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Tamarin – la recensione di uno shooter platform in terza persona

Scopriamo assieme come Tamarin, il nuovo platform/sparatutto in terza persona dei ragazzi di Chameleon Games, si comporta su PlayStation 4 Pro

Tamarin è un platform anomalo, unisce sezioni platform in stile Donkey Kong Country e fasi da sparatutto in terza persona. Riuscirà questa insolita combinazione ad essere vincente?

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Tamarin è uno sparatutto platform in terza persona prodotto da Chameleon Games, a questo titolo profondamente nostalgico hanno contribuito sviluppatori che hanno lavorato in RARE ai tempi d’oro del genere platform, quando nomi immortali quali Donkey Kong Country, Banjo & Kazooie e Conker occupavano le nostre console e i nostri cuori.

Negli ultimi anni tra le grandi produzioni AAA sono praticamente assenti i giochi platform ma c’è senza dubbio ancora posto per questo genere che sta vedendo una nuova luce tra le produzioni indipendenti, ed è proprio qui che si colloca Tamarin che, seppur evidentemente e fortemente ispirato dalle produzioni RARE citate sopra, sceglie un tipo di gameplay misto tra platform e sparatutto davvero singolare e, purtroppo, non riuscitissimo.

Un esercito di insetti alla conquista del mondo (no, non è ambientato in Italia ad agosto)

Tamarin propone una trama molto semplice – e vagamente nonsense – che giustifica blandamente l’avventura che intraprenderai con la graziosa scimmietta protagonista. Un giorno come un altro in relax e quiete nella bella foresta nel mondo di Tamarin si tramuta in una fuga disperata a causa di un esercito di insetti armati fino ai denti con le peggiori armi da fuoco immaginabili – sì, hai letto bene – che vogliono devastare l’idillio della natura. Toccherà alla piccola scimmietta il compito di imbracciare a sua volta le armi e respingere l’esercito degli invasori di insetti antropomorfi.

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Non mi aspettavo nulla di più articolato per un titolo del genere, i platform sono spesso caratterizzati da trame semplici per giustificare le azioni del protagonista e immergerci il più in fretta possibile a capofitto nell’azione.

Fin da subito, soprattutto se giocato nella versione enhanced per PlayStation 4 Pro, ci si accorge che graficamente il titolo risulta molto curato. Il design della scimmietta e i suoi dettagli sono molto piacevoli, come anche il paesaggio, l’erba e gli effetti di luce. Tuttavia, purtroppo anche questo accade già nei primi minuti di gioco, ci si rende conto che gli ambienti dei vari livelli risultano estremamente simili e con moltissimi asset riutilizzati all’infinito.

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Sebbene il colpo d’occhio sia notevole, considerato in particolare che si tratta di una produzione indipendente, ci si rende conto che l’ottimo lavoro svolto sulla grafica viene impoverito dalla vuotezza degli ambienti e dalla sensazione di trovarsi praticamente per tutto il gioco nello stesso posto.  Va anche sottolineato che alcuni modelli sono più curati di altri, il che fa pensare che si poteva veramente fare di più.

Salta e spara? No, o salti o spari.

Abbiamo già detto che a livello di gameplay è stata fatta una scelta decisamente insolita: combinare elementi platform a uno sparatutto in terza persona, o perlomeno così sembrava.

La realtà è che in Tamarin esistono 2 fasi ben distinte, una platform in cui non abbiamo la possibilità di utilizzare le armi da fuoco e una shooter in cui l’unico salto disponibile resta quello base. Di conseguenza anche il level design è molto differente a seconda della fase che stiamo giocando, durante le fasi di shooter il livello si “appiattisce”, non richiede nessun momento platform ma solamente l’eliminazione dei nemici. Alla stessa maniera durante le fasi platform non si possono utilizzare le armi da fuoco ma solamente saltare e rotolare addosso agli insetti nemici.

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Personalmente ho ritenuto questa scelta un’occasione sprecata grazie al quale gli sviluppatori avrebbero potuto creare un titolo realmente ibrido tra i due generi ma, a conti fatti è come se Tamarin fosse diviso in due giochi: un platform discreto e, purtroppo, uno shooter mediocre.

Sebbene il level design non sia eccellente, le fasi platform sono divertenti e ben fatte, ad eccezione dei momenti in cui, vicini ad una sporgenza, è sufficiente premere R2 per saltare automaticamente a destinazione, cosa fortemente anti-platforming.

Lo stesso non si può dire delle fasi sparatutto, per quanto in un primo momento possa risultare divertente, ci si rende presto conto che il sistema di shooting è poco preciso e abbastanza legnoso, sebbene ci sia la possibilità di lockare il nemico con L2. Alcuni insetti più piccoli una volta lockati riempiranno il quadrante posizionandosi in serie e sarà necessario utilizzare la levetta analogica per direzionare il mirino all’interno del quadrante di aggancio del nemico, probabilmente la meccanica più interessante delle fasi di shooting.

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Non convince per nulla l’intelligenza artificiale dei nemici, le formiche armate di Tamarin sarebbero degli ottimi stormtrooper di Star Wars, sembra che un colpo ogni tre o quattro sia davvero rivolto contro di noi mentre i restanti sono direzionati chissà dove dalla demenza artificiale delle formiche soldato.

Va comunque sottolineato che queste fasi non sono esageratamente terribili e in alcuni casi possono anche risultare divertenti, tuttavia era senza dubbio necessaria una maggiore cura del sistema di mira e del comportamento dei nemici.

La colonna sonora è il piatto forte di Tamarin

Abbiamo parlato del level design, dei dettagli delle texture e della resa grafica ma non ancora del comparto audio. Elemento fondamentale in grado di risollevare questo insolito titolo, la colonna sonora è splendida e suggestiva e rende più lieto giocare a Tamarin. Il merito delle bellissime musiche va riconosciuto a David Wise, compositore degli intramontabili Donkey Kong Country e Starfox Adventures.

Dal punto di vista tecnico non c’è molto da dire, durante la mia partita non ho riscontrato nessun tipo di bug e il gioco, su PlayStation 4 Pro in versione enhanced, è stato ottimizzato molto bene ed è stabile in ogni situazione.

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Il titolo mi ha richiesto circa cinque ore per essere completato, durata che aumenta in caso tu voglia salvare tutti gli uccellini e fare incetta di tutti i collezionabili, non eccessivamente longevo ma nemmeno troppo corto. Tamarin non è disponibile in lingua italiana ma una conoscenza elementare della lingua inglese sarà più che sufficiente, soprattutto dato che la storia è davvero marginale e semplice.

Tamari non è un brutto gioco ma si poteva senza dubbio fare molto di più, forse una miscela più organica delle due tipologie di gameplay avrebbe dato un tocco in più a questo titolo, come anche un miglioramento al level design e un arricchimento dei paesaggi.

Tamarin è già disponibile disponibile su PlayStation 4 in versione digitale e su Steam al prezzo di 39,99 €.

Il gioco è graficamente molto bello da vedere

La colonna sonora è splendida

Il gameplay misto è interessante ma...

Il level design non è soddisfacente

Gli ambienti sono spogli e con asset fortemente ripetuti

...non convince fino in fondo

Platinare Tamarin non sarà una impresa difficile, a patto di avere la pazienza di recuperare i collezionabili e salvare tutti gli uccellini durante il gioco

Grafica
65
Sonoro
85
Longevità
65
Impatto
60
Voto
VOTA
1

Tamarin è un misto tra shooter in terza persona e platform ma forse sarebbe stato meglio concentrare tutti gli sforzi su un genere e affinare il gameplay. Graficamente il gioco risulta molto bello, specialmente su PlayStation 4 Pro, tuttavia gli ambienti sono spogli e ricchi di asset ripetuti, anche il level design lascia abbastanza a desiderare. L’eccellente colonna sonora prodotta dal compositore delle musiche del mitico Donkey Kong Country rende più piacevole l’esperienza che in generale fatica a ingranare. Il titolo risulta comunque abbastanza piacevole da giocare ed è consigliato prevalentemente agli amanti delle vecchie glorie targate RARE.

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Miei

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