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Super Smash Bros. Ultimate, coronavirus: Masahiro Sakurai opta per il telelavoro

Dopo aver a lungo titubato, Masahiro Sakurai gioca l’asso pigliatutto contro il coronavirus: la direzione dei lavori a Super Smash Bros. Ultimate si svolgerà tramite telelavoro

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Parliamo nuovamente – come chiunque altro, del resto – di coronavirus: come abbiamo ricordato nel nostro ultimo articolo su Animal Crossing, l’epidemia sta rappresentando un notevole ostacolo per lo sviluppo dei contenuti DLC di Super Smash Bros. Ultimate. Ripiegando su un personaggio first-party per il Fighters Pass 2, ovvero un rappresentante di ARMS, Masahiro Sakurai ha essenzialmente confermato di aver dovuto mandare all’aria ogni piano di contattare i publisher, portando i fan a chiedersi: perché non optare per il telelavoro? Per la gioia dei più impazienti e/o apprensivi di noi, Sakurai l’ha fatto.

Il telelavoro si unisce alla lotta (al coronavirus)!

A darcene la notizia è stato Masahiro Sakurai stesso con un tweet, nel quale ci ha informato che per arginare ogni rischio di contagio da coronavirus si occuperà dello sviluppo di Super Smash Bros. Ultimate mediante telelavoro.

Naturalmente, vista la fame di notizie che sta facendo borbottare lo stomaco di tutti i giocatori di Super Smash Bros. Ultimate, unita all’apprensione che lo stacanovismo di Masahiro Sakurai ha alimentato nei fan, le traduzioni non hanno tardato ad arrivare. Due diversi traduttori, Robert Sephazon e il caro vecchio PushDustIn, hanno dato altrettante traduzioni per il tweet, ed entrambe coincidono: il telelavoro sarà la chiave di Masahiro Sakurai per arginare il coronavirus.

In entrambe le traduzioni emerge l’encomiabile determinazione di Masahiro Sakurai nel rendere Super Smash Bros. Ultimate un prodotto di costante qualità. La comunicazione sul telelavoro è traducibile in lingua nostrana come segue:

Inizierò da ora a lavorare da casa. In pratica, supervisionerò il progetto da lontano. Super Smash Bros. Ultimate continua a necessitare della più totale segretezza, e pertanto il telelavoro potrebbe non essere la più semplice delle opzioni. Comunque, la situazione [comportata dal coronavirus] non ci lascia altra scelta: se c’è un momento in cui va fatto, è proprio ora. Forza, rimbocchiamoci le maniche e ne usciremo tutti insieme!

Casa dolce casa

Al momento, sette delle prefetture giapponesi attendono l’annuncio dello stato di emergenza, tra cui alcuni punti nevralgici dell’industria videoludica come Tokyo, Osaka e Fukuoka. Sono risultati positivi al coronavirus anche dei dipendenti di Capcom, che potrebbe essere il misterioso publisher a cui Masahiro Sakurai ha alluso nella sua rubrica di Famitsu. Non possiamo dire con certezza cosa ciò comporti per lo sviluppo di Super Smash Bros. Ultimate, a causa della gestione nebulosa dell’emergenza.

Super Smash Bros. Ultimate, coronavirus: Masahiro Sakurai opta per il telelavoro
Siamo curiosi di vedere quali frutti darà il lavoro da casa da parte di Masahiro Sakurai

Il Giappone infatti non può imporre il lockdown come è successo in altre nazioni (compresa la nostra stessa Italia per i motivi che ben conosciamo). Starà invece ai governatori locali ricevere poteri aggiuntivi (ma limitati) per richiedere, in base alla gravità del coronavirus, il telelavoro ad ogni forma di business al di fuori dei produttori di beni di prima necessità. La cosa potrebbe dunque non riguardare solo Super Smash Bros. Ultimate, e potremmo aspettarci che molti team di sviluppo seguiranno a ruota questo esempio.

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