Una cartuccia di Super Mario Bros./Duck Hunt per NES, appartenente a un lotto che secondo la sua storia di provenienza avrebbe dovuto essere smaltito per recuperarne l’oro, è stata venduta per 12.200 dollari. Non si tratta di una copia qualsiasi: fa parte di 97 esemplari nuovi e mai circolati di una variante produttiva rimasta sconosciuta ai collezionisti per oltre trent’anni.
Il risultato dell’asta del 9 settembre 2026 dà un nuovo capitolo a una storia emersa questa estate e raccontata in prima persona da Jason Ganos di Nintendo Wire. La parte più interessante non è soltanto il prezzo: è il modo in cui una delle cartucce NES più comuni di sempre ha finito per nascondere una variante mai documentata.

Una scatola dimenticata con 97 cartucce intatte
La scoperta nasce nel negozio retro OneStopWonders di Waukesha, nel Wisconsin. Il proprietario Kevin Braun aveva acquistato anni prima una scatola proveniente, secondo il racconto tramandato al momento della vendita, dalla famiglia di un uomo che gestiva un servizio di recupero di metalli preziosi. Quel tipo di attività smontava vecchi circuiti per recuperare anche l’oro presente nei contatti.
La scatola avrebbe dovuto seguire la stessa strada, ma rimase invece in un garage per più di vent’anni e poi nel deposito del negozio. Quando Ganos la aprì trovò 97 copie nuove di Super Mario Bros./Duck Hunt, ciascuna ancora nella propria busta e accompagnata dal manuale.
Un’etichetta sulla confezione indicava una quantità originaria di 100 pezzi e la descrizione “Mario – Hunt Remanufactured NES”, con data di spedizione del 19 dicembre 1995. Tre cartucce, quindi, erano scomparse dalla scatola prima del ritrovamento.
Perché queste copie di Super Mario Bros./Duck Hunt sono diverse
All’inizio Braun pensava di vendere le cartucce per circa 10-15 dollari l’una. L’analisi dei dettagli fisici ha cambiato completamente il quadro. Etichetta posteriore, codici di produzione e manuale non coincidevano con le varianti già catalogate dagli appassionati.

I codici indicano una produzione nel 1993, molto tarda rispetto ai bundle NES più conosciuti che includevano Super Mario Bros. e Duck Hunt. Anche il retro multilingue e alcune differenze nel testo del manuale non risultavano documentati. Ganos e altri collezionisti hanno quindi identificato il lotto come una variante produttiva fino ad allora sconosciuta.
Resta invece aperto il motivo per cui Nintendo abbia prodotto queste unità così tardi. Tra le ipotesi considerate ci sono stock destinati a riparazioni e sistemi ricondizionati oppure un bundle mai commercializzato. Non esiste, al momento, una spiegazione definitiva.
Cinque cartucce hanno ricevuto il voto PSA 10
Le 97 cartucce sono state portate a PSA per autenticazione e valutazione. Alla fine cinque esemplari hanno ottenuto PSA 10, il punteggio massimo. Nintendo Wire ha indicato il risultato come il primo PSA 10 assegnato a una cartuccia NES.
Una di quelle cinque copie è poi arrivata all’asta. Secondo il resoconto pubblicato il 18 settembre dal Milwaukee Journal Sentinel, l’esemplare PSA 10 ha chiuso il 9 settembre con un’offerta vincente di 10.000 dollari e un prezzo finale, comprensivo della commissione dell’acquirente, di 12.200 dollari. Le altre due cartucce messe in vendita nello stesso gruppo, valutate PSA 9.8 e PSA 9.6, hanno raggiunto rispettivamente 3.752 e 2.562 dollari.
Il contrasto è notevole: pochi mesi prima il proprietario stava pensando di trattarle come normali copie usate da pochi dollari. La differenza non è il gioco in sé, ma la combinazione di provenienza, variante produttiva, conservazione e documentazione.
Il valore storico va oltre il prezzo d’asta
Super Mario Bros./Duck Hunt è uno dei simboli dell’epoca NES, ma proprio la sua enorme diffusione rende questa storia più interessante. Pensare che un prodotto stampato in quantità immense potesse conservare ancora nel 2026 una variante sconosciuta mostra quanto il retrogaming abbia ancora zone poco documentate.
Su iCrewPlay abbiamo già ripercorso la storia di Duck Hunt e del NES Zapper, una coppia che ha segnato l’immaginario della console. Per capire invece il contesto hardware e commerciale in cui nacquero queste cartucce puoi recuperare il nostro approfondimento sulla storia del Nintendo Entertainment System.
Il ritrovamento si collega anche a un fenomeno più ampio. Nel nostro speciale sui videogiochi più costosi e sulle varianti da collezione abbiamo visto come piccoli dettagli produttivi possano cambiare radicalmente il valore di un esemplare. Qui, però, il punto non è soltanto la cifra raggiunta: 97 oggetti destinati allo smaltimento hanno finito per conservare un frammento di storia Nintendo che nessun catalogo aveva ancora registrato.