Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Willy Morgan and the Curse of Bone Town: la recensione

Un'avventura vecchio stile con delle grandi e belle vibrazioni

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on telegram
Share on whatsapp

Il genere dei punta e clicca, è probabilmente uno di quelli che più riesce a trasmettere al giocatore una parte del carattere o della personalità dello sviluppatore. Essendo una tipologia di gioco che non può contare su meccaniche particolarmente complesse per attirare e conquistare il giocatore, deve puntare tutto su storia, ambientazione e carisma dei personaggi insieme ad un altro fattore difficile da spiegare ma che si può trovare facendo un po’ di introspezione.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town è proprio uno di quei titoli; un punta e clicca che all’apparenza sembra non staccarsi dalla massa e destinato a passare inosservato ma che, una volta avviato, riuscirà a catturare la nostra attenzione e a farci immergere in una affascinante avventura.

Sviluppato da imaginarylab, un italianissimo studio di Verona, il titolo ci vedrà vestire i panni del giovane Willy, un ragazzino che si appresta a vivere la sua routine quotidiana fino a quando non gli viene recapitata una lettera.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Willy Morgan and the Curse of Bone Town: la trama

Nel giorno del decimo anniversario dalla scomparsa del padre, Willy sente suonare alla porta e, una volta avvicinatosi, nota una lettera lasciata dal postino. Aprendola, Willy rimane di ghiaccio leggendo che, le righe di quella lettera, erano state scritte e indirizzate a lui da suo padre.

Se stai leggendo questa lettera significa che qualcosa è andato storto e ora tocca a te finire ciò che ho cominciato. Recati appena possibile a Bone Town, stanza 09, ma non fidarti di nessuno.”

Incredulo, Willy non sa cosa pensare; aveva cercato per anni indizi sul destino di suo padre e proprio nel decimo anniversario dalla sua scomparsa, aveva ricevuto una lettera con delle precise istruzioni da seguire. Sua madre sarebbe stata via per lavoro ancora diversi giorni, allora Willy decide di seguire le indicazioni sulla lettere e mettersi nuovamente alla ricerca del padre.

Qui, Willy Morgan and the Curse of Bone Town, ci fa prendere il comando del protagonista in quello che, nei passi successivi, sarà un tutorial che ci insegnerà come muoverci in questa avventura che sta per iniziare.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Un puro gameplay punta e clicca

Avremo bisogno di un mezzo di locomozione per raggiungere la non molto distante Bone Town, e cosa può’ tornare più utile della nostra cara bicicletta smontata in molteplici parti e seminata per tutta la casa? Questo sarà il tutorial del gioco che ci farà capire come utilizzare Willy e interagire con l’ambiente circostante.

Come nella maggior parte dei punta e clicca, anche in Willy Morgan and the Curse of Bone Town non muoveremo direttamente il protagonista del titolo, ma dovremo posizionare il cursore in un punto sullo schermo e cliccare per metterlo in movimento. Puntando il cursore su determinati oggetti, potremo interagire con essi in due modi diversi: il primo sarà una specie di analisi dell’oggetto, dove Willy ci spiegherà di cosa si tratta o che cosa rappresenta, mentre il secondo vedrà il nostro giovane protagonista interagire con l’oggetto in questione o tentare di farlo.

La seconda meccanica servirà anche per raccogliere gli oggetti che porteremo nel nostro inventario, fino a quando avranno uno scopo nel gioco. Sarà lo stesso protagonista ad avvisarci quando un oggetto non avrà più alcuno scopo e se ne libererà in automatico, impedendoci così di avere l’inventario pieno di oggetti inutili e rendendo il gameplay più fluido, facendoci evitare inutili perdite di tempo.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Proprio parlando di evitare perdite di tempo, lo sviluppatore ha aggiunto in Willy Morgan and the Curse of Bone Town, una meccanica molto utile ed interessante; con la pressione di un tasto, tutti gli oggetti o le uscite della mappa saranno evidenziati da un piccolo cerchio che ci renderà la vita più facile senza farci impazzire nella ricerca di microscopici oggetti nascosti in modo disumano (ogni riferimento a Broken Sword è fortemente voluto).

Un altro tasto ci permetterà di richiamare nella parte inferiore dello schermo il nostro inventario, dove saranno conservati gli oggetti che avremo raccolto e che saranno ancora utili durante il gioco. Qui sarà possibile, come in molti altri titoli del genere, l’azione di combinare due o più oggetti tra di loro per formarne altri totalmente nuovi, meccanica che si presenterà spesso in Willy Morgan and the Curse of Bone Town, quindi sarà meglio prenderci subito la mano.

Sempre dall’inventario, sarà possibile selezionare gli oggetti per interagire con quelli presenti sulla mappa.

Il gameplay praticamente si racchiude tutto qui, piuttosto semplice ma efficace. Questo però non ci deve far credere di avere davanti un titolo piatto, tutt’altro. Willy Morgan and the Curse of Bone Town racchiude molto dentro di sé. Giocandolo ho potuto sentire molta della passione trasmessa dallo sviluppatore verso questo titolo e il suo essersi ispirato a pietre miliari del genere come Monkey Island e Broken Sword; una sensazione particolare, lo strano fattore che, una volta spento il gioco, mi ha subito impegnato la mente facendomi avanzare ipotesi su cosa sarebbe potuto succedere più avanti nel titolo.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Willy Morgan and the Curse of Bone Town: tecnicamente parlando

Una caratteristica molto riuscita di questo titolo è sicuramente il suo particolare stile grafico, quasi unico, rappresentato da immagini e oggetti leggermente deformati, che ci coinvolgerà da subito in questa avventura. Anche tutti i personaggi che incontreremo e con i quali dialogheremo, avranno un certo spessore e ognuno trasmette da subito la propria personalità; da questo punto di vista sicuramente lo sviluppatore ha fatto centro.

Altra nota positiva va al comparto sonoro che ci accompagna in maniera piacevole con motivetti ben realizzati e un doppiaggio in inglese di buon livello. Se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo a Willy Morgan and the Curse of Bone Town, possiamo dire che l’avventura finisce presto, una durata che si aggira fra le 4 o 5 ore, tutte molto piacevoli ma il gioco, come la maggior parte dei punta e clicca, non gode di particolari fattori di rigiocabilità.

Willy Morgan and the Curse of Bone Town è un classico punta e clicca piacevole da giocare e con una intrigante trama, che riesce a trasmettere le sensazioni dei vecchi giochi dai quali trae ispirazione. Peccato sia un po’ breve.

Potrebbe interessarti

0 0 voti
Voto
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
0
Mi piacerebbe sapere il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x

Scheda confidenziale su Willy Morgan and the Curse of Bone Town

Nel decimo anniversario dalla scomparsa del padre, Willy riceve una lettera con delle indicazioni precise scritte proprio dal suo genitore.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

80

Grafica

80

Impatto

65

Longevità

75

Sonoro

La versione per Nintendo Switch non presenta trofei e obiettivi

Condividi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

LEggi altro