano musicale.

La componente audiovisiva dimostra comunque una buona attenzione all’identità della serie. Anche la presenza di personaggi storici contribuisce a mantenere vivo il collegamento con il passato, come raccontato nel nostro approfondimento sul cast di Belmont’s Curse e il ritorno di Graham McTavish nei panni di Dracula.

Castlevania: Belmont’s Curse convince, ma avrebbe potuto osare di più

Nel complesso, Castlevania: Belmont’s Curse dimostra di conoscere molto bene la tradizione dalla quale proviene. Il sistema di combattimento, l’esplorazione e soprattutto la direzione artistica restituiscono un’esperienza capace di parlare agli appassionati storici senza risultare completamente chiusa a chi si avvicina alla serie per la prima volta.

Le novità legate alla mobilità, all’equipaggiamento e al sistema degli Arcani contribuiscono a rendere la formula più articolata, pur senza trasformarla radicalmente. Rimane però qualche perplessità nella gestione della difficoltà, soprattutto quando la ripetizione delle sezioni finisce per interrompere il naturale ritmo dell’avventura.

Il risultato è un ritorno solido e rispettoso dell’eredità della saga, ma non privo di occasioni mancate. Belmont’s Curse sa bene da dove viene, ma non sempre riesce a dimostrare con la stessa forza dove vorrebbe arrivare.

Chi cerca un’avventura gotica fatta di combattimenti impegnativi, esplorazione e atmosfere riconoscibili troverà diversi motivi per apprezzarla. Chi invece si aspetta una rivoluzione della formula potrebbe desiderare qualche intuizione più coraggiosa.

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche e sulle piattaforme disponibili è possibile consultare il sito ufficiale di Castlevania: Belmont’s Curse.

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