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Top 10 roguelike migliori di tutti i tempi

Ecco una top di dieci roguelike che tutti dovrebbero provare

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Sei un grande appassionato di videogames? Hai sempre sognato di condividere le tue conoscenze e le tue opinioni con un vasto pubblico? Se la risposta è sì, perché non provare a diventare redattore di iCrewPlay.com?

I roguelike sono un genere molto diffuso. Tanti giochi partono dal concetto base per poi aggiungere meccaniche varie e sempre nuove. Oggi, infatti, i titoli con questa etichetta possono essere molto diversi tra loro e, addirittura, essere uniti con altri generi per dar vita a mix unici. In questo mare di giochi, quindi, quali sono i roguelike che vale davvero la pena giocare? Quei titoli che ogni appassionato dovrebbe almeno conoscere e provare?

Per rispondere a questa domanda, ecco un articolo che raggruppa i migliori roguelike di sempre. Va detto che, proprio per l’enorme diversità dei titoli di questo genere, è praticamente impossibile fare una classifica tradizionale, dato che i gusti personali del giocatore in questo caso diventano semplicemente imprescindibili.

Sapendo questo, guarda questo articolo come una raccolta di quei giochi che sono riusciti a distinguersi dalla massa del genere e che, di conseguenza, hanno qualcosa da offrire a tutti i giocatori che ne apprezzano le meccaniche.

Spelunky

Partiamo da un vero classico che probabilmente riuscirà a divertire tutti gli appassionati di platform e non solo. Spelunky, semplicemente, è uno dei migliori roguelike dell’ultima decade e probabilmente di tutti i tempi.

Nei panni di un avventuriero, ci addentreremo in una miniera abbandonata, con lo scopo di trovare un antico tempio sotterraneo. Il vero punto di forza di tutto ciò è il gameplay semplicemente perfetto, che unisce un platform 2D a una generazione procedurale dei livelli. Ogni partita, infatti, è diversa da quella precedente, ma nulla è mai lasciato totalmente al caso: c’è sempre una strada e gli scenari non sono mai impossibili.

Spelunky è un gioco difficile, ma nessuna morte è ingiusta. Partita dopo partita, infatti, capiremo i nostri errori e, migliorando poco alla volta, arriveremo alla fine.

The Binding of Isaac

Un altro classico intramontabile, conosciuto da quasi tutti i videogiocatori. The Binding of Isaac è un titolo che prende le meccaniche dei primi The Legend of Zelda, unisce tutto con una componente da sparatutto, e, per finire, ci inserisce una generazione procedurale di stanze, dungeon e oggetti.

Anche stavolta parliamo di un gioco difficile, che punisce i giocatori poco pazienti con la morte permanente. Tuttavia, proprio come Spelunky, nessuna sconfitta è ingiusta. The Binding of Isaac, infatti, vanta una serie di piccole meccaniche nascoste (come il patto col Diavolo) che fanno davvero la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Certo, lo sviluppo del personaggio è affidato agli oggetti che vengono trovati casualmente, ma è sempre possibile adattarsi in qualche modo.

FTL: Faster Than Light

Forse uno dei roguelike più profondi di sempre, Faster Than Light vanta un gameplay che rasenta la perfezione. In pratica, siamo di fronte a un ibrido riuscitissimo tra un gioco di ruolo e uno strategico in tempo reale, con la generazione procedurale degli ambienti.

Al comando di una navicella in fuga, abbiamo il compito di attraversare la galassia per arrivare dalla nostra flotta alleata e consegnare delle informazioni. Con questo pretesto, il gioco ci mette di fronte a una mappa divisa in tappe. Ognuna di esse può racchiudere qualsiasi cosa: un combattimento, un mercante, una scelta.

A questo si aggiunge un sistema di combattimento profondo e complesso, che ci permette di utilizzare armi diverse per colpire parti specifiche della navicella nemica. Chiude il cerchio una grandissima personalizzazione della nostra nave, che ci permette di adattarci alle diverse situazioni. Difficile, ma davvero bello.

Slay the Spire

Ecco un altro classico che non dovrebbe mancare nella collezione di nessun videogiocatore. Slay the Spire è un ibrido riuscitissimo tra roguelike e deck builder. Un mix davvero originale, che ci porta un’esperienza unica nel suo genere.

Nei panni di un avventuriero che cerca di scalare una strana torre, ci troviamo davanti a diversi piani, divisi in stante. Ognuna di esse è una tappa che può essere selezionata e, anche in questo caso, contenente di tutto: un mercante, un combattimento, scelte multiple o piccoli avvenimenti.

In ogni caso, nel nostro viaggio verso la cima entreremo in possesso di diverse carte, con cui costruire il nostro deck, che di fatto rappresenta l’insieme delle nostre abilità nei combattimenti. In ogni battaglia, infatti, possiamo attaccare, difenderci o usare diverse magie, proprio in base a ciò che peschiamo ogni turno.

Una buona dose di strategia, quindi, deve essere affiancata a una creazione oculata del nostro mazzo, che fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Dead Cells

Probabilmente hai sentito parlare di Dead Cells, se non hai vissuto senza connessione per l’ultimo anno. Il gioco è un ibrido tra un roguelike e un platform metroidvania.

Stavolta ci troviamo davanti a diversi ambienti generati proceduralmente, ognuno appartenente a biomi diversi. Partita dopo partita (e morte dopo morte) il nostro personaggio acquisisce dei potenziamenti che possono essere utilizzati per accedere ad aree extra dei livelli normalmente bloccate. Questo crea un senso di progressione che annulla, di conseguenza, la frustrazione di essere morti e di dover ricominciare tutto da capo.

A tutto ciò si aggiunge un sistema di combattimento rifinito e divertente, basato interamente sulle diverse armi che troviamo nel corso dell’avventura. Davvero divertente.

ADOM

Stavolta parliamo di un nome che, probabilmente, conoscono soltanto gli appassionati sfegatati del genere e pochi altri. Ancient Domains of Mistery (per gli amici, semplicemente ADOM) è uno dei roguelike più complessi e completi sul mercato.

Il titolo riprende la classica formula che ha definito il genere e la amplia a dismisura: abbiamo dungeon generati cusualmente, divisi in una griglia dove sono sparsi i diversi oggetti, equipaggiamenti e armi (a loro volta generati casualmente). Tutto si svolge a turni, dai nostri passi, a quelli dei nemici, fino all’utilizzo di attacchi e oggetti.

Essendo in sviluppo continuo fin dalla sua uscita (circa vent’anni fa), ADOM ha ottenuto una quantità progressivamente crescente di contenuti, che lo hanno portato allo stato attuale: un roguelike classico, complesso e davvero,davvero longevo.

Dungeons of Dredmor

Ecco un altro nome meno conosciuto, ma che merita sicuramente attenzione. Dungeon of Dredomor è un altro roguelike classico, molto simile ad ADOM. Anche in questo caso abbiamo dungeon generati casualmente, divisi in una griglia e con un gameplay a turni. Anche stavolta gli oggetti sono generati casualmente, così come le varie armi.

Tuttavia, il gioco viene apprezzato principalmente per il suo sistema di sviluppo del personaggio, per il suo sistema di crafting e per il giusto equilibrio tra complessità e accessibilità. In questo caso, infatti, ci troviamo di fronte a un gameplay molto più immediato rispetto a quello di ADOM. Parliamo comunque di un gioco difficile, ma che almeno si impara più in fretta.

Enter the Gungeon

Eccoci tornati a un altro titolo particolarmente conosciuto. Enter the Gungeon, in un certo senso, riprende le basi di The Binding of Isaac, per poi espanderle concentrandosi principalmente sulla componente shooter. Tanto per cominciare, possiamo trovare tante armi, ognuna con qualcosa che la differenzia dalle altre per diversi motivi. Inoltre, il gameplay ci mette davanti a un vero e proprio bullet hell, con un numero incredibile di proiettili a schermo e con tanti pattern da imparare.

Tutto ciò è inserito in dungeon casuali e, chiaramente, con la consueta morte permanente.

Risk of Rain 2

Uno sparatutto 3D con piccoli elementi RPG. Cosa volere di più? Risk of Rain 2 prende la formula gettata dal primo capitolo della serie e la stravolge completamente, mantenendo le idee base, ma portando tutto in ambienti tridimensionali.

Il gioco ci mette di fronte a ondate sempre più numerose di alieni, ognuno con attacchi e caratteristiche uniche. Non solo: con lo scorrere del tempo tutti i nemici diventano sempre più pericolosi e difficili da abbattere.

Ziggurat

Stavolta parliamo di un roguelike FPS, che vanta un gameplay vecchia scuola simile a titoli classici come Doom. Nei panni di un mago costretto a superare una prova, dobbiamo addentrarci in un dungeon pieno di creature pericolose, con lo scopo di raggiungerne la fine e provare il nostro valore.

Il dungeon in questione, ovviamente, è generato casualmente a ogni partita, con stanze e armi sempre diverse. Ogni stanza è una vera e propria arena, dove combattiamo un gran numero di nemici con potenti armi magiche. Queste ultime sono di tipologie diverse e vantano caratteristiche uniche.

Chiude il cerchio una piccola componente GDR, che ci permette di far salire di livello il nostro personaggio, ottenendo vari potenziamenti passivi. Sicuramente un gioco migliorabile, ma davvero niente male.

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Chiaramente, questa classifica non può comprendere tutti i roguelike che vale la pena giocare. Se ne conosci altri che secondo te meritano una menzione d'onore, scrivilo qui sotto nei commenti, così magari tornano utili anche ad altri appassionati!

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