Spacebase Startopia

Spacebase Startopia – La recensione per Nintendo Switch

Il ritorno del gestionale spaziale dove l'ironia è la vera anima del titolo

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Spacebase Startopia è il ritorno di un grande classico dei primissimi anni duemila (2001 per essere precisi), un ibrido tra gestionale e strategico con un pizzico di meccaniche RTS che arricchisce in modo piacevole l’esperienza di gioco.

Il titolo di Realmforge, edito da Kalypso Media, potrebbe essere definito un remake/sequel del capitolo originale, in quanto alcune caratteristiche di gameplay sono rimaste simili al passato, ma con qualche novità piuttosto interessante.

Inoltre cerca di recuperare l’ispirazione ironica che rese famoso il capitolo del 2001 e che potremmo definire una parte fondamentale del titolo, il quale ci strapperà una risata più di quanto si possa immaginare, in pieno stile “Guida intergalattica per autostoppisti”.

Nel complesso è risultato un buon lavoro, ma non del tutto soddisfacente per i motivi che illustrerò nel corso della recensione di Spacebase Startopia per la console di Nintendo.

Spacebase Startopia
Si lavora a Startopia, ma non solo

Ridiamo vita alla stazione spaziale

Dopo 17 anni di abbandono, l’Intelligenza Artificiale VAL ci nomina Comandante della stazione spaziale, poiché unica forma di vita a base di carbonio che vive nel Settore. Il nostro compito sarà quello di ridare lustro a Startopia e creare un porto sicuro per le altre razze aliene e così realizzare il nostro piano di miglioramento globale.

La modalità principale del gioco è la campagna, composta da 10 missioni, ognuna con obiettivi diversi da raggiungere (dallo scoprire diverse tecnologie, a curare un certo numero di visitatori oppure arrestarne una parte).

Naturalmente non può mancare il tutorial, molto utile per capire i meccanismi essenziali del gioco, anche se a mio avviso troppo lungo e lento, ma comunque necessario. Inoltre è possibile scegliere una modalità sandbox, nella quale potremo operare in totale libertà oppure dedicarsi a partite online.

La nostra stazione spaziale ha una forma circolare ed è composta da tre ponti: Sottoponte, Divertiponte e Bioponte. Ognuno di essi ha delle funzionalità specifiche che ci serviranno nel corso della nostra campagna per rendere la nostra stazione un vero paradiso per i visitatori alieni.

Il Sottoponte è il cuore nevralgico dell’intero sistema. Qui vengono costruiti i servizi essenziali, come fabbriche, laboratori, centri di riciclaggio e così via, fondamentali per far funzionare l’intera stazione spaziale.

Il Divertiponte, come intuibile dalla parola stessa, è dedicato a tutte le attività di intrattenimento. Qui verranno costruite sale giochi, discoteche, caffè molto particolari a tema gatti spaziali e tanto altro, che serviranno a far spendere energia (la valuta del gioco) ai visitatori.

Il Bioponte invece è molto particolare. Si tratta di una sorta di serra dove poter ricreare diversi biomi, come Tundra, Savana, Foresta Pluviale, ma anche cose più particolari come il Terreno Lunare.

Questi biomi, non solo saranno utili per far felici i visitatori, che così potranno trovare una parte della loro terra d’origine, ma serviranno soprattutto per produrre risorse (cibo, medicinali, minerali) utili per le attività del Sottoponte. Per esempio i medicinali saranno fondamentali per l’infermeria, mentre i minerali per le fabbriche.

Come detto, la moneta di gioco è l’energia, una moneta universale che gli alieni spenderanno per usufruire dei servizi offerti da Startopia. Questa energia ci servirà per costruire e far funzionare ogni cosa all’interno della base spaziale.

Spacebase Startopia Divertiponte
Locali alternativi qui a Startopia

Come funziona Spacebase Startopia

Ogni partita inizia con i tre ponti totalmente vuoti. Si parte dal Sottoponte nel quale dovremo iniziare a costruire le attività essenziali, prime fa tutte l’ostello. In questa struttura i visitatori troveranno riposo, cibo e igiene, fondamentali per tenere alto il loro umore. Per le costruzioni si può scegliere tra progetti predefiniti oppure usare la nostra immaginazione.

A occuparsi della costruzione degli edifici ci penseranno i robot che sono preposti anche alla raccolta delle risorse prodotte dal Bioponte e alla pulizia e manutenzione della stazione. Purtroppo questi non potranno essere aumentati di numero, perciò è molto importante scegliere bene il posizionamento delle stazioni di ricarica, così che non debbano fare percorsi troppo lunghi.

Una volta costruiti gli edifici, questi avranno bisogno del personale necessario per funzionare. Ogni razza aliena ha una sua dote specifica che la rende adatta a un tipo di lavoro. Ad esempio i Telgor, simili a dei formichieri, lavorano alla stazione di riciclaggio, i Blattoidi al Centro Comunicazioni, le Driadi sul Bioponte e così via.

Spacebase Startopia Bioponte
Una panoramica perfetta del Bioponte, con diversi biomi e piante

Nelle assunzioni i valori importanti da vedere sono l’Impegno e l’Abilità del visitatore. Il primo indica per quanto tempo svolgerà il suo lavoro, prima di soddisfare i suoi bisogni (maggiore l’impegno, più a lungo lavorerà), mentre il secondo indica quanto l’alieno sia bravo nel suo lavoro (più alto il valore, più velocemente porterà a termine il proprio dovere).

In realtà questi valori non hanno così tanta influenza, poiché può essere compensata dal numero di assunzioni, il cui costo non andrà a minare mai la nostra riserva di energia. Personalmente parlando non mi è mai capitato di trovarmi in difficoltà, trovando il tutto fin troppo semplice.

Oltre all’energia, un’altra risorsa è il prestigio, che accumuleremo con il consenso degli alieni e che richiede la manutenzione costante della base. Queste due risorse combinate sono molto importanti per poter sbloccare le ricerche che ci consentiranno di migliorare le strutture e gli strumenti costruiti.

Durante le nostre sessioni di gioco in Spacebase Startopia non dovremo pensare solamente a gestire economicamente la base, ma ci sarà anche una componente strategica che riguarda la parte bellica del titolo. Una preziosa aggiunta è stato l’inserimento dei Mecha, non presenti nella precedente versione.

Spacebase Startopia
Meglio non farli arrabbiare

Difatti capiterà di dover affrontare minacce esterne e interne, il che rende il gameplay di Spacebase Startopia piuttosto frenetico per un gestionale. Può capitare che alcuni alieni causino sommosse all’interno della base, che qualcuno piazzi delle bombe pronte a esplodere oppure che dei parassiti invadano i ponti e chi più ne ha più ne metta.

VAL, l’intelligenza artificiale che ci accompagna con il suo umorismo pungente, sarà sempre al nostro fianco e ci farà sapere tutto quello che succede all’interno della stazione di Spacebase Startopia. Inoltre ci fornirà preziosi suggerimenti per migliorare il nostro lavoro.

Di per sé il titolo è semplice rispetto ad altri gestionali, ma non per questo noioso. Anzi, quando la stazione comincerà ad ampliarsi con l’apertura delle paratie ( per un totale di 8 per ponte) gestire il tutto diventerà piuttosto complicato, ma appagante. In più è possibile scegliere tra tre gradi di difficoltà: Cadetto, Comandante e Ammiraglio. Per chi è avvezzo al genere consiglierei di optare per quest’ultimo livello di difficoltà.

Stile grafico e resa tecnica

Spacebase Startopia si presenta con uno stile molto diverso rispetto al capitolo originale, il quale tendeva ad atmosfere più metallizzate e sci-fi. Questa nuova versione di Startopia è invece molto più cartoonesca. In un certo senso si avvicina molto allo stile di Blizzard, senza però raggiungerne la qualità.

Tutto è molto più colorato e morbido nelle forme, le quali su Nintendo Switch purtroppo perdono nitidezza con contorni non precisi e piuttosto spezzettati, soprattutto in versione portatile.

Le razze aliene di Spacebase Startopia risultano meno ispirate rispetto al predecessore, meno assurde e più “realistiche”, ma comunque piacevoli e coerenti nel character design con le mansioni da loro svolte.

Ho apprezzato molto la colonna sonora, che ricrea perfettamente un’atmosfera spaziale e divertente, tanto che è possibile acquistarla come pacchetto separato. Anche ogni ponte ha una musica dedicata che rispecchia in modo coerente l’ambiente: più rilassata nel Bioponte, quasi mistica, mentre frenetica nel Divertiponte.

Sicuramente questi tipo di titoli si prestano meglio su PC, ma le combinazioni di tasti risultano comode dopo un breve periodo di adattamento. Inoltre, proprio per evitare qualsiasi problema, le combinazioni sono sempre scritte sull’icona di riferimento, senza il rischio di dimenticarsele.

È da segnalare purtroppo che questa versione di Spacebase Startopia soffre di alcuni momenti di stuttering quando ci spostiamo velocemente all’interno della base. Inoltre l’input lag dei tasti per aprire alcuni menù di gioco è molto marcato, tanto che a volte sembrava che il gioco si fosse bloccato.

Questi problemi li ho riscontrati sia in modalità portatile che fissa, il che significa che non è stato fatto un buon lavoro di ottimizzazione che comunque può essere sempre risolto grazie a un aggiornamento, che speriamo arrivi presto. Inoltre avrei apprezzato che fosse stata inserita la possibilità di controllare la velocità di gioco, per accelerare i tempi morti.

Scheda confidenziale su Spacebase Startopia

L’Intelligenza Artificiale LAV ci nomina Comandante della stazione spaziale Startopia, con lo scopo di riportarla a lustro dopo 17 anni di abbandono. Dovremo ottenere clienti e far divertire i nostri visitatori extraterrestri che ci forniscono l’Energia sufficiente per i nostri piani di miglioramento globale.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

La versione Nintendo Switch non presenta trofei o obiettivi.

Grafica

65

Impatto

70

Longevità

75

Sonoro

75

Spacebase Startopia è un buon gestionale, adatto a neofiti e avvezzi al genere, ma che si porta appresso qualche semplificazione di troppo.

L’ironia spiccata e il gameplay sono ben confezionati, ma i problemi di ottimizzazione riscontrati su Nintendo Switch non sono da sottovalutare.

Rimane comunque un buon prodotto, realizzato da uno studio di sviluppo con esperienza alle spalle, ma che avrebbe potuto osare di più per il ritorno di un titolo del genere.

 

VOTO COMPLESSIVO

7

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