Venus Improbable Dream

Venus Improbable Dream, la recensione

Venus: Improbable Dream mostra con un pugno allo stomaco la vita di una persona che vive tra ansia e depressione

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Venus Improbable Dream è un gioco particolare; non ha una grafica eccelsa, ma la storia ti lascia mozzafiato facendoti stringere il cuore fino a farlo diventare un chicco d’uva. Questo perché la creatrice Shirli Ainsworth, conosciuta come Borealis, si è incentrata molto nel portare un prodotto con una morale forte e, in un certo senso, coraggiosa. Non tutti riescono a parlare dei propri problemi, a renderli reali in un mondo in cui più volentieri si cerca di scappare, piuttosto che affrontarli. Ed è per questo che nel 2021, ancora, non si riesce a parlare di ansia e depressione.

Come vive un ragazzo con tali problemi? É altresì vero che l’atteggiamento di molte persone di fronte a situazioni del genere è decisamente migliorato, ma non è abbastanza. E come poter far capire la vita di qualcuno che ha bisogno di aiuto? Con un videogioco, in modo da far vivere – quasi – in prima persona ciò che gli accade.

Non tutto è oro ciò che luccica, quindi non pensare che Venus Improbable Dream sia privo di difetti solo perché parla di argomenti seri e reali; ne parleremo piano piano, ma nel frattempo iniziamo con la storia principale.

Venus: Improbable Dream

Venus Improbable Dream inizia con l’adolescenza del protagonista

La storia di Venus Improbable Dream si concentra sulla vita di Kakeru che, a causa di un difetto congenito al volto, soffre di ansia e depressione avendo perso la propria identità personale; come spesso accade, la vittima porta un isolamento quasi totale con il resto del mondo. Avendo provato di tutto per poterlo tirare fuori da questo incubo, sia i genitori che la scuola fanno un ultimo tentativo per vedere se Kakeru riesce a interagire, anche minimamente, con qualcuno. L’idea è quella di inserirlo all’interno del club di musica, messa subito in pratica dallo stesso istituto senza perdere altro tempo.

A far parte del club di musica vi sono anche altri ragazzi, ovviamente, tra cui Fujiwara Haruka: ragazza disabile presa subito sott’occhio da Kakeru proprio per il suo modo di essere; timida, simpatica, dai lunghi capelli rossi e con un grandissimo dono per la musica. Come è possibile aspettarsi da una storia del genere, i due cominciano a fare amicizia e ciò che ne seguirà sarà solo una conseguenza delle scelte del giocatore.

Ed è per questo che non possiamo parlarti della storia presente in Venus Improbable Dream al 100%; ogni scelta fatta in gioco avrà modo di produrre un finale o varie scene alternative che ti faranno capire come una singola parola, detta a una persona che soffre di depressione, possa far cambiare la giornata. Alla fin fine, però, il tuo obiettivo sarà quello di far credere nuovamente nei sogni a Kakeru, tanto da desiderare di poter vivere ancora avendo più fiducia in sé stesso.

Venus: Improbable Dream

Una visual novel dove la grafica è stata curata ben poco per dare più spazio alla storia

Il difetto principale di Venus Improbable Dream è la grafica; una visual novel, bene o male, deve poter avere non solo una storia accattivante (poiché l’attenzione del giocatore dovrà essere tutta su quest’ultima), ma anche un disegno che riesca a rendere il tutto omogeneo. Spesso è capitato di alzare lo sguardo e sgranare gli occhi, talmente c’era discordanza tra il modello estetico e lo scritto che, magari, raccontava situazioni abbastanza complesse ed emozionali.

Un vero peccato, perché smorza l’entusiasmo – se di entusiasmo possiamo parlare – e si vede tantissimo il disegno fatto a mano mischiato con il digitale e viceversa. Al tempo stesso, però, alcuni scenari risultano essere veramente belli, tanto che ti lasciano a bocca aperta talmente è stata alta la cura dei dettagli. Un’estetica che abbiamo apprezzato moltissimo è stata quella usata per il menù di gioco: semplice, pulita e che richiama l’obiettivo finale da far avere a Kakeru; la scelta fatta è stata quella di usare un cielo stellato con una grande chiave di violino al centro.

Alla fin fine, la semplicità è ciò che caratterizza il videogioco senza perdersi in inutili fronzoli. Durante i dialoghi (o le varie vicende narrate nel riquadro sottostante) sarà possibile mandare in automatico la storia, rileggere qualche evento accaduto pochi istanti prima (e che, magari, per disattenzione abbiamo perso), aprire le impostazioni, saltare la conversazione, tornare indietro… Venus Improbable Dream presenta tutte le caratteristiche necessarie per essere una degna visual novel.

Venus: Improbable Dream

La colonna sonora? Non male, ma non è ciò che fa emozionare

In Venus Improbable Dream la colonna sonora non è ciò che ti fa innamorare del gioco; c’è e basta, non è preponderante o troppo distaccata dalle situazioni raccontate. Ciò che veramente rende questo titolo bello e quasi reale è proprio il suono che c’è dietro a un battito, a un’emozione (negativa o positiva che sia), accentuato per farlo sentire al giocatore. Il protagonista ha ansia? Lo senti non solo leggendolo, ma anche ascoltandolo.

Flebile, non parliamo di rumori che possono creare fastidio, e proprio per questo consigliamo di giocare a Venus Improbable Dream con le cuffie. L’esperienza sarà più completa, più avvolgente e non rischierai di perderti per strada sentendo che manca un pezzo importante del puzzle; all’inizio è capitato anche a noi, avendo provato il gioco con le casse audio del televisore per valutare la differenza con i vari accessori. Ebbene, a volte il volume sembrava essere fin troppo basso e per questo ci chiedevamo se la creatrice avesse scelto di costruire delle scene mute con l’intento di mandare un messaggio nascosto.

Certo, avevamo ragione a pensare che Borealis volesse far capire qualcosa di più profondo, ma lo abbiamo capito almeno a metà partita. Questa la possiamo considerare come una nota negativa, in cui il volume risulta essere troppo ridotto e, se proprio devono deve essere così, allora bisognerebbe consigliare al giocatore di usare le cuffie o un altro accessorio in grado di poter riprodurre un audio pulito.

Venus: Improbable Dream

Creato da Borealis, portato su console da Ratalaika Games e pubblicato da Estasiasoft Limited

Venus Improbable Dream è già disponibile per console (PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Xbox One e Xbox Series X/S) dal 12 novembre 2021 al costo di €9,99; su PC (grazie alla piattaforma di Steam), il prezzo è leggermente superiore: €10,79. Non ci spieghiamo questo piccolo aumento, ma non inficia sull’esperienza di gioco in quanto risultano essere entrambe delle tariffe più che giuste, visti i vari finali presenti nella storia e le varie vie che si possono intraprendere durante la propria avventura. Ciò vuol dire che è possibile ricominciare Venus Improbable Dream più volte e, di conseguenza, possiede una notevole longevità.

Per poterci giocare su PC avrai bisogno di questi requisiti minimi:

  • Sistema operativo: Windows Vista;
  • Processore: 2.0 GHz Core 2 Duo;
  • Memoria: 2 GB di RAM;
  • Scheda video: OpenGL 2.0 or DirectX 9.0c;
  • DirectX: Versione 9.0c.

Come puoi vedere non ha bisogno di un computer con prestazioni elevate; l’unica cosa da tenere conto è la lingua. Ovviamente Venus Improbable Dream è totalmente in inglese ed avendo a che fare con una storia delicata, alcune frasi risultano avere parole alquanto arcaiche e complesse. Se l’inglese non è il tuo forte, allora ti consigliamo un dizionario o di munirti di qualsiasi cosa che ti possa permettere una traduzione immediata.

Scheda confidenziale su Venus: Improbable Dream

Sei un ragazzo e senti che qualcosa nella tua vita non sta andando come dovrebbe? Forse con questo gioco potresti capirne il motivo; impersonerai un ragazzo che soffre di ansia e grave depressione, portandolo spesso ad allontanarsi da ogni tipo di contatto umano. Incontra, però, qualcuno che riesce a stravolgergli la vita; sarai in grado di far capire a Kakeru quali sono i suoi sogni nel cassetto?

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Esistono 12 trofei, tutti sbloccabili grazie all’avanzamento della storia senza troppa difficoltà.

Grafica

50

Impatto

70

Longevità

80

Sonoro

60

Nonostante la grafica che non ci ha fatto impazzire, consigliamo questo gioco? Ovviamente sì; attualmente sono veramente pochi i titoli che portano argomenti di questo genere e, per giunta, raccontati bene. Stiamo vivendo anni complicati, non solo a livello di pandemia da Covid-19, e più si parla di qualcosa e maggiore sarà l’eco che consegue.

In questo caso non è solo un prodotto videoludico d’intrattenimento, ma anche istruttivo che, secondo la nostra opinione, andrebbe inserito all’interno di un contesto scolastico. Un modo semplice per far capire a tantissimi ragazzi come la vita può essere difficile, specialmente durante il periodo adolescenziale, e che è possibile affrontare tutto nonostante sembri non essere così.

Certo, se non conosci la lingua inglese risulta essere un gioco abbastanza ostico, ma fidati di noi: ne vale la pena.

VOTO COMPLESSIVO

7.5

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