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Videogiochi: in Québec si applicherà la legge 96

Videogiochi che si devono attenere alle leggi di un singolo paese? Non è la prima volta e in Canada l'episodio si ripete

Videogiochi che risentono delle varie leggi presenti sul territorio? A quanto pare sì e non è la prima volta che sentiamo fenomeni del genere; basti pensare alla Cina, dove un singolo videogioco deve tener conto di diversi fattori per essere pubblicato correttamente. Un esempio è proprio quello di non sminuire la nazione, ma di renderla forte e potente nella storia del prodotto videoludico. E questo crea un grandissimo rallentamento nelle varie pubblicazioni, in quanto gli addetti devono controllare frame per frame che non ci sia niente di scabroso o pericoloso.

Questo equivale ad avere meno soldi per gli sviluppatori, un sacco di problemi e certamente sono situazioni che non fanno mai piacere. Lo stesso sembra star accadendo in Québec, Canada, dove il mese scorso è stato approvato il disegno di legge 96. Ciò prevede ben oltre 200 clausole, tutte atte a mantenere la lingua francese come lingua ufficiale del posto. E un utente esterno direbbe che non c’è effettivamente niente di male, se non per una piccola, grande, nota: tutte le persone che abitano in Québec, immigrati e non, devono parlare francese per poter continuare a lavorare o anche solo per viverci. Cosa comporta? Videogiochi e sviluppatori che conoscono, obbligatoriamente, la lingua francese.

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Videogiochi sotto controllo? Più che il prodotto in sé, lo sono gli sviluppatori

“Abbiamo molte persone che vengono da tutto il mondo per realizzare videogiochi in Québec. La nostra paura è che questo stia inviando un messaggio che il Québec non è inclusivo per le altre culture. Penso che tutti comprendano l’importanza della lingua francese… Penso che sia solo una questione di assicurarsi che anche i nuovi arrivati si sentano inclusi” ha dichiarato Christopher Chancey, presidente del consiglio di amministrazione della Guilde du jeu vidéo du Québec.

Questa legge verrà applicata nel 2023 e, al momento, gli immigrati potranno visualizzare siti in inglese per un massimo di 6 mesi. Dopo saranno obbligati a sapere la lingua francese, volente o dolente, e questo potrebbe essere un grande danno per i team di sviluppo con personale inglese. Il motivo principale dell’avere persone, nel proprio organico, che conoscono l’inglese a discapito di altre lingue è proprio perché quest’ultima viene considerata spesso come lingua principale e non come secondaria. Ciò implica che moltissimi sviluppatori, sparsi per il mondo, possono non sapere la lingua francese.

Ad affermare ciò è proprio uno sviluppatore anonimo che, in questi giorni, ha parlato di come tutto ciò possa recare un serio danno alle varie aziende. Pagarsi un corso di francese (dove la legge richiede di sapere la lingua nel meno tempo possibile) non è mai facile e molti lavoratori potrebbero decidere di andarsene da Québec per cercare fortuna altrove. Un esempio potrebbe essere proprio Vancouver, città canadese non troppo distante e che attualmente sta espandendo la sua rete di studi sui videogiochi.

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Pensi che le misure adottate dal disegno di legge vadano bene oppure no? Dicci la tua parola a riguardo nei commenti!

Giulia Spataro
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