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The Division 2: provata l’Open Beta

Dopo aver spulciato tutti gli aspetti nella Closed Beta di The Division 2, mi sono incaricato personalmente di provare l'Open Beta prima del lancio del gioco

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Metto le mani avanti nel dire che sono rimasto contento per metà a causa di un leggero downgrade grafico che mi ha fatto storcere il naso. Le differenze grafiche le ho notate subito, ma se devo essere sincero sia i filtri di luce sia i dettagli degli oggetti e della città si vedono notevolmente meglio. Insomma, far dividere i pareri delle persone è una cosa che in casa Ubisoft riesce facile.

Confronto tra Closed e Open Beta

In tutta franchezza quando un’azienda di videogiochi mi propone un gioco in un modo e poi me lo vende in un altro mi farebbe voglia a primo impatto di dire “tienitelo pure!“. Nel caso di The Division 2 il discorso si fa leggermente più complicato perché, anche se ci sono stati dei cambiamenti, non sono stati cosi gravi da farmi cambiare più di tanto opinione. Il downgrade grafico c’è stato e lo possiamo riscontrare proprio negli screen che vedete sopra.

Non tutti i mali vengono per nuocere, infatti il gioco ne ha guadagnato in una maggiore definizione dei dettagli e degli oggetti di piccola e media dimensione sparsi qua e là per la città. Ci tengo a sottolineare che ho usato le medesime impostazioni grafiche utilizzate la scorsa volta (ultra).

Una città desolata che sembra viva

Ubisoft in questa beta aperta a tutti ha dato modo di esplorare maggiormente la città di gioco, facendo subito notare quanta cura ci abbia messo nel cercare di riprodurre quanto più possibile le strade e i vari edifici. E’ stato molto curioso osservare i nemici come interagiscono con l’ambiente circostante, sottolineando un miglioramento sostanziale rispetto al primo The Division, ma che ancora non eccelle per alcune meccaniche. Una cosa che ho notato rispetto alla Closed è l’aumento della fauna per le strade di Washington, infatti troveremo spesso in giro procioni, gatti, volpi, topi, cervi e alcuni tipi di cani. Tutto ciò riesce a dare l’idea di quell’ambiente post apocalittico dove la natura prende il sopravvento sull’uomo.

Diverse sono state le volte che girovagando per i vicoli, metropolitane o altri interni di edifici mi sono perso a guardare il lavoro maestoso sull’illuminazione degli ambienti, arricchito inoltre da un ciclo giorno/notte realizzato decisamente bene. Proprio per questo motivo non mi sento di buttare benzina sul fuoco e bocciare a priori questo gioco solo perché ha avuto un leggero ritocco grafico, magari dopo qualche patch di rifinitura (come spesso accade al D1 ultimamente) ci potrebbero essere sviluppi interessanti.

Intelligenza artificiale

Un punto a favore di questo secondo capitolo è sicuramente l’intelligenza dei nostri nemici, infatti spesso ci troveremo in situazioni abbastanza complicate, dove, oltre ad essere continuamente sotto il fuoco dei proiettili, ci troveremo contro nemici in grado di rianimare i propri compagni, quasi come se fossero dei giocatori in carne ed ossa. Proprio durante i combattimenti ho notato una cosa presente già sul primo The Division che speravo cambiassero nel secondo capitolo. Nel momento in cui ingaggeremo un nemico isolato dal resto del suo gruppo in qualsiasi modo (stealth, col silenziatore o con la forza bruta) tutto il resto del suo gruppo si catapulterà addosso a noi.

Zone nere e PVP

La zona nera presente in questo secondo capitolo di The Division sarà sicuramente molto più particolare rispetto al passato. Le meccaniche sostanzialmente restano le stesse, ma stavolta sono state più studiate. Ad esempio se prima bastava un semplice sparo ad un proprio alleato per diventare “traditore”, ora serviranno più colpi, questo per evitare che per sbaglio durante la confusione generale si colpisca un compagno di squadra. Come sempre le coperture e il tatticismo nelle zone nere e nel pvp saranno fondamentali. In tante situazioni avere un vantaggio tattico sarà la chiave del successo, soprattutto in zone sopraelevate rispetto alla posizione avversaria.

Che cos’è precisamente la zona nera? La zona nera è una parte di mappa del gioco dove, oltre ad essere presenti una quantità maggiore di nemici di livello più alto e un loot decisamente più interessante, saranno presenti altri player che potranno decidere di attaccarci e rubarci tutto quello che abbiamo raccolto. Inoltre ci saranno zone più contaminate, dove tutto ciò che raccoglieremo avrà la necessità di essere estratto con un elicottero, proprio come avveniva nel primo capitolo.

Ci saranno tre zone nere, che si contraddistinguono anche per l’aspetto, rendendo ogni sessione una nuova esperienza di gioco da affrontare possibilmente con un team già compatto o che comunque si conosce. Una meccanica interessante sarà la possibilità di vedere una delle tre zone diventare una zona nera occupata, ciò vorrà dire che diventerà una vera e propria zona di guerra dove la regola principale sarà infrangere proprio tutte le regole per riuscire a sopravvivere.

In questa zona tutti i bonus del proprio equipaggiamento saranno normalizzati, nel senso che se nella zona nera comune o nel pvp i danni e in generale le statistiche della propria build saranno quasi rese uguali, in questa zona occupata i player potranno sperimentare il vero potenziale del proprio equipaggiamento. Facile da intuire che la zona nera occupata sarà il vero endgame del gioco.

Piccole curiosità

All’interno della Base Operativa presente a Washington ho trovato un’ala dell’edificio riservata al Clan dei giocatori. Probabilmente sarà accessibile nella versione finale del gioco con la possibilità di far parte di una propria divisione e accumulare beni, bonus, trofei o quant’altro all’interno di questo spazio. Sottolineando quanto sia importante il gioco di squadra presente in The Division.

La mappa è stata leggermente modificata rendendola più intuibile con tutti i punti d’interesse, missioni e quant’altro, dando inoltre ai giocatori la possibilità di chiedere supporto tramite un semplice tasto durante una qualsiasi attività di gioco.

In conclusione, consiglio di comprarlo?

La mia risposta è sicuramente sì, ma vi dico le stesse cose che dissi per Anthem: deve piacervi il genere. Se vi aspettate il classico gioco d’azione dove si mira, si spara e si uccide, The Division non fa parte di questa tipologia di gioco. Questo titolo, infatti, necessità di farming anche estremo e ripetitivo per riuscire a trovare parti d’equipaggiamento perfetto, in modo da togliersi un po’ di soddisfazioni contro altri giocatori. Ovviamente ha una trama sviluppata sette mesi dopo ciò che avvenne nel primo capitolo, che va gustata sia in singolo che in compagnia dei propri amici. Questa tipologia di gioco nasce però per essere giocata con altre persone.

Spero che quest’anteprima possa avervi dato le giuste informazioni e che possa avervi tolto qualche dubbio. Per qualsiasi informazione aggiuntiva date un’occhiata al sito ufficiale. Ci vediamo a Washington agente!

The Division 2 sarà disponibile il 15 marzo 2019 per PlayStation 4, Xbox one e PC al prezzo di 59.99€ nella sua forma standard.

E tu hai provato la Closed e l’Open Beta di The Division 2? Cosa ti aspetti da questo gioco? Fammelo sapere nei commenti, ti aspetto!

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