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Warcraft 3: Reforged, arrivano i primi rimborsi

Sembra che Blizzard abbia rimborsato alcuni utenti per la scadente release del "remake"

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Dopo una settimana di lancio di Warcraft 3: Reforged che ha fatto decisamente discutere sia per la qualità del titolo, che per la politica di censura della stessa Blizzard, sembra che finalmente lo sviluppatore stia ascoltando i reclami degli utenti riguardo allo stato del gioco. Alcuni utenti di Reddit, infatti, stanno segnalando di aver ottenuto un rimborso automatico senza dover spiegare il motivo della richiesta. Sfortunatamente, anche ricevendo il rimborso, il nuovo titolo, definito “remake”e rinominato Reforged ha comunque sostituito gran parte del Warcraft 3 originale del 2002 su Battle.net, impedendo a chi possedeva la vecchia versione del gioco di poterla recuperare.
Anche se rilasciato solo pochi giorni fa, Warcraft 3: Reforged si è guadagnato l’antipatia dell’intera fanbase di Blizzard e non solo, a causa di alcuni enormi problemi che affliggono il gioco ed alcune promesse che Blizzard non ha poi mantenuto, come già evidenziato anche nelle nostre prime impressioni.
Annunciato per la prima volta a Blizzcon 2018, Reforged è infatti stato pubblicizzato come un remake su vasta scala del classico RTS Warcraft 3: Reign of Chaos e dell’espansione Warcraft 3: The Frozen Throne.

Dotata di sette campagne per giocatore singolo che permettono di affrontare oltre 60 missioni, la remaster include anche funzionalità di matchmaking aggiornate utilizzando il servizio online di Battle.net.
Non ci resta che aspettare per capire i futuri sviluppi di questa vicenda, che getta nuovamente molte ombre sull’operato di Blizzard, passata nell’arco degli ultimi anni da idola indiscussa dei fan a bersaglio di feroci critiche. Per ora, questi primi rimborsi non ci fanno ben sperare sul futuro di Warcraft 3: Reforged, verso il quale avremmo sperato di vedere un impegno di Blizzard a inserire nei prossimi mesi tutte le features che erano state promesse sin dal Blizzcon del 2018. Con questo non vogliamo dire che i videogiocatori delusi non abbiano diritto ad un rimborso, che è sacrosanto visto lo stato in cui è arrivato il gioco, ma avremmo sperato che Blizzard volesse risollevare il suo onore caduto ormai in disgrazia, e non che avrebbe sventolato bandiera bianca.

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