The Elder Scrolls Online

The Elder Scrolls Online: il direttore creativo parla dell’espansione annuale Gates of Oblivion

In attesa dell'aggiornamento "Blackwood" previsto per il 30 giugno, Rich Lambert ci racconta il lavoro dietro a "Gates of Oblivion" e di come non sia un copia e incolla del titolo single player uscito nel 2006

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La conclusione di I Cancelli di Oblivion ci ha saputo stupire in positivo. Che sia l’inizio di una nuova direzione per The Elder Scrolls Online?

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All’epoca dell’annuncio di The Elder Scrolls Online, molti furono i commenti negativi in merito al progetto multiplayer di Bethesda. Eppure, contrariamente al software gemello, Fallout 76, l’MMO ambientato nel regno di Tamriel ha riscosso (e continua a riscuotere) un notevole successo, non soltanto tra i fan di nicchia.

Complice un supporto post-lancio con i controfiocchi (anche se, ad essere onesti, dall’uscita nel 2014 il titolo ha avuto bisogno di un paio d’anni per ingranare come si deve), The Elder Scrolls Online ad oggi conta una notevole quantità di espansioni e/o DLC tra gratuiti ed a pagamento (QUI e QUI i nostri articoli dedicati), tra le quali spicca la mega espansione annuale denominata Gates of Oblivion.

Particolarità di tale contenuto aggiuntivo, è il suo essere un game changer: una volta scaricato ed installato, tale contenuto apporta pesanti modifiche su tutto il mondo di gioco, cambiando radicalmente ogni aspetto del titolo, dalla Lore al gameplay.

Durante un’intervista, il direttore creativo Rich Lambert (tra l’altro, produttore del precedente The Elder Scrolls IV: Oblivion) ha voluto raccontare parte del lavoro dietro alla creazione di Gates of Oblivion, specificando come non abbiano semplicemente ricreato l’ambientazione del quarto capitolo in stile MMO, ma abbiano invece scelto di ampliare la Lore inerente ai territori della regione di Cyrodiil:

“Non sarà un one-to-one diretto: Mehrunes Dagon sta ancora cercando di capire la scienza dietro le Porte dell’Oblivion, Leyawiin è la capitale e non esiste ancora la Città Imperiale. Quindi c’è Leyawiin in Occidente, e poi in Oriente, abbiamo Gideon, la quale non appariva in-game dal 1994 in TES Arena, inoltre c’è anche il regno oscuro di Dagon. Ma tutto ciò che sta nel mezzo rispecchia la nostra visione delle cose. Se ci fossimo fermati a riprodurre le ambientazioni già viste in TES IV non avremmo svolto un buon lavoro. Volevamo far vivere ai nostri utenti una vera esperienza esplorativa. Tutti sappiamo la storia della regione di Cyrodiil, essendoci stata raccontata durante gli avvenimenti del quarto capitolo della serie, ma noi volevamo far vivere quelle storie in prima persona ai giocatori di TES Online”.

Che dire, non ci resta che attendere il 30 giugno per mettere mano all’espansione Blackwood e scoprire cosa abbiano ancora in serbo per noi gli sviluppatori di The Elder Scrolls Online.

 

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