Con Duck Hunt e Nes Zapper la stagione di caccia si è aperta

Correva l'anno 1984: Duck Hunt e la Zapper, nella loro versione per Famicom, invadevano il Giappone. Nel giro di tre anni la loro fama è cresciuta a dismisura conquistando nel 1985 gli USA e nel 1987 l'Europa nella versione di lancio del NES

Duck Hunt
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Questa settimana, per la rubrica Old But Gold, parleremo di un titolo e di un accessorio per NES (Nintendo Entertainment System) che hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione tecnologica per l’epoca in cui grazie a una console hanno fatto ingresso nelle case dei milioni di videogiocatori, grandi e piccini, che hanno avuto la fortuna di vivere in prima persona quell’epoca d’oro: Duck Hunt e la NES Zapper.

Duck Hunt e NES Zapper

Duck Hunt

Duck Hunt è un videogioco di genere sparatutto con light gun sviluppato e pubblicato per la prima volta in Giappone nell’aprile del 1984 per Famicom. Successivamente, nell’ottobre del 1985, Duck Hunt è stato rilasciato come gioco di lancio per il NES in Nord America e nell’agosto del 1987 fu incluso nel bundle di lancio del NES anche in Europa contenente la cartuccia con Super Mario Bros. e, appunto, Duck Hunt e la pistola NES Zapper necessaria per giocarlo. Lo scopo in Duck Hunt è abbattere quante più anatre possibili con il minor numero di colpi e ottenere così il maggior numero di punti. A seconda della modalità di gioco selezionata all’inizio, le anatre possono apparire sullo schermo una o due alla volta e il giocatore deve sparargli utilizzando la NES Zapper. Duck Hunt fu creato dalla Nintendo Research & Development 1, il team veterano di Nintendo artefice anche dell’invenzione della pistola NES Zapper usata per il gioco.

Modalità di gioco

In Duck Hunt il giocatore utilizza la NES Zapper, che deve essere collegata alla console NES, per cercare di abbattere le anatre o i piattelli del tiro al volo finché sono ancora a mezz’aria. Il gioco prevede tre diverse modalità che si differenziano a seconda del tipo e del numero dei bersagli ai quali il giocatore deve sparare: un’anatra, due anatre alla volta oppure i piattelli del tiro al volo. Questi ultimi sono molto più piccoli delle anatre e nei livelli più avanzati richiedono una maggiore mira e prontezza di riflessi per essere colpiti in quanto vengono lanciati con sempre maggior potenza muovendosi sullo schermo con sempre maggiore velocità.

Nella modalità più conosciuta e giocata, ovvero quella in cui bisogna sparare alle anatre, il gioco inizia con il cane da caccia che salta nell’erba per spaventarle. Per colpire le anatre il giocatore può contare solamente su tre proiettili per ogni anatra avendo a disposizione un tempo limitato per colpirle prima che volino via: i proiettili non utilizzati verranno conteggiati alla fine di ogni round per ottenere dei punti extra. Anatre di colore diverso si muovono con percorsi diversi e con diversa velocità. Alla fine di ogni round il cane raccoglierà l’anatra o le anitre abbattute e ce le mostrerà felice e contento ma se avremo sbagliato il colpo e i volatili saranno riusciti a volare via vivi e vegeti il cane sghignazzerà prendendoci in giro: proprio a causa di questa risatina di scherno il cane di Duck Hunt viene ricordato come uno dei personaggi più odiati nel mondo dei videogiochi. Il gioco prevede solamente la modalità single player in quanto a giocare è l’unico giocatore che in quel momento utilizza la NES Zapper ma un secondo giocatore può in qualche modo influire sul gioco inserendo nell’apposita porta il normale controller del NES e con i tasti direzionali controllare la direzione del volo dell’anatra (solamente nella modalità con un’anatra alla volta).

Bug

Duck Hunt non riesce a gestire correttamente il superamento del livello finale. Dopo aver sudato sette camicie per superare il livello 99 il giocatore avanza al livello 0: sullo schermo appare il fido cane che inizia a sghignazzare tra l’erba alta e svariate anatre iniziano a volare in ordine sparso, impossibili da colpire. Questo accade alcune volte finché non compare, laconica, la classica scritta Game Over.

Curiosità

  • Prima della versione per NES, la Nintendo aveva prodotto un altro Duck Hunt giocabile con il Laser Clay Shooting System il quale venne distribuito nel 1976 e sul quale si possono trovare su YouTube alcuni video davvero interessanti per gli amanti del retrogaming.

  • Duck Hunt uscì anche come gioco arcade nel 1984.
  • Il cane di Duck Hunt, accompagnato in volo da una delle anatre, compare come personaggio giocabile in Super Smash Bros. per Nintendo 3DS e Wii U con uno stage dedicato al gioco compreso in entrambe le versioni: la strana coppia è conosciuta come Duo Duck Hunt.
  • Il cane di Duck Hunt compare anche nel gioco per NES Barker Bill’s Trick Shooting, anch’esso sparatutto per NES Zapper, nella modalità Balloon Saloon: colpendolo il giocatore perde una vita.
  • A Duck Hunt è ispirato il gioco horror in realtà virtuale Duck Season nel quale il cane di Duck Hunt viene rappresentato come un essere demoniaco il cui scopo è uccidere i bambini e le loro famiglie.

NES Zapper

Nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza quella piccola rivoluzione tecnologica e di costume costituita dalla NES Zapper. La Zapper è una pistola ottica progettata per il Famicom, la versione giapponese del NES, e lanciata dapprima nel mercato nipponico nel febbraio del 1984 e successivamente nel mercato statunitense ed europeo assieme al NES rispettivamente nel 1985 e nel 1987 diventanto appunto NES Zapper. La NES Zapper permette ai giocatori di mirare allo schermo del televisore e colpire gli oggetti o i personaggi del videogioco. La versione giapponese consisteva in una imitazione realistica di una revolver ma sbarcata negli Stati Uniti fu modificata fino ad assomigliare a una pistola futuristica intonata al design del NES. Le prime NES Zapper erano di colore grigio ma più tardi il loro colore fu cambiato in arancione a seguito dell’emanazione di nuove leggi statunitensi che proibivano alle armi giocattolo di assomigliare anche solo lontanamente a quelle vere.

Cenni storici

In verità, le prime pistole ottiche vennero create negli anni trenta anche se la loro tecnologia era decisamente diversa e meno avanzata rispetto a quella della NES Zapper: le prime pistole ottiche si basavano sull’uso delle valvole dotate di sensibilità alle fonti di luce. Venivano usate in giochi meccanici come il Seeburg Ray-O-Lite in cui erano presenti dei bersagli dotati di una valvola e un’arma finta (di solito un fucile) che emetteva un raggio di luce (luce vera, visibile all’occhio umano) quando veniva premuto il grilletto. Se la valvola fotosensibile rilevava la luce prodotta dalla valvola dell’arma giocattolo veniva segnato un punto. Nella NES Zapper, invece, nessuna luce visibile all’occhio umano viene emessa bensì il tutto è digitalizzato e gestito da un microprocessore. All’inizio degli anni ’80 l’utilizzo della light gun nei videogiochi venne tipicamente correlata ai videogiochi arcade; tra la metà degli anni ottanta e la metà dei novanta le light gun hanno conosciuto un vero e proprio boom di popolarità nel mercato delle console allorquando Nintendo e Sega hanno prodotto e commercializzato questo tipo di periferica come accessorio per NES e Sega Master System prima, Super Nintendo e Sega Mega Drive dopo.

Come funziona?

La Zapper ha un grilletto, che per essere premuto richiede in verità una certa forza tant’è che ricordo ancora quanto da piccolo dopo un’ora di Duck Hunt mi facesse male la mano, quando il grilletto viene premuto la schermata del gioco diventa completamente nera per un fotogramma della durata di una frazione di secondo poi, per un altro fotogramma, il software del gioco disegna un rettangolo bianco intorno alla zona del bersaglio al quale si suppone il giocatore stesse sparando. In questo modo il fotodiodo (un particolare tipo di diodo che funziona come sensore ottico) posto all’interno della canna della NES Zapper può rilevare la differenza di luminosità e inviare un segnale alla CPU (Central Processing Unit o microprocessore) del NES che rileverà se il bersaglio è stato colpito oppure no: un vuoto seguito da un picco di luminosità segnala alla CPU del NES che il colpo è andato a segno. Tutto ciò avviene nell’arco di una frazione di secondo e in modo quasi impercettibile al giocatore.

Ritorno al futuro

Un doppio senso voluto in quanto se è vero che nel secondo film della trilogia di Ritorno al Futuro Marty McFly utilizza la pistola ottica per giocare a Wild Gunman, sviluppato e pubblicato da Nintendo nel 1984 proprio per il NES, è altrettanto vero che al CES (Consumer Electronics Show) 2019 di Las Vegas è stata lanciata la Hyper Blaster, la pistola ottica che permette di giocare a Duck Hunt, e a tutti gli altri titoli per NES Zapper, anche sui moderni televisori ad alta definizione. La tecnologia della NES Zapper, infatti, è stata studiata e progettata per funzionare con i televisori a tubo catodico e non funziona in alcuna maniera su un televisore che non sia di quel tipo; la Hyper Blaster funziona invece con gli odierni televisori a schermo piatto: è sufficiente collegarla al NES per poter giocare a Duck Hunt e agli titoli per NES Zapper sui televisori odierni.

In definitiva, la NES Zapper e Duck Hunt hanno dato origine a un vero e proprio genere di videogiochi ovvero gli sparatutto con light gun. Grazie a loro si è potuta realizzare una rivoluzione tecnologica e di costume che ci ha permesso di giocare titoli del calibro di Wild Gunman (1984), Hogan’s Alley (1984), Gumshoe (1986), Operation Wolf (1987), Freedom Force (1988), Barker Bill’s Trick Shooting (1990), Mad Dog McCree (1990) e altri ancora. Grazie mamma Nintendo, grazie di cuore.

Quanti di voi hanno iniziato la loro storia d’amore con i videogames giocando a Duck Hunt e Super Mario Bros., che erano all’interno della stessa cartuccia, per NES? Quanti di voi ricordano i dolori alla mano dopo ore passate a sparare con la NES Zapper? Raccontaci le tue memorie commentando qui sotto.

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