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Starpoint Gemini 3: la nostra recensione

Una nuova vita ti attende nelle colonie Extra-Mondo. Un'occasione per ricominciare in un Eldorado di nuove possibilità e di avventure

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Il franchise Starpoint Gemini ritorna in auge con il terzo capitolo della serie, a sei anni di distanza dal suo riuscito predecessore.
Non farti scoraggiare se non hai giocato i primi due giochi, in quanto non ci sono particolari trame da recuperare.
Starpoint Gemini 3 è un videogioco di combattimento spaziale con elementi ruolistici sviluppato dalla software house croata LGM Games, e per certi versi si allontana molto da Warlord: piuttosto che continuare lungo il percorso della strategia 4X leggera e della gestione della flotta, il nuovo gioco ti metterà direttamente nella cabina di pilotaggio di navi più piccole.
Potrai inoltre incontrare i vari personaggi della storia faccia a faccia, sia sui pianeti che nelle stazioni spaziali. È un cambiamento piuttosto significativo per la saga, considerando che ha avuto un gameplay in gran parte impersonale fino ad ora.

Starpoint Gemini 3 segue le avventure del capitano Jonathan Bold. Ci ritroveremo subito al comando di una piccola nave, la quale è gestita da ADAH, l’intelligenza artificiale di bordo, per nulla accomodante nei confronti del protagonista. Scopriremo nelle prime sequenze di gioco che, dietro l’atteggiamento da spaccone, si cela la persona più ricercata della galassia. Bold infatti è uno dei quattro eredi sopravvissuti del clan Thomas, famiglia un tempo estremamente ricca e potente. In quanto tali, questi sopravvissuti sono molto ricercati per essere utilizzati come strumenti nelle mani delle fazioni che si contendono il potere. Il primo combattimento ci vedrà fronteggiare una piccola flotta di mercenari, inviati da una donna che vuole a tutti i costi sposarci, e poter così vantare una discendenza importante.

starpoint gemini 3 bold

Starpoint Gemini 3: ovvero cosa faremmo se avessimo una astronave tutta nostra ed un carattere guascone

Il nostro baldanzoso eroe decide che per il momento il matrimonio non è nei suoi immediati progetti di vita, e si svincola dal combattimento il più velocemente possibile, finendo però per rubare una nave di proprietà di una megacorporazione. Questo ci renderà dei ricercati: è a questo punto che la storia ha veramente inizio.
La campagna, ad oggi, è molto breve (3-4 ore al massimo), e sicuramente non rappresenta il pezzo forte del gioco, che resta appannaggio del completo free roaming tra i sistemi, con la libertà di fare praticamente ogni cosa ci venga in mente con la nostra astronave.

Si ha l’impressione che la campagna sia stata buttata lì un po’ a caso, senza un vero motivo. Senz’altro è utile per familiarizzare con le meccaniche del gioco, accumulare conoscenze e sentirti un po’ meno spaesato all’inizio. Ma più che altro appare come un grande tutorial, asettico ed inutile per giocatori già un po’ navigati. La storia resta fondamentalmente un rumore di fondo che ti dà una vaga ragione per andare da A a B, punteggiato dai dialoghi piccati tra il capitano fanfarone e la sua saggia assistente, che lo mette in riga (un clichè fin troppo sfruttato per risultare ancora gradevole). È nella libertà di gioco e nei suoi combattimenti frenetici che Starpoint Gemini 3 mostra davvero le sue qualità: non è così complesso come alcuni dei suoi rivali, ti permette di giocare divertendoti e senza particolari pensieri, il che rende l’esperienza sorprendentemente rilassante e gradevole.

Starpoint Gemini combattimenti

Il Capitano Bold (anche sulla scelta del nome si potrebbe discutere) risulta essere inesorabilmente antipatico e irritante, sicuramente qualcuno che eviteresti di conoscere ed avere a che fare. La maggior parte dei dialoghi tra lui, i capitani rivali e l’IA della nave sono battute di spirito e frasi da duro, ma il risultato che ne esce è diametralmente opposto all’obiettivo iniziale. Una campagna in singleplayer scialba come questa, avrebbe potuto riscattarsi ed essere almeno passabile, se il protagonista fosse stato meno sgradevole.

Questo, combinato con modelli di personaggi datati e filmati goffi e artificiosi, offre una campagna che in realtà non rende giustizia al mondo di Starpoint Gemini. Un altro aspetto negativo è la mancanza di un lore vero e proprio in-game, dato che per avere qualche info supplementare sull’universo di gioco (le fazioni, gli scafi, le armi) bisogna necessariamente affidarsi alla gamepedia online.

Sandbox: il vero punto di forza

Al di fuori della modalità storia, c’è davvero molto divertimento. Affrontare le navi nemiche è bello e diretto, senza particolari tatticismi, ma solo tanto fegato e riflessi, in un modo che mi ha ricordato molto i titoli della saga Ace Combat. La visuale funziona bene sia in cabina di pilotaggio che in terza persona e a livello audiovisivo è perfettamente soddisfacente ed adatto alle varie situazioni.

I giocatori duri e puri magari potrebbero preferire qualcosa di un po’ più complesso, ma Starpoint Gemini 3 offre una esperienza di gioco dinamica e leggera, quasi arcade. Naturalmente gli aspetti più gestionali non mancheranno, con la possibilità di esplorare lo spazio come vogliamo, raccogliere le risorse, commerciare, aggiornare la tua nave e selezionare le varie missioni per ottenere ricompense.

Starpoint Gemini plancia

Le missioni da portare a termine potrebbero avere quel senso di “già visto” per i giocatori abituati a questo genere di giochi, soprattutto per coloro i quali abbiano già giocato ai precedenti capitoli della saga: fondamentalmente correrai da una parte all’altra dello spazio, abbatterai un numero di navicelle nemiche e ti farai strada verso il successo. Il brivido di esplorare la galassia e sopravvivere alle battaglie più disperate dove le probabilità erano tutte contro di noi, rende gradevole il ​​gioco per un po’, anche se una certa ripetitività nelle meccaniche può far perdere quella brillantezza iniziale man mano che si procede nell’avventura.

Conclusioni

Starpoint Gemini 3 non è un titolo che ti catturerà fin dall’inizio, soprattutto se decidi di iniziare con la campagnaTi verrà in gran parte lasciato a te il compito di trovare il modo di divertirti in un bellissimo sandbox che, a seconda dei gusti, può sembrare paradisiaca per alcuni e noiosa per altri. Nonostante le evidenti lacune della campagna principale, e soprattutto della caratterizzazione del protagonista, credo fortemente che i ragazzi di Little Green Men Games abbiano creato un universo meraviglioso e facilmente accessibile con molto da offrire, a chi sa cercare. Non mi stupirei se ulteriori sviluppo del gioco, o magari mod ad hoc, miglioreranno questo aspetto.

Grafica leggera e molto buona, meccaniche da arcade ottime. Presenta una campagna poco avvincente, con un protagonista odioso, con il quale è difficile riuscire anche solo a simpatizzare, figurarsi immedesimarcisi. Sistema di crafting ben strutturato, Il livello di sfida alle difficoltà più alte è decisamente impegnativo.
La vera qualità di questo gioco è l’immenso sandbox.

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Scheda confidenziale su Starpoint Gemini 3

La trama segue le avventure del capitano Jonathan Bold. Ci troveremo al comando di una piccola nave gestita da un’intelligenza artificiale chiamata ADAH. Bold è uno dei quattro eredi sopravvissuti del clan Thomas, una famiglia estremamente ricca e potente, i cui sopravvissuti sono molto appetiti dalle varie fazioni in gioco.

Cosa mi piace

  • Gameplay diretto
  • Battaglie frenetiche
  • Comparto audio-video
  • requisiti di sistema abbordabili

Cosa non mi piace

  • Storia principale breve
  • Protagonista irritante
  • Dialoghi banali
  • Manca il doppiaggio in italiano

70

Grafica

70

Impatto

60

Longevità

80

Sonoro

In fase di implementazione

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