Resident Evil Village

Resident Evil Village – La Recensione

L'ottavo capitolo della serie ha battuto il suo predecessore?

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Resident Evil Village è l’ottavo capitolo della saga horror creata da Capcom, nonché una delle serie videoludiche più famose di sempre. Uscito durante i festeggiamenti del 25esimo anniversario di Resident Evil, il titolo in questione si presenta come un diretto sequel del settimo capitolo della saga, proseguendo non solo lo stile di gioco in prima persona, ma anche le vicende lasciate aperte nello scorso gioco.

Se non hai ancora giocato Biohazard sappi che è fondamentale per poter affrontare questo capitolo, così come è obbligatorio giocare a Resident Evil Village se hai già completato il settimo titolo della saga. Da annotare l’enorme successo che ha riscosso il gioco, infatti le vendite continuano ad aumentare, superando le tre milioni di copie vendute in meno di una settimana!

Resident Evil Village

Le disavventure di Ethan Winters continuano in Europa

La storia inizia proprio da quella che è ora la casa dei Winters, infatti il nostro gioco è ambientato 3 anni dopo i fatti accaduti durante Resident Evil 7. Da qui la situazione verrà stravolta per sempre, facendo piombare i nostri protagonisti di nuovo in quello che è un incubo divenuto realtà.

In questo gigantesco inferno, ambientato in un villaggio rurale nell’Europa dell’est, prenderai di nuovo i panni di Ethan Winters, protagonista del capitolo precedente, che torna su Resident Evil Village forgiato da un allenamento militare e pronto più di prima ad affrontare queste mostruose avversità, alimentato anche dal suo nuovo importantissimo obiettivo familiare.

Fin da subito verremo lanciati in una situazione oscura e pericolosa, dove incontreremo svariati nemici e pochissimi superstiti disperati e morenti, proprio come è stato mostrato nella demo. Il villaggio, il luogo dentro cui ci muoveremo, così importante da divenire il titolo stesso di Resident Evil Village, sarà da qui in avanti un HUB per noi, infatti pur essendo liberi di muoverci all’interno di esso, non ci troveremo in un tipico “open world”, bensì in un insieme lineare che si aprirà man mano che sbloccheremo i capitoli della storia.

Presto ci verranno presentati i nemici principali, nonché le bestie che dovremo affrontare nel corso della nostra avventura. A discapito di ciò che avrai intuito dai promo, da alcuni trailer o dalla stessa demo, sappi che Lady Dimitrescu, la donna alta e vestita di bianco, non sarà la nemesi principale di Resident Evil Village, infatti è una dei quattro luogotenenti che fanno rapporto alla pericolosissima Madre Miranda, venerata dagli abitanti e dai mostri, temuta dai boss stessi del gioco.

Resident Evil Village
Al centro Madre Miranda, con lei i quattro signori di Resident Evil Village

Perché avere un solo genere horror se ne puoi avere quattro?

La nostra mappa, che potremo consultare in qualsiasi momento, sarà sviluppata oltre al villaggio in ben 4 diversi quadranti, ognuno dedicato ad un luogotenente. Questa caratteristica è fondamentale, poiché in ognuno di essi avremo una tipologia diversa non solo nell’ambientazione, ma anche nella categoria dell’horror:

  • In una troveremo il gotico, con sfarzo e decorazioni affascinanti ed allo stesso tempo da brividi, il tutto in una cornice volutamente orrida, inondata dal sangue, nel quale poche stanze ci terranno al sicuro dalle aggressioni;
  • Un’altra ripercorre invece l’horror psicologico, simile a titoli del calibro di PT, dove la violenza verrà messa di lato, fiondandoci in quello che sarà un continuo nascondersi e fuggire, con molti più momenti dedicati ai rompicapo e meno alle sparatorie, è qui che il terrore prende il posto della paura;
  • Altra zona, altri orrori, infatti ci ritroveremo in quello che è un misto di buio e claustrofobia, fino a dei combattimenti all’aperto, circondati dalle difficoltà e dall’orrido della sporcizia, la melma, il vomito e tutto ciò che hanno di più grottesco, ricordando un certo stile di alcuni Amnesia;
  • Infine troveremo anche l’horror che ci fionda in uno stile pienamente steampunk, con un sistema che richiama i dungeon, pieno di corridoi, metalli, sperimentazione umana, ruggine e sangue.
Resident Evil Village
La vecchia strega che appare anche nella demo di Resident Evil Village

Lupi mannari, ghul, vampiri, bambole assassine, cyborg: chi ti fa più paura?

Andando oltre i precedenti capitoli, sviluppati interamente su zombie o molded, in Resident Evil Village troviamo l’intero repertorio dei mostri capostipiti della cultura horror: lupi mannari, vampiri, ghul e chi più ne ha più ne metta. Senza dubbio è uno dei Resident Evil con il più vasto roster di nemici, ognuno dei quali si presenterà in forme migliorate o potenziate.

I lycan saranno i nemici standard che incontrerai più spesso su Resident Evil Village, inoltre sono molto diversi dai soliti lenti nemici a cui siamo abituati, poiché si mostreranno più agili ed armati. Riconosco l’ottimo lavoro fatto da parte di Capcom in merito all’intelligenza artificiale, essa infatti varia in base al nemico che abbiamo davanti, per alcuni più sviluppata, per altri più improntata all’uccidere senza vedere chi o cosa si abbia davanti, per altri addirittura molto tattica.

Alcuni mob tenderanno ad accerchiarti, muovendosi in maniera sincronizzata, ma spesso dando un vantaggio al giocatore fin troppo evidente. I miniboss, molto presenti nel corso dei quadranti, saranno ciò che aiuterà a caratterizzare le ambientazioni, uscendo fuori come nemici unici, molto legati alla tipologia di mob del posto o al loro signore.

Resident Evil Village
I lycan, terribili nemici di Resident Evil Village

Parlando di boss fight, andiamo proprio a toccare quello che per me è uno dei tasti dolenti di Resident Evil Village: seppur presentandoci ambientazioni e personaggi degni di nota, i combattimenti più importanti non ne risultano all’altezza, infatti nella maggior parte di essi, boss e miniboss saranno spesso impediti dal loro stesso scenario, con elementi nelle “arene” che daranno più impaccio ai nemici stessi che non al giocatore.

Grosso punto a favore di Resident Evil Village sono le armi, infatti avrai davanti ai tuoi occhi un vasto armamentario ampiamente personalizzabile, delle quali ce ne saranno poche da mischia e molte da fuoco. Questa ampia gamma di scelta ti fionderà in quello che è l’elemento portante del gioco, gli scontri. Lo stealth, il fuggire, tutto ciò che avevamo a disposizione in precedenza, ora è rimpiazzato dalla totale sfrontatezza.

Resident Evil Village
Riusciremo a vedere il volto di Ethan Winters?

Il Duca e le innovazioni del gioco: dall’inventario alla caccia

Gli innumerevoli momenti di combattimento sono sì un modo di vendicarci dei nostri nemici, di affrontare le nostre paure, ma abbattono quella che è la caratteristica spaventosa del titolo. Con delle armi potenti, un buon numero di munizioni, le quali saranno facilmente trovabili o craftabili, saranno rari i momenti di tensione e di paura, poiché potrai fare sempre affidamento al tuo insuperabile armamentario. Inoltre avrai a disposizione innumerevoli potenziamenti incredibilmente utili, grazie ad una nuova figura: il Duca.

Il corpulento mercante fungerà proprio da punto di appoggio per il nostro personaggio, essendo disponibile in moltissime aree della mappa di Resident Evil Village e delimitando le rassicuranti Safe Zone in cui riposarsi e poter salvare la propria partita. Il Duca ti permetterà di potenziarti molto velocemente, forse troppo, infatti i nemici che ucciderai ti lasceranno spesso elementi utili per le modifiche od oggetti di valore altissimo, che potrai rivendere proprio al mercante, ricevendo in cambio monete con cui accedere alle numerose opzioni di modifica.

Il valore alto di molte armi o potenziamenti è dato proprio dal fatto che sarà facilissimo trovare elementi da vendere per ottenere in cambio moltissimi “Lei”, valuta del gioco nonché corrispettivo del Leu romeno. Questo ti spingerà ancora di più a ricercare la violenza e lo scontro per ottenere le suddette ricompense, a discapito della fuga e dello stealth. Dal Duca potremo inoltre ottenere dei bonus permanenti grazie a delle ricette squisite, ricercate da Capcom come uno dei tantissimi riferimenti alla cultura ed al folklore nell’area dell’Est Europa.

Resident Evil Village
Il Duca, mercante di Resident Evil Village

Dalle ricette esce fuori una novità che purtroppo non ha una così forte rilevanza per il gioco, e cioè la caccia: questa nuova funzione, unica nel suo genere, dà la possibilità di cacciare determinati animali per poterne ottenere la carne o altri elementi da dare al Duca, così facendo ci fornirà le ricette che servono per i bonus permanenti. Questa aggiunta potrà essere sbloccata tardi nell’avanzamento del gioco e non è affrontata con abbastanza importanza, rimanendo così un elemento di contorno che si può anche non effettuare, arrivando così a finire il gioco prima ancora di accorgersene.

Il nostro inventario è simile ai precedenti schemi, ma stavolta assume novità ben diverse. Rivoluzione importantissima su Resident Evil Village è proprio l’assenza dagli slot degli elementi della storia, infatti faranno peso nella nostra valigia esclusivamente armi, munizioni, cibo e rifornimenti, mentre gli oggetti missione o i tesori non verranno conteggiati, dandoci la possibilità di poterne trasportare all’infinito. Gli slot inventario saranno inoltre modificabili, con uno schema che ricorda molto Tetris, permettendoci così di poter ricavare sempre un po’ di spazio in più a disposizione per le ricompense ottenute dalle nostre scorribande.

Resident Evil Village

In conclusione, com’è Resident Evil Village?

Pur essendo un valido gioco, purtroppo possiamo trovare anche qui alcuni errori o elementi non condivisibili, come il pessimo casting fatto per il doppiaggio in italiano, avendo quindi non dei doppiatori scarsi, bensì delle voci poco adatte alla personalità dell’individuo doppiato. Altra nota di demerito per Resident Evil Village è la difficoltà di adattamento per le console old-gen che presentano delle evidenti problematiche nello stare dietro a determinate funzioni grafiche o di rendering.

L’incredibile trama, i riferimenti e la continuità che riallaccia il titolo alla storyline principale dei Resident Evil rendono questo ottavo capitolo un classico degli horror videoludici, che alza l’asticella nella categoria a cui appartiene. Pur avendo una campagna abbastanza breve (in circa 9 ore di gioco ho completato la storia e svariati obiettivi secondari che mi hanno allungato il percorso, delineando quanto la storyline principale sia effettivamente corta), il gioco presenta alcune interessanti attività extra, non considerabili come “missioni secondarie”, bensì come easter egg e segreti.

Resident Evil Village
Lady Dimitrescu in tutta la sua altezza

Finita la campagna, Resident Evil Village ti apre una nuova sezione, disponibile solo dopo aver completato almeno una volta la storia ad una qualsiasi difficoltà. Questo nuovo mercato ha come valuta dei punti che otterremo solo completando obiettivi fatti dopo una “run”, tramite questi potremmo ottenere modelli digitali da poter visionare, artwork, filmati e molto altro.

Da evidenziare la modalità mercenari, anche questa si potrà sbloccare solo dal mercato post game, permettendoti di affrontare una modalità puramente arcade del gioco. Potremo sbloccare anche delle armi inedite, così da poter rifare la campagna armati fino ai denti e superando i punti più complicati, anche in difficoltà sempre maggiori, oltre ad alcuni trucchi come le munizioni infinite.

Scheda confidenziale su Resident Evil Village

Il gioco è ambientato 3 anni dopo i fatti accaduti durante Resident Evil 7. In questo villaggio rurale nell’Europa dell’est, prenderai di nuovo i panni di Ethan Winters, protagonista del capitolo precedente, forgiato da un allenamento militare e pronto più di prima ad affrontare queste mostruose avversità, alimentato anche dal suo nuovo importantissimo obiettivo familiare.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Per quanto riguarda la versione PlayStation i trofei  sono quasi tutti visibili, infatti quelli segreti si contano sulle dita di una mano. Per sbloccarli tutti dovrai sicuramente giocare più volte il gioco, poiché richiede il completamento ad ogni livello di difficoltà oltre che tutti quanti gli oggetti disponibili nel mercato extra, ottenibile dopo la fine della campagna.

Grafica

90

Impatto

95

Longevità

80

Sonoro

70

Resident Evil Village si presenta quindi come un titolo dalle mille sfaccettature, con un’attrazione verso la violenza che ci erge in alcuni casi a diventare noi stessi i cacciatori, riducendone sempre di più la paura e concentrandola in dei momenti troppo rari in cui diventa però puro terrore, di quelli mai visti prima, in cui torniamo a tutti gli effetti delle prede.

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