Onimusha: Way of the Sword mette Miyamoto Musashi al centro della storia e utilizza il volto del leggendario attore Toshiro Mifune come modello per il protagonista. È una scelta precisa di Capcom: dare al ritorno della serie un samurai immediatamente riconoscibile, senza obbligare i nuovi giocatori a conoscere gli eroi dei vecchi capitoli.
Il gioco è disponibile dal 4 settembre 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC. Per data, piattaforme e dettagli di lancio aggiornati rimandiamo alla nostra pagina sull’uscita di Onimusha: Way of the Sword; qui ci concentriamo sulla scelta di Musashi e sul legame con Toshiro Mifune.
Perché Miyamoto Musashi è il protagonista del nuovo Onimusha
Way of the Sword non riprende Samanosuke, Jubei o Soki come protagonista principale. Capcom ha scelto Miyamoto Musashi, figura storica diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’immaginario samurai.
La scelta aiuta anche il nuovo capitolo a funzionare come punto d’ingresso. Il director Satoru Nihei ha spiegato che la storia è stata costruita per essere comprensibile senza conoscenze pregresse della serie. Se il dubbio è proprio questo, abbiamo separato l’intento nella guida che chiarisce se serve giocare i precedenti Onimusha prima di Way of the Sword.
Toshiro Mifune è il modello del volto di Musashi
Capcom ha realizzato l’aspetto di Musashi prendendo come riferimento Toshiro Mifune, con il supporto di Mifune Productions. Non significa che l’attore interpreti materialmente il personaggio: Mifune è morto nel 1997. Il suo volto e la sua immagine vengono utilizzati come base visiva per la versione di Musashi creata dal team.
La scelta ha un peso particolare perché Mifune è legato nell’immaginario internazionale al cinema di samurai, grazie anche alle numerose collaborazioni con Akira Kurosawa. Il risultato permette a Capcom di richiamare immediatamente quel linguaggio cinematografico senza trasformare Way of the Sword in una ricostruzione storica realistica. Sul sito ufficiale di Onimusha: Way of the Sword Capcom presenta Musashi come fulcro di questa nuova interpretazione della serie.
Il Musashi di Onimusha non è una biografia storica
Way of the Sword resta un dark fantasy. Il protagonista porta un nome e un’identità storica riconoscibili, ma viene inserito in una Kyoto invasa dai Genma e utilizza il Guanto Oni per assorbire anime e ottenere poteri soprannaturali.
Il gioco non va quindi letto come una biografia interattiva di Miyamoto Musashi. Capcom prende una figura reale e la reinterpreta all’interno della mitologia di Onimusha, esattamente come la serie ha sempre mescolato personaggi, luoghi e periodi storici con demoni e forze soprannaturali.
Cosa cambia rispetto ai protagonisti dei vecchi Onimusha
La differenza principale non è soltanto il nome del protagonista. Way of the Sword è stato progettato come nuovo punto di partenza narrativo: concetti ricorrenti come Oni e Genma vengono nuovamente spiegati e non esistono collegamenti narrativi diretti indispensabili con i capitoli precedenti.
Per un veterano restano numerosi elementi familiari, dall’assorbimento delle anime all’Issen. Per chi arriva nel 2026, invece, Musashi è sufficiente per entrare nella storia senza dover conoscere Samanosuke o Jubei.
Musashi cambia anche il tono del combattimento
L’immagine del samurai si riflette soprattutto nei duelli. Way of the Sword insiste sul contatto tra le lame, sulla lettura degli attacchi, sulle deviazioni e sull’Issen. È un sistema più tecnico rispetto ai primi Onimusha, ma non va confuso con l’intento di questa pagina.
Per evitare sovrapposizioni abbiamo raccolto separatamente tutte le meccaniche nella guida al combattimento di Onimusha: Way of the Sword, mentre la scelta tra Story e Action è trattata nella guida dedicata alla difficoltà.
In sintesi: perché proprio Musashi e Mifune
Capcom aveva bisogno di un volto capace di rappresentare immediatamente il ritorno di Onimusha. Miyamoto Musashi offre una figura storica riconoscibile; Toshiro Mifune aggiunge un riferimento visivo fortemente associato al cinema samurai. La combinazione permette a Way of the Sword di richiamare il Giappone storico mantenendo, allo stesso tempo, la libertà dark fantasy della serie.
Ora che il gioco è disponibile, puoi approfondire anche il risultato finale nella nostra recensione di Onimusha: Way of the Sword su PlayStation 5, dove analizziamo storia, combattimento, struttura e resa tecnica del nuovo capitolo.

