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Videogiochi Horror: 5 ingredienti fondamentali

In trent'anni di produzione videoludica abbiamo visto l'horror evolversi, adattarsi ai tempi e, talvolta, deformarsi di brutto: vediamo come evitare quest'ultima cosa con 5 pratici consigli.

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Su iCrewPlay abbiamo già analizzato la storia dei videogiochi horror, citando le più grandi saghe o singoli capitoli di questo genere amatissimo dai gamers. Oggi, invece, andremo a vedere quali sono gli ingredienti fondamentali per ricreare quella macabra magia e sfornare dei videogiochi horror degni di questo nome, evitando che assomiglino ad uno spin-off di Call of Duty (dannato Resident Evil 5). Prima di iniziare, ci teniamo a specificare che questa non rappresenta una classifica gerarchica ma un insieme di elementi tutti ugualmente importanti. Bene, vediamo ora i 5 ingredienti fondamentali dei videogiochi horror!

videogiochi horror

#5. La Colonna Sonora

Elemento tra i più trascurati nella storia dei videogiochi horror, la colonna sonora è in realtà un fattore fondamentale e decisivo per conferire ad un videogioco (in realtà questo vale per qualsiasi prodotto audio-visivo) di questo genere la giusta aura di tensione e timore costante. E non parliamo di note musicali che, dall’anonimato più totale, esplodono in occasione di un banale jump-scare, per poi tornare a quella che potremmo definire “invisibilità auditiva”.  Il remake di Resident Evil 2, ne abbiamo già parlato, aveva una colonna sonora davvero blanda e anonima, fatta eccezione per un paio di tracce, laddove l’originale conteneva temi unici e capaci di far gelare il sangue. Davvero un ottimo esempio a cui ispirarsi.

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#4. L’atmosfera

Niente è capace di trasmettere sensazioni orrorifiche come un’atmosfera ben studiata e macabra al punto giusto. Realizzare questo genere di atmosfera non è semplice come sembra: qualcuno potrebbe pensare che basterebbe creare un ambiente buio pesto e riempirlo di sangue e budella, come accade in alcuni videogiochi horror. Ma si tratta, in realtà, di un lavoro di equilibrio e Silent Hill è stata una saga maestra in tal senso. Nella maggior parte dei suoi capitoli dominano un buio o una nebbia surreali ma sempre con la giusta visibilità, gli ambienti sono sporchi, logori, abbandonati e sinistri, le colonne sonore sono opprimenti e agghiaccianti, il design dei nemici sembra venuto fuori da un incubo febbrile.

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#3. Risorse Limitate

Diciamocelo, colonna sonora e atmosfera possono essere inquietanti, surreali e macabre all’ennesima potenza. Ma se in quelle stesse atmosfere viene piazzato un Terminator o un John Rambo, la cosa diventa presto inutile, se non addirittura ridicola. Ora, l’autore di questo articolo non è un fan di quei videogiochi horror in cui si è completamente indifesi, senza neppure un tagliaunghie per difenderci, in stile Outlast o Amnesia, ma riteniamo siano peggiori quei videogiochi “horror” in cui si è praticamente dotati di un arsenale balistico che farebbe impallidire la Wermacht. Non c’è mostro inquietante che tenga di fronte ad una mitragliatrice gatling con munizioni infinite. Razionare le risorse e/o dover fuggire all’occorrenza, dovrebbero essere elementi irrinunciabili.

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#2. Il Protagonista

Sappiamo che il Remake di Resident Evil 3 ha venduto la metà del suo predecessore. La Capcom ha velocemente liquidato la questione affermando che accadde la stessa cosa vent’anni fa con gli originali. Ma la verità è che il gioco ha molte falle, tra cui una protagonista davvero “trash” e fortemente appassionata di film d’azione anni ’80, dato che non fa che ripeterne frasi cliché e comportarsi come se fosse immortale. Leon e Claire, pur nella loro risolutezza, erano chiaramente spaventati dalla terribile situazione in cui si trovavano. La Jill del 2020, invece, sembra vivere un normale lunedì sera. Se il protagonista stesso non è immedesimato realisticamente nella vicenda, come si può pretendere che lo faccia il giocatore?

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No, dico, ci rendiamo conto? Quell’affare peserà il triplo di lei.

#1. Le Giuste Sensazioni

Abbiamo detto all’inizio di questo articolo che questi 5 elementi non sono posizionati in ordine gerarchico perchè sono tutti ugualmente importanti per i videogiochi horror e si sostengono a vicenda. Tuttavia, ci preme dire che quest’ultimo paragrafo rappresenta quello che sarebbe il risultato della corretta mescolanza dei 4 elementi già citati: colonna sonora adatta, atmosfera e design ben studiati, risorse piazzate con intelligenza e protagonisti convincenti sono la chiave per restituire al giocatore le giuste sensazioni che i videogiochi horror dovrebbero dare. Lo spavento, dato da immagini e/o suoni improvvisi, deve essere secondario alla paura, all’ansia, alla tensione ed all’inquietudine, veri ingredienti fondamentali dei videogiochi horror.

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