Il caso Rockstar Games: accuse sulla scarsa qualità di lavoro

Rockstar Games: le sue condizioni di lavoro sono realmente indecenti?

La confessione di una dipendente potrebbe scagionare l'azienda dalle accuse sulla scarsa qualità a cui i dipendenti vengono ordinariamente sottoposti

In queste ore non si fa altro che urlare allo scandalo di Rocksat Games, secondo cui l’azienda costringe i suoi dipendenti a lavorare in situazioni davvero pensose e al limite della decenza. La rivelazione dell’ex dipendente del colosso videoludico statunitense Job J. Stauffer, denuncia tempi di lavoro estremamente continuativi e stressanti a cui lui veniva costretto, affermando che si sentiva quasi obbligato a produrre sempre di più, andando ben oltre quello che riusciva a dare. Tuttavia tale disagio si verificò all’epoca di GTA IV e certi avvenimenti sono venuti alla luce solo ora… Quindi quanto affidabile potrebbe ancora essere quest’accusa?

Al momento non molto, perché Vivianne Langdon, l’attuale tool programmer di Rockstar Games a San Diego, ha subito smentito quanto dichiarato dal Sig. Stauffer… Lei infatti ha pubblicato su Twitter la sua testimonianza a riguardo, smentendo le pesanti accuse:

Il caso Rockstar Games: accuse sulla scarsa qualità di lavoro

La Sig.ra Langdon sostiene che l’azienda non obbliga a svolgere insostenibili orari di lavoro e di aver sempre svolto turni settimanali lungi non oltre le 50 ore, con eventuali straordinari adeguatamente pagati. Inoltre lei si ritiene libera di esprimere la sua opinione riguardo il suo lavoro e che Rockstar stessa abbia dato il permesso ai suoi dipendenti di parlarne in completa libertà. Eccovi tutte le sue testimonianze:

  • “Sono una tool programmer di Rockstar Games in San Diego e lavoro in Rockstar da 3 anni e mezzo. Generalmente non parlo di lavoro ma voglio proporvi una breve prospettiva personale sui recenti articoli che hanno supposto che Rockstar forzi i propri impiegati a lavorare per 100 ore alla settimana. Rockstar ha dato il permesso di parlare francamente di questa questione sui social media. Voglio sottolineare che questa è la mia personalissima opinione e che non vengo compensata in alcun modo ma faccio tutto volontariamente”.
  • “Non ho mai lavorato per credo più di 50 ore a settimana (e le 50 ore sono già una cosa rara) ma generalmente faccio circa 2-6 ore di straordinari pagati a settimana e inoltre mi è stato chiesto di lavorare nei weekend solo una o due volte in questi anni”.
  • “I pochi casi in cui faccio degli straordinari lo faccio generalmente perché non voglio fermarmi fino a quando non risolvo alcuni problemi o alcune questioni delicate. Non è il risultato di qualcuno che mi forza per rimanere fino a tardi o che impone deadline impossibili ma piuttosto la mia personale volontà in quanto programmatore. Tra parentesi tutti in Rockstar sono sempre stati incredibilmente gentili e di supporto mentre continuo il mio personalissimo viaggio. Mi sono sempre sentita ascoltata, appagata e rispettata dal team”.

Personalmente non sappiamo come e quando questa vicenda si concluderà, possiamo affermare che ciò potrebbe mettere in cattiva luce il team, proprio quando ci prepariamo all’imminente uscita di Red Dead Redemption 2… Nel frattempo chissà quali altre dichiarazioni salteranno fuori. Non ci resta che attendere nuovi esiti.

Fonte

Cosa c'è da aspettarsi dall'azienda e cosa ne pensi a riguardo? Possibile che una grande industria videoludica possa realmente trattare male i suoi dipendenti? Ci piacerebbe creare un confronto sulla questione.

Leo Skywalker
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