Raging Loop: Recensione

Visual novel a tema horror psicologico, propone formule interessanti ed una trama ricca di colpi di scena. Scopriamolo in questa recensione!

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Raging Loop è una Visual Novel a tema Horror Psicologico di stampo nipponico sviluppata dal team di Kemco (casa di produzione ormai storica, creatrice di numerosi titoli anche e soprattutto negli anni ’90 dello scorso secolo) e pubblicata inizialmente sul mercato orientale da PQube, publisher britannico conosciuto già per parecchie altre produzioni importanti, come per esempio Cat Quest, All Star Fruit Racing e White Day, oltre che per altre visual novel che hanno riscosso un discreto successo. Il titolo, già disponibile per il mercato occidentale in Europa e nel Nord America, dopo essere stato annunciato nel giugno scorso, arriverà sulle piattaforme console PlayStation 4 e Nintendo Switch il 18 ottobre 2019. Fino ad oggi era stato reso disponibile solo su PC, acquistabile e giocabile tramite Steam.

Raging Loop uscirà sia in versione digitale che fisica e presenta, per quanto possibile considerando il genere di riferimento, alcune originalità degne di nota a livello di meccaniche di gioco, una trama ricca di colpi di scena, articolata ma non complessa da seguire. È inoltre accompagnato da un elemento che garantisce al giocatore di non annoiarsi nell’avanzare della trama: suscita forte ansia ed un senso di mistero che spinge il giocatore alla curiosità per conoscere a fondo gli eventi raccontati ed analizzare la psicologia dei personaggi che incontreremo e con cui dovremo instaurare un dialogo. L’atmosfera orrorifica si respira a pieni polmoni, anche grazie ad un comparto sonoro non indifferente (ricco di rumori ambientali e musiche dai toni cupi e macabri), in grado di creare tensione palpabile fin dalle prime fasi del racconto. Il gioco si sviluppa a livello di trama secondo un percorso fantastico in cui sono presenti creature innaturali e situazioni al limite dell’assurdo. Le scelte multiple inoltre garantiscono una certa rigiocabilità, anche e soprattutto considerando una meccanica particolare che analizzeremo nel corso di questa recensione.

Raging Loop: Recensione 1

La Trama

Il gioco immerge il giocatore in un’avventura a tratti raccapricciante per la crudeltà degli avvenimenti: impersoneremo un ragazzo, Haruaki Fusaishi, che si ritroverà per errore, dopo essersi perso nel mentre di un viaggio in motocicletta, in un isolato villaggio del Giappone chiamato Yasomizu i quali abitanti nascondono terribili segreti surreali e tradizioni sconvolgenti. Attraverso costanti colpi di scena e linee di dialogo varie in cui possiamo prendere la decisione su quale percorso intraprendere per avanzare nel nostro percorso, il protagonista si addentrerà sempre di più tra la popolazione del villaggio, conoscendo personaggi ambigui ben caratterizzati e dal passato oscuro. Dopo diverso tempo scopre una serie di origini e tradizioni sconvolgenti del posto: molto tempo prima delle vicende che ci vengono raccontate infatti, esistevano cinque creature mistiche che prendevano comunemente il nome di Guardiani.

Queste creature avevano lo scopo di proteggere la popolazione dai pericoli incombenti ed in particolare da bestie infernali che vivano su un monte vicino. I guardiani erano: i lupi assetati di sangue (dalla natura fortemente malvagia e con comportamenti meschini), le scimmie che sapevano tutto, il serpente che vedeva tutto, il corvo percettivo ed il ragno protettivo. A causa di diversi screzi subiti, gli abitanti del villaggio hanno deciso di uccidere i primi di questa lista, aiutati dagli altri guardiani restanti, senza chiedersi minimamente a che conseguenze ciò avrebbe portato. Fatto sta che una maledizione eterna colpisce i popolani: si tratta della “cerimonia dello Yomi Purge“, che obbliga le persone a riportare negli Inferi i lupi risorti dopo averli ritrovati. Qualora gli uomini non avessero adempiuto a tale dovere, sarebbero stati mangiati, a rotazione uno a notte ed indifferentemente, dalle stesse creature. Il protagonista avrà a sua disposizione alcune scelte fondamentali nel corso della Visual Novel, che modificheranno l’avventura e potranno portare, in caso di scelta sbagliata, alla morte del giocatore.

Gli abitanti con cui ci incontreremo presenteranno tutti sfaccettature ed ambiguità realistiche, oltre che comportamenti plausibili: nel New Game Plus avremo la possibilità di sbloccare la Revelation Mode e di scoprire scene inedite che ci aiuteranno a capire al meglio le motivazioni che li hanno spinti a determinati gesti. La storia nel complesso è intricata, anche e soprattutto per la componente fantasy preponderante, ma resta godibile e interessante anche dopo diverse ore di gioco. Il personaggio rivelerà dubbi, paure e terrore tra i suoi pensieri, rendendo importante anche la componente psicologica. I tantissimi finali, in quanto paradossalmente ogni morte del giocatore è considerata un Bad Ending, aumentano a dismisura la quantità di ore di gioco, che diventa completabile in poco più di 30 ore. Il finale del gioco è di grande impatto emotivo, soprattutto visto che ci affezioneremo parecchio al ragazzo che interpreteremo, dopo averne condiviso pensieri, emozioni e paure.

Raging Loop: Recensione 2

Il Gameplay

Pur non avendo la possibilità di spaziare molto a livello di meccaniche di gameplay, in quanto visual novel, il gioco riesce comunque a stupire presentando una meccanica a dir poco originale per aiutare il giocatore ed avvicinarlo alla conclusione: il gioco presenta come detto sezioni di dialogo a scelta multipla in cui il protagonista può decidere come comportarsi, come rispondere durante un colloquio ecc. Alcune risposte però sono bloccate da un segno interrogativo, che ci obbliga a scegliere altre opzioni.

Addentrandoci nell’avventura, scopriamo che possiamo prendere delle decisioni sbagliate che porteranno inevitabilmente alla morte del giocatore, il quale però verrà “ricompensato”: gli sviluppatori infatti hanno pensato di inserire una meccanica che ci consente di ottenere delle chiavi specifiche per alcune sezioni predefinite di dialogo ma solamente una volta deceduti. Ciò significa che la morte alle volte è inevitabile per poter avanzare o per scoprire segreti e maggiori informazioni, “obbligando” il giocatore a seguire determinati percorsi che poi si riveleranno negativi. Sono poi presenti sezioni in cui è possibile scegliere tra due opzioni delle quali una porterà alla morte e l’altra ci farà avanzare. Dopo la morte potremo ritornare all’inizio del gioco oppure selezionare una sezione specifica ed avremo la possibilità di saltare velocemente i dialoghi per tornare alla scelta che vorremo compiere, ed in questo caso svolgerla correttamente. La meccanica che ci permette di avanzare rapidamente saltando la lettura non potrà essere utilizzata se stiamo affrontando per la prima volta una determinata sezione di gioco. Sono spesso presenti intervalli di pensiero accompagnati da uno schermo nero in cui il protagonista riflette su alcuni avvenimenti e sulle scelte compiute: la possibilità di pensare assieme al protagonista porta a rendere sospettoso il giocatore allo stesso modo del ragazzo giapponese.

Raging Loop: Recensione 3

Il Comparto Tecnico

Il gioco a livello grafico presenta scenari che possono sembrare all’apparenza ripetitivi ma che si modificano mano a mano che avanziamo nell’avventura, anche solo leggermente. Restano comunque molto spogli e poco di impatto. Cambiano gli effetti di luce, variando sia in base al momento della giornata che alla situazione specifica (pericolosa, tranquilla…). Lo stile è minimale per la rappresentazione degli sfondi che accompagnano la lettura, il più delle volte sono fissi ma possono capitare anche sfondi dinamici (per esempio le nuvole in una determinata sezione si spostano durante la notte). I personaggi a livello grafico sono ben delineati e riconoscibili immediatamente per lo stile, il portamento, l’età ed in generale il comportamento nei nostri confronti, titubante inizialmente.

A livello sonoro le musiche sono azzeccate ed i suoni in generale rispecchiano perfettamente ciò che accade su schermo, creando un’ansia costante con rumori ambientali o con musiche cupe e dai toni bassi. Il doppiaggio funziona perché ai personaggi in-game sono state date voci che rispecchiano al meglio il volto animato. La pecca più grande del gioco è rappresentata dalle pochissime lingue presenti, sia nel doppiaggio che nei sottotitoli: nel primo caso manca addirittura il doppiaggio inglese. Non sono presenti i sottotitoli in italiano, pertanto se aveste intenzione di acquistarlo dovrete prendere in considerazione la necessità di avere una buona padronanza della lingua inglese, alle volte abbastanza complesso da interpretare. Un altro grande difetto è il fatto che il gioco in alcune sezioni di dialogo dà l’impressione di voler allungare il brodo, cosa legittima in un titolo di questo genere ma che spesso stona con la complessità degli avvenimenti e situazioni dando l’impressione di essere un vero riempitivo.

Raging Loop: Recensione 4

Scheda confidenziale su Raging Loop

Il gioco immerge il giocatore in un’avventura a tratti raccapricciante per la crudeltà degli avvenimenti: impersoneremo un ragazzo, Haruaki Fusaishi, che si ritroverà per errore, dopo essersi perso nel mentre di un viaggio in motocicletta, in un isolato villaggio del Giappone chiamato Yasomizu i quali abitanti nascondono terribili segreti surreali e tradizioni sconvolgenti.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

I trofei, trattandosi di una visual novel, sono facilmente ottenibili senza alcuno sforzo: sarà sufficiente scoprire e rigiocare in tutte le opzioni di dialogo e scene proposte per raggiungere il completamento di tutti gli obiettivi.

Grafica

6

Impatto

7

Longevità

8

Sonoro

6.5

Raging Loop propone diversi spunti interessanti, sia da un punto di vista della trama, in linea col folklore giapponese e dunque affascinante per gli appassionati del genere, sia da un punto di vista di meccaniche, in cui il giocatore quasi viene aiutato, ricompensato in seguito ad una sconfitta, venendo agevolato per proseguire nella storia. Le linee di dialogo sono tantissime e le ore di gioco si sprecano, soprattutto volendo andare a scoprire dettagli ed informazioni sui protagonisti nella modalità New Game Plus. Il comparto grafico e sonoro sono nella media, ma il gioco pecca di ripetitività negli scenari e nelle ambientazioni. Le pochissime lingue disponibili rischiano di inficiare molto sulle vendite del prodotto, anche e soprattutto considerando le poche possibilità di sottotitoli.

VOTO COMPLESSIVO

7

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