The Last of Us Part II

The Last of Us Part II, parla Neil Druckmann

Invitato in un podcast, ecco cosa ha da dire Neil Druckmann sul rinvio di The Last of Us Part II

A seguito del rinvio a data da destinarsi del nuovo capitolo per il videogioco Naughty Dog, The Last of Us Part II, causato dalla pandemia Coronavirus, Neil Druckmann ha preso parte all’ultimo episodio del PlayStation Blogcast ed in questa sede ha parlato del rinvio, dell’impatto che quest’ultimo ha avuto sull’intera squadra, delle opzioni considerate per lanciare il titolo, delle difficoltà nell’accontentare i fan e lanciare una demo della nuova avventura di Ellie e soprattutto di cosa è rimasto da fare per il videogioco atteso da migliaia di giocatori.

“Ci sono ancora dei bug che stiamo trovando e risolvendo. Vogliamo pulire tutto. Prenderci il nostro tempo per revisionare ogni sezione ed assicurarci che tutto sia qualità Naughty Dog.

È lì. Questa è la parte frustrante per noi. Il gioco è lì ma dobbiamo capire quale sia il modo migliore per consegnarlo ai nostri fan”.

Quando il publisher Sony Interactive Entertainment ha annunciato il ritardo per il secondo capitolo di The Last of Us, insieme ad Iron Man VR, sono stati citati dei problemi logistici. Ma con la crescita dei download in digitale, molti fan si sono chiesti quale sia il problema del lanciare il titolo prima sullo Store. Sid Shuman il Senior Director of Content Communications del Sony Interactive Entertainment, presente anche lui al PlayStation Blogcast, ha girato la domanda a Druckmann, il quale ha risposto che non è stata presa ancora nessuna decisione ufficiale, ma devono essere considerate anche le piccole infrastrutture web.

“Questo è un gioco mondiale, tutti nel mondo lo stanno aspettando e noi vogliamo essere corretti. Se noi lo dessimo solo ad una certa fetta di persone, cosa dovrebbero fare quelle che non l’hanno ricevuto?

Stiamo quindi cercando il modo dei modi per consegnarlo. Qual è il modo migliore per darlo a tutti nel modo più veloce possibile? E questo ha bisogno di tempo, soprattutto per via del fatto che a livello globale, le cose cambiano giorno per giorno”.

Per quanto riguarda la demo, Druckmann ha spiegato che una demo da pubblicare sul PlayStation Network sarebbe diversa da quella disponibile per la stampa durante un evento. E non vogliono “sprecare del tempo” nel creare una demo ad hoc quando è possibile utilizzare quel tempo per fare dei fix.

Fonte

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Angela Pignatiello
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