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The Medium: Bloober Team strappa il velo delle realtà

Tra tantissimi titoli in sviluppo per la nuova console durante la diretta di ieri dedicata a Xbox Series X ecco che Bloober Team strappa il velo della realtà con Medium, un horror onirico

Durante l’evento in diretta da parte di Microsoft su tutti i titoli in via di sviluppo da terze parti in esclusiva per Xbox Series X, di certo il titolo proposto di Bloober Team è riuscito a scalare la vetta e a guadagnarsi l’attenzione del pubblico. Il titolo in questione si chiama The Medium, ed è un horror psicologico che viaggia tra realtà e sogno onirico ambientato a Cracovia. Sotto confessione dello stesso team di sviluppo, scopriamo che il titolo si presenta come il più grande e ambizioso progetto che la software house abbia mai realizzato.

The Medium: brutale e crudo, deciso a sconvolgere e a terrorizzarci con le nostre più intime paure?

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In Medium impersoneremo la giovane Marienne, una donna dotata di potenti doti spiritiche, che vive un incubo ricorrente: quello dell’crudele assassinio di un bambino. Così, ormai stanca di queste visioni, decide di partire nei meandri di una oscura e tetra Cracovia, decisa a risolvere quest’orribile mistero che la perseguita. Da quel momento gli eventi la porteranno nei pressi di un resort abbandonato, luogo dove anni prima si era compiuto un’agghiacciante episodio di cronaca nera.

Sicuramente molto interessante la sotto trama proposta dal team di sviluppo polacco, che nei suoi giochi ha sempre posto in primo piano l’esperienza sensoriale e etica del giocatore, ponendolo dinanzi la dura e cruda realtà della psicologia umana. In Layer of Fear ad esempio tutto ruotava sulla filosofica domanda “fin dove ci possiamo spingere nel sacrificare per le nostre passioni?” o diversamente nel più futuristico Observer, ambientato in un mondo post-apocalittico cyberpunk, in cui il giocatore era in qualche modo portato a riflettere sul sottilissimo concetto alla base dei romanzi di Asimov, ovvero il concetto stesso di umanità e la sottile linea che divide quest’ultimo dalle macchine.

Con The Medium il team ha ben altri e contorti progetti in mente, infatti ha dichiarato che il titolo focalizzerà la sottotrama psicologica sul profondo tema della prospettiva e sul come le cose cambino o si trasformino a seconda di come le si guarda o le si affrontino. Tutto questo si traduce, in termini più pratici e di gameplay, attraverso il dono paranormale della protagonista Marienne, che è in grado di viaggiare facilmente tra mondo reale e il mondo spirituale.

Il passaggio da uno all’altro mondo le permetterà di scoprire sempre più elementi e segreti necessari ad arrivare alla fine del suo viaggio, ma allo stesso tempo la esporrà ogni volta a pericoli maggiori. Il mondo spirituale è infatti lo specchio oscuro e distorto del nostro, dove tutte le nostre angosce, i momenti di rabbia, le paure, plasmano la realtà rendendola ostile ai suoi stessi abitanti, motivo per cui solamente i medium possono attraversare “il velo” fra i due mondi senza correre il rischio di subirne le conseguenze (anche se non tutte le conseguenze possono essere evitate).

Ma oltre l’affascinante input alla base di questo controverso titolo c’è anche la reale condizione e situazione storica della città natale del team di sviluppo. Infatti in questo titolo c’è la personalissima esperienza degli sviluppatori, che per molti anni hanno sperimentato sulla loro pelle cosa significasse vivere giornalmente in limbo tra le due realtà.

Infatti la Polonia, fino ai primi anni novanta dello scorso secolo, è stata dalla parte sbagliata della famosa Cortina di Ferro (che fu una linea che divise l’Europa dell’epoca in due dalla fine della seconda guerra mondiale, fino alla fine della guerra fredda), e molte delle libertà individuali e sociali furono soppresse dal regime dittatoriale.

Una situazione ben diversa per l’altra parte della “barriera” che viveva invece un clima diverso e che solo dopo la caduta dell’Unione Sovietica la Polonia ha potuto conoscere.

Tra realtà diverse a collaborazioni “silenziose”…

Un altra notizia molto interessante dichiarata durante l’annuncio del titolo in questione, è stata la rivelazione da parte del team di sviluppo della collaborazione con il famosissimo compositore Akira Yamaoka, colui che ha realizzato tutte le colonne sonore del brand Silent Hill, e che in accordo con Bloober Team si occuperà di realizzare anche le colonne sonore di Medium, rafforzando in questo modo l’idea che il gioco voglia in qualche modo rappresentare un erede spirituale del famoso e storico brand di Konami, che ormai latita fuori dai mercati da parecchio tempo.

La collaborazione per il team va molto oltre, realizzando un piccolo sogno nel cassetto. Come confessato da Bloober Team stesso, Silent Hill 2 è considerato dai membri del team polacco il miglior gioco horror che sia mai stato realizzato. E non hanno assolutamente torto.

Il titolo sarà atteso per la fine dell’anno in corso, sia su PC che su Xbox Series X. Purtroppo non è ancora prevista un’uscita per Xbox One, il che rende il titolo una fra le prime esclusive della nuova console Microsoft. Il gioco inoltre sfrutterà tutti i vantaggi delle nuove tecnologie rilasciate fino ad oggi sul mercato, incluso anche il ray tracing e caricamenti iperveloci, rendendo i caricamenti di texture quasi istantanei.

In questo modo i passaggi che avverranno durante il viaggio fra i mondi dovrebbero risultare impercettibili, rendendo tutto come da trailer, con quell’incredibile effetto di “sgretolazione” nel vento e con quel morphing delle strutture dal tratto cupo e angosciante.

 

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Emanuele Panico
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