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  • Recensione Ghost Files: The face of Guilt

Voto

8668

Parliamo oggi dell’ultimo nato di Artifex Mundi, ossia Ghost Files: The Face of Guilt. Per chi fosse nuovo del genere è doverosa una breve descrizione del tipo di gioco che andiamo a presentare. Lo scopo principale è la ricerca di Hidden Object, oggetti nascosti su uno sfondo statico, mimetizzati con l’ambiente circostante.

Da qui si sviluppa una trama e si uniscono altri giochi a rompicapo
che condurranno il giocatore pian piano alla conclusione.

La trama costruita intorno a Ghost Files: The Face of Guilt è di tipo poliziesco. Una sorta di quelle serial tv che siamo ormai abituati a vedere in televisione. Impersoneremo una detective della polizia di Boston, Emily Meyer, e la aiuteremo a risolvere il caso di un misterioso assassino. Misterioso perché sul corpo delle sue vittime è solito lasciare un biglietto con la scritta “colpevole”. Come in una serie di CSI, avremo a che fare con raccolte di indizi, di campioni biologici, di impronte, e grazie ad un laboratorio portatile potremo fare sul posto tutte le analisi che ci serviranno per identificare l’assassino. Confrontare i campioni e le analisi delle impronte digitali farà di noi dei veri e propri detective!

Avremo al nostro fianco anche una sensitiva e, infatti, l’indagine si sposterà anche su un piano soprannaturale… tra la vita e la morte…

NOTE TECNICHE

Ghost Files: The Face of Guilt non si discosta dagli altri giochi di Artifex Mundi quanto a struttura di gioco. Se ne discosta, invece, per la trama, funzionale alla ricerca degli oggetti ed alla risoluzione di rompicapi, che sono il fulcro di questo tipo di giochi. Se già avete avuto a che fare con qualche titolo di questo sviluppatore, non ci sarà nulla di nuovo per voi.

Per chi invece si approccia per la prima volta a questo genere…

….il tutorial iniziale è molto completo e permette di entrare subito in confidenza con le azioni che è possibile effettuare. Si potrà parlare con colleghi poliziotti e testimoni, raccogliere gli indizi, prelevare le impronte, raccogliere oggetti utili ad aprire porte, casseforti, rompere catene, spostare oggetti che nascondono cose a noi utili, interagire con l’ambiente, come ad esempio rispondere al telefono. Tutto questo, ma non solo, viene riassunto nel tutorial, in cui è possibile provare ogni singola azione ed essere quindi successivamente in grado di ripeterla quando sarà necessario per il progresso del gioco. Entreremo in confidenza anche con la schermata interattiva, scoprendo che grazie al distintivo potremo avere dei suggerimenti se in un qualsiasi momento del gioco ci sentiamo persi senza sapere come agire.
Nel libro degli obiettivi troveremo l’elenco delle azioni che abbiamo fatto e quelle che abbiamo in programma di fare. Se avete scelto il livello di gioco più facile, ci saranno anche delle indicazioni luminose sullo schermo che forniranno indizi sulla prossima mossa. Tutte queste possibilità limitano al minimo la frustrazione del gamer, perché difficilmente vi ritroverete a non sapere come andare avanti.

Se invece siete amanti delle sfide…

…potete fare a meno di questi aiuti e scegliere una difficoltà di gioco maggiore. Vi rassicuriamo sul fatto che non è previsto un achievement collegato alla difficoltà.

I rompicapi che si presentano sono vari e stimolanti, dalla logica matematica al completamento di puzzle. Tutti sono collegati alla storia da un filo logico. Non avrete mai la sensazione di fare qualcosa che non sia collegato allo scopo del gioco.

…tra realtà e fantasia?

Ad un certo punto, sembrerà che la trama prenda una piega un po’ troppo surreale. Vedremo, ad esempio, appartamenti con passaggi segreti e viaggi nel limbo tra la vita e la morte. Questo non inficia certo sul piacere del gioco se il nostro obiettivo è quello di divertirci a risolvere puzzle. Se però le aspettative erano indirizzate soprattutto alla storia poliziesca, come siamo abituati ad immaginarla, si rimane un po’ delusi. Il rompicapo che è possibile svolgere in alternativa alla ricerca di oggetti, “Solitario”, non è proprio immediato e forse poteva essere strutturato meglio. Insomma, penso che difficilmente lo sceglieremmo come alternativa. Fortunatamente non è previsto un achievement che richieda la soluzione anche di tutti i rompicapi alternativi.

…parole e musica…

I dialoghi sono in inglese, ma sono presenti i sottotitoli in italiano. Con un doppiaggio sarebbe stato più semplice concentrarsi sulla storia senza dover fare una scelta tra guardare le immagini e leggere la traduzione, soprattutto nelle scene d’azione. Se non si fa attenzione, infatti, si rischia di perdere qualche frase mentre si è concentrati a seguire la storia. A rendere più complicato lo scenario, contribuisce la posizione della traduzione nella parte alta dello schermo. Di certo, ciò non compromette la comprensione di quanto sta accadendo, ma di certo la cosa poteva essere curata meglio.
La musica si limita ad un sottofondo continuo e ripetitivo, il cui compito è solo quello di creare atmosfera. Cosa che nel complesso riesce a fare egregiamente.

ACHIEVEMENTS

Se giocate bene le vostre carte, sarà sufficiente terminare Ghost Files: The Face of Guilt una sola volta per sbloccare tutti gli obiettivi (ben 22).

La maggior parte di questi sono relativi al superamento dei capitoli della storia. Si sbloccheranno quindi in automatico, semplicemente giocando. Altri, invece, sono relativi ad azioni che comunque sarete obbligati ad effettuare almeno una volta. A richiedere più attenzione sono i capitoli relativi alla risoluzione di rompicapi in un tempo massimo o con un numero minimo di errori. Vi consigliamo vivamente di sbloccarli all’inizio, quando i rompicapi sono più semplici. Ci sono poi gli obiettivi riguardanti gli oggetti da collezione. Questi, fortunatamente, sono rintracciabili grazie alla presenza di alcune stelle sopra la barra degli oggetti. Le stelle indicano se nella schermata sono presenti o meno questi oggetti: non lasciate la stanza e non andate avanti nel gioco se prima non li avrete trovati.
In Ghost Files: The Face of Guilt fortunatamente non è previsto alcun obiettivo né per gli Hidden Object né il gioco alternativo, il Solitario. Diversamente, infatti, era previsto in altri giochi simili di Artifex Mundi. Il che non obbliga chi desidera completare il gioco al 100% di doverlo rifare da capo.

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