Sviluppato da Mighty Rabbit Studios e pubblicato da Limited Run Games, Rugrats: Retro Rewind Collection è una collection di sei giochi con ulteriori due varianti per un totale di otto esperienze videoludiche legate al mondo iconico e nostalgico dei Rugrats. Tra questi emerge Rugrats: Search for Reptar, titolo che ha saputo ritagliare il suo spazio sulla prima PlayStation e che in molti ricordano con grande affetto nonostante gli indiscutibili limiti e problemi tecnici. Ecco, tutto ciò e molto altro, torna su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!
Rugrats: Retro Rewind Collection una collection da analizzare a fondo
Rugrats: Retro Rewind Collection è una piccola sorpresa e il suo arrivo non può che far piacere. Bisogna però chiarire subito che quella che abbiamo tra le mani non è un remake o una remastered ma, come ormai di consuetudine in casa Limited Run Games e non solo, si tratta di una trasposizione fedele in chiave 1:1 dei titoli originali con tanto di console di riferimento. La trasposizione viene effettuata con lo scopo sia di preservare i titoli sia di provare a riadattarli su console moderna per rendere l’esperienza quanto più “attuale” possibile.
Inoltre, come ormai di prassi, sono stati aggiunti un sistema di menù inedito. Si tratta della possibilità manuale e opzionale di ritornare indietro di pochi secondi per evitare errori effettuati durante la partita. Sì, questo annulla quasi del tutto la difficoltà ma aiuta ad approcciarci a titoli che, e lo scopriremo, non sono invecchiati granché bene e dove la difficoltà è dovuta più a inciampi tecnici che al gioco in sé. Oltre a ciò, è presente per tutti i titoli anche la comoda possibilità di salvare la partita quando preferiamo.
Altra aggiunta di nota, è la presenza di filtri retrò, abbastanza standard, con cui poter rievocare ancor di più le atmosfere degli anni ‘90 con tanto di filtro tubo catodico o quello da console portatile. Infine, a confermare la natura archivistica del titolo, nonché elemento di pregio della collezione tutta, abbiamo un museo digitale con scansioni dei manuali e delle custodie (alcuni in condizioni discutibili) dei titoli originali e un lettore musicale che racchiude tutte le iconiche sonorità dei giochi della collection, tra cui la sigla immancabile ripresa dall’omonima serie televisiva.

Stabilita la natura della Rugrats: Retro Rewind Collection è bene andare a scoprirne il contenuto. Come anticipato, il gioco di punta per memoria storia e potenza identitaria, nonché per essere forse l’unico ad aver ripreso con efficacia le caratteristiche proprie della serie cartoon originale, è Rugrats: Search for Reptar. Si tratta del titolo originale in 32 bit per la prima PlayStation che vede il buon Tommy alla ricerca dei pezzi mancanti del puzzle di Reptar. Il gioco è datato 1998 e riprende alcuni episodi, scenari ed eventi della serie cartoon dei Rugrats.
Subito dopo, abbiamo The Rugrats Movie qui proposto in entrambe le sue versioni. La prima è quella per Game Boy pubblicata alla fine del 1998 e la seconda è quella per Game Boy Color pubblicata nel 1999. Come da titolo, è basato sull’omonimo film dei Rugrats trasportato in una sorta di tie-in platform in 2D. Ed è sempre su Game Boy Color che nasce il terzo titolo della Rugrats: Retro Rewind Collection, ossia Rugrats: Time Travelers. Originario del 1999, si tratta di un altro platform che prova a bissare quanto fatto col precedente gioco ma con meno mordente.

Il quarto titolo della compilation è Rugrats: Studio Tour in 32 bit pubblicato sempre nel 1999 sulla prima PlayStation e che recupera parte del gameplay da Search for Reptar. Meno ispirato rispetto a quest’ultimo, Studio Tour funge quasi da reskin ma con aree di gioco che seppur varie, non hanno lo stesso coraggio e identità, il tutto con un gameplay non aggiornato a dovere. E arriviamo così a Rugrats in Paris: The Movie, qui proposto sia in 32 bit che nella sua versione portatile per Game Boy Color. Basati entrambi sull’omonimo film del 2000, si tratta in effetti di due tie-in che rievocano parti del gameplay dei titoli precedenti.
La versione a 32 bit ne esce meglio, forte dell’esperienza dei precedenti due titoli e con una maturità ludica leggermente più evidente, nonostante alcuni problemi che andremo ad approfondire nel paragrafo dedicato. La versione portatile risulta meno ispirata e più dimenticabile ma contribuisce comunque ad arricchire l’esperienza complessiva con la saga in termini prettamente di esperienza ludica visto che la narrazione di tutti i titoli non brilla di certo per complessità narrativa, focalizzandosi più su gag, battute semplici e situazioni adatte ai bambini che, neanche a dirlo, sono il target principale.

Ironia della sorte, proprio il target è un problema per Rugrats: Retro Rewind Collection visto che i giochi non sono ben ottimizzati e la loro età potrebbe risultare un ostacolo non di poco conto per gli utenti più giovani, cresciuti con ben altri standard moderni… oltre al fatto che potrebbero non conoscere chi siano i Rugrats, elemento essenziale per godere al meglio i titoli con tutti i loro riferimenti. Ci ritroviamo quindi una serie di titoli pensati per i nostalgici, per coloro che coi Rugrats ci sono effettivamente cresciuti e sì, la nostalgia qui è decisamente forte oltre che essere una vera canaglia.
Ma torniamo ai titoli contenuti nella Rugrats: Retro Rewind Collection con l’ultimo: Rugrats: Castle Capers. Pubblicato nel 2001 per Game Boy Advance, questi è il titolo più “nuovo” nonché quello più maturo e strutturato. Indubbiamente il migliore tra quelli portatili, è in grado di concludere l’esperienza con positività seppur nei suoi limiti. Ebbene, i fan dei Rugrats potranno notare che mancano alcuni titoli che hanno comunque segnato il percorso della saga nel mondo dei videogiochi tra cui Rugrats: Royal Ransom del 2002, Rugrats: Totally Angelica del 2000 e Rugrats: Scavenger Hunt del 1999, rendendo di fatto la collection sì vasta, ma incompleta.

Un gameplay che soffre il tempo passato
Affrontata la mole di contenuti di Rugrats: Retro Rewind Collection è bene analizzarne il gameplay e, senza troppi giri di parole, ti informiamo che non è invecchiato granché bene. D’altronde, parliamo di titoli platform, famosi soprattutto per quelli in 3D e quindi pubblicati sulla prima PlayStation, che già al tempo avevano non pochi problemi. Tra un sistema di movimento in simil tank, telecamera fissa che è quasi sempre un ostacolo, un sistema di collissione impreciso e alcuni mini giochi quasi frustranti, oggi vivere un gioco Rugrats richiede una buona mole di pazienza.
Sì, il sistema rewind aiuta a evitare lunghe fasi di replay ma c’era la necessità di sistemare i comandi e almeno la telecamera, per permettere di rendere quanto meno accettabile il gameplay su console moderna. Allo stato attuale, è la nostalgia a dare vero potere all’intero pacchetto. Perché, come detto, opere del calibro di Search for Reptar, hanno segnato l’infanzia di molti utenti ed è innegabile la voglia di tornare letteralmente bambini e rivivere quella magia. Ci si riesce? Sì, se si accettano molti compromessi tra problemi tecnici, un livello di difficoltà basso e alcuni titoli, soprattutto alcuni in 2D, poco ispirati e abbastanza confusionari, oltre che dimenticabili.
Ed ecco perché Rugrats: Retro Rewind Collection è per pochi. Sicuramente è per chi ha vissuto e desidera rivivere quei giochi, con tutti i pro e contro, così come è consigliabile a chi vuole svolgere una sorta di tuffo nel passato, consapevole però di ciò che va incontro. Chi saprà andare oltre i limiti tecnici, presenti anche nei titoli portatili tra cui spicca in negativo Rugrats: Time Travelers, troverà comunque un mondo fortemente identitario, dall’umorismo spensierato e leggero, vario e colorato. Un prodotto abbastanza raro da ritrovare oggi.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, gran parte dei titoli della Rugrats: Retro Rewind Collection erano già limitati al tempo della loro uscita. Eppure, ancor oggi, ci si riesce ad affascinare ad alcuni poligoni, nonostante la loro mostruosità. Ma parliamoci chiaro, anche recuperando il cartoon, non è che i bambini spiccavano in bellezza. Battute a parte, il gioco funziona se ci si risente a casa. Ancora una volta, quindi, è la nostalgia a accecarci e a farci accettare anche scenari indubbiamente poveri e mal studiati.
Il sonoro è iconico, seppur ripetitivo. Riprende la serie originale e ci rituffa indietro nel tempo. Bastano pochi secondi e si torna bambini. Funziona ed è invecchiato discretamente bene anche se qui presenta qualche singhiozzo e qualche effetto ovattato di troppo. Anche il doppiaggio si difende bene ma qui c’è un altro grosso problema… Tutti i titoli della Rugrats: Retro Rewind Collection sono unicamente in inglese, inclusi i sottotitoli. A quanto pare sono state utilizzate solo le versioni americane e questo comporta anche cut scene e momenti dove sono del tutto assenti i sottotitoli affidando la narrazione al solo audio in inglese.
Tale taglio, considerando che i titoli originali erano anche con doppiaggio in italiano, è un’assenza che lascia il segno. Non tanto per la comprensione del testo e del parlato, abbastanza elementare, ma perché spezza in parte la magia originale. Speriamo che gli sviluppatori riescano a recuperare e aggiornare i titoli con tutte le lingue originarie.
