Grow Big (or Go Home)

Recensione Grow big (or Go Home) – frenetico come un fps

Chi ha detto che le piante vanno soltanto irrigate ed illuminate? Su Grow Big (or Go Home) scoprirai quanto può essere faticoso, e quanto lo era prima, coltivare piante indoor

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La noiosa routine che abbiamo dovuto condurre in questi mesi, a causa della pandemia, ci ha inevitabilmente avvicinato all’idea di sperimentare e provare cose nuove. Qualcuno ha provato a destreggiarsi in cucina con delle nuove ricette, ma c’è chi ha preferito dedicare il tempo libero a dei nuovi videogame ed alcuni team di sviluppo indipendenti hanno presentato dei progetti alquanto interessanti. Uno fra questi è Quarant Inc., che qualche mese fa aveva rilasciato dei teaser trailer del nuovo gioco intitolato Grow Big (or Go Home).

Il team di sviluppo ci ha permesso di giocare il titolo per testarlo e trarne le nostre conclusioni ed essendo anche un amante delle piante d’appartamento non potevo tirarmi indietro. Talvolta siamo portati a pensare che le piccole realtà non possano presentare dei progetti validi, ma nel caso di Quarant Inc. il team è riuscito nell’impresa realizzando un vero e proprio titolo capace di farti divertire con soli 15 livelli senza mai annoiarti.

Annaffia, nutri e scaccia. Le basi di Grow Big (or Go Home)

Addentrarsi nella pratica del giardinaggio è un desiderio che accomuna un po’ tutti ed almeno un volta abbiamo provato a far crescere qualcosa (i germogli pasquali non valgono). Su Grow Big (or Go Home) impersoneremo Bruce, un vero amante delle piante d’appartamento, e non solo, con l’arduo compito di farle crescere annaffiando, fornendo luce e calore solare e scacciando i parassiti delle piante. Le meccaniche di gioco sono state realizzate in modo ineccepibile e ciò rende ogni livello godibile al 100%.

Grow Big (or Go Home)

Grow Big (or Go Home) è un simulativo in cui, come avrai avuto modo di capire, dovrai aiutare Bruce a mantenere vive e far crescere le sue piante. Detto così però potrebbe sembrarti parecchio noioso, ma se aggiungi i viaggi nel tempo, che offrono location bizzarre e divertenti, e i nuovi elementi introdotti man mano che avanzerai nei livelli, tutto comincia ad avere un senso. Ovviamente ogni livello che supererai ti aiuterà a comprendere meglio le meccaniche di gioco, infatti i primi livelli sono dei veri e propri tutorial su come far crescere la tua piantina d’appartamento.

Grow Big (or Go Home)

Avanzando nel gioco noterai che aumenteranno sia gli elementi presenti all’interno del livello che la difficoltà nello sfruttarli. Una pianta ha sicuramente bisogno di una corretta irrigazione, ma necessita anche di una ben definita quantità di luce e calore solare, infatti non dovrai dimenticare di fornire luce e calore alle tue piante stando attento a non “bruciarle”. Progredendo su Grow Big (or Go Home) noterai che aumenteranno anche le piante in tuo possesso e dover irrigarle, nutrile e proteggerle sarà un compito abbastanza arduo.

Forse anche gli antichi avevano il pollice verde

Grow Big (or Go Home)

Uno degli aspetti che più mi ha colpito di Grow Big (or Go Home) è la narrazione. Nonostante sia un titolo realizzato con meccaniche di gioco semplici e facilmente comprensibili, riesce a rendere ogni singolo livello riflessivo e allo stesso tempo divertente. L’integrazione di alcuni ambienti ispirati alle antiche civiltà ti darà l’impressione di viaggiare nel tempo. Dagli antichi romani agli Egizi fino alle civiltà più antiche come i Maya, ogni livello ha una particolarità intrinseca e non basterà seguire sempre lo stesso schema organizzativo.

Grow Big (or Go Home)

Un quid in più al gioco viene dato anche dalle ambientazioni surreali, infatti, giusto per non farsi mancare niente, oltre alle ambientazioni che ricordano le antiche civiltà, sono presenti alcuni scenari in cui è praticamente impossibile far crescere una pianta.

Grow Big (or Go Home)

Giocando a Grow big (or Go Home) mi sono trovato dinanzi a diverse situazioni e ho dovuto adattare il mio stile di gioco in base all’ambientazione che mi veniva posta. Non ti nascondo che alcune volte il gioco mi ha (leggermente) stressato e messo ansia con le sue meccaniche frenetiche, inoltre il dover nutrire le piante potrebbe non essere così semplice come credi.

Grow Big (or Go Home)

Come ti avevo già detto qualche riga più sopra, la passione del pollice verde accomuna milioni di persone e trasferire una passione del genere su un gioco non è per niente facile. Non è sicuramente il migliore in assoluto, ma il team di sviluppo di Grow Big (or Go Home) merita un plauso per aver realizzato un titolo dalle meccaniche semplici che non annoia l’utente. Capita spesso di incappare in dei titoli che alla fine dei conti si dimostrano ripetitivi e poco interessanti, ma per quanto mi riguarda non è questo il caso.

Dopo aver giocato a Grow Big (or Go Home) ed esser riuscito a completare tutti i livelli sono rimasto con la bocca un po’ asciutta. Avrei voluto giocare ancora qualche livello anche perché ero sicuro di trovarmi davanti ad un altro scenario che ricordasse qualche vecchia civiltà o qualche luogo improbabile in cui coltivare le proprie piante. Comunque sia, non posso far altro che consigliarti l’acquisto del gioco se sei un amante dei simulativi e, nel caso in cui fossi quel tipo di utente che preferisce i giochi frenetici, sappi che dentro Grow Big (or Go Home) c’è pane per i tuoi denti.

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Scheda confidenziale su Grow big (or Go Home)

Giocheremo nei panni di Bruce, un giardiniere tra i più talentuosi del mondo. Grow Big (or Go Home) è un simulatore di giardinaggio in pixel art 2D. Avremo accesso a 15 livelli uno più divertente e frenetico dell’altro, viaggeremo nel tempo riscoprendo epoche e metodologie diverse per annaffiare, nutrire e difendere le piante.

Cosa mi piace

  • Meccaniche di gioco semplici ed intuitive
  • Stile grafico 2D (intramontabile)
  • Dinamicità e frenesia allo stato puro
  • Location storiche

Cosa non mi piace

  • Mancanza della lingua italiana
  • Presenta soltanto 15 livelli

80

Grafica

70

Impatto

90

Longevità

60

Sonoro

Grow Big (or Go Home) non prevede alcun trofeo

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