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Onimusha Way of the Sword: guida al combattimento

Parry, Deflect, Issen, stamina e Guanto Oni: le meccaniche da capire prima di affrontare i Genma con Miyamoto Musashi

Valentina Paradiso 11 minuti fa Commenta! 16
 
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Il combattimento di Onimusha: Way of the Sword non consiste semplicemente nel concatenare attacchi con la katana. Capcom ha costruito gli scontri di Miyamoto Musashi attorno a Parry, Deflect, Issen, gestione della stamina e poteri del Guanto Oni, con tecniche difensive che producono risultati differenti e che conviene imparare fin dalle prime ore. ([PlayStation.Blog][1])

Contenuti
Come funziona il combattimento di Onimusha Way of the SwordParry: la tecnica da imparare per primaDeflect: quando conviene deviare invece di fare ParryIssen: il contrattacco più rischioso e potenteBreak Issen: perché la stamina dei nemici è fondamentaleLa guardia normale non è inutileSchivata e Reflex Combo: evitare i colpi può diventare offensivoCome funziona il Guanto OniOni Armament: quando usare le anime bluOni Strength e Oni Agility: il Guanto serve anche fuori dagli scontriContro gruppi di nemici non fissarti su un solo bersaglioCosa conviene imparare prima di iniziare OnimushaParry, Deflect o Issen: quale usare?Onimusha Way of the Sword non va affrontato come un SoulslikeTi potrebbe interessare

Onimusha: Way of the Sword arriverà il 4 settembre 2026 e una demo permette già di provare circa trenta minuti dell’avventura. Se vuoi recuperare le informazioni su data e piattaforme, abbiamo già spiegato perché Onimusha: Way of the Sword è stato anticipato al 4 settembre. Qui ci concentriamo invece su ciò che serve davvero quando inizieranno gli scontri.

Come funziona il combattimento di Onimusha Way of the Sword

La base è quella di un action in terza persona incentrato sulla scherma. Musashi dispone di attacchi leggeri e pesanti, può difendersi, schivare e reagire agli assalti avversari con diverse tecniche basate sul tempismo. La particolarità è che Parry, Deflect e Issen non sono tre nomi differenti per la stessa parata: ognuno modifica lo scontro in maniera specifica. ([PlayStation.Blog][2])

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Musashi e i nemici possiedono inoltre una barra della salute e una barra della stamina. Colpire un avversario o reagire correttamente ai suoi attacchi può consumarne la stamina; quando questa viene svuotata, il nemico perde l’equilibrio e può essere aperto a un potente Break Issen. Lo stesso principio vale però anche per Musashi: terminare la propria stamina lo lascia esposto. ([PlayStation.Blog][3])

Questo significa che la vittoria non dipende soltanto dal ridurre a zero i punti vita. Controllare la postura dell’avversario, provocare aperture e scegliere la risposta difensiva corretta può essere molto più efficace di una sequenza indiscriminata di colpi.

Parry: la tecnica da imparare per prima

Il Parry è probabilmente il primo sistema che conviene rendere automatico. Si esegue attivando la guardia nel momento corretto poco prima dell’impatto di un attacco. Rispetto alle tecniche più avanzate, le impressioni ufficiali di PlayStation descrivono la finestra del Parry come relativamente permissiva. ([PlayStation.Blog][3])

Un Parry riuscito fa barcollare l’avversario e crea una finestra per contrattaccare. Durante le prove pubblicate da PlayStation è stato inoltre evidenziato che la parata corretta potenzia temporaneamente la spada, permettendo di infliggere più danni con gli attacchi successivi. ([PlayStation.Blog][2])

Per chi inizia, la conseguenza pratica è semplice: non cercare subito l’Issen perfetto contro ogni nemico. Imparare prima il ritmo del Parry offre una risposta meno rischiosa, permette di osservare meglio le animazioni degli avversari e crea comunque un vantaggio offensivo.

Deflect: quando conviene deviare invece di fare Parry

Il Deflect richiede un input differente e un tempismo più preciso. Nella configurazione mostrata su PS5 viene eseguito combinando la guardia con un secondo comando. Se riesce, Musashi devia il colpo e infligge un danno significativo alla stamina dell’avversario. ([PlayStation.Blog][2])

È questa la differenza da ricordare: il Parry serve soprattutto a creare un’apertura e potenziare l’offensiva immediatamente successiva, mentre il Deflect è particolarmente efficace per svuotare la stamina nemica e preparare un Break Issen.

Contro avversari resistenti o duellanti capaci di sostenere numerosi colpi, imparare a concatenare più Deflect può quindi abbreviare lo scontro molto più di una serie di attacchi normali. La dimostrazione contro Sasaki Ganryu ha mostrato proprio questa interazione: parate e deviazioni possono essere combinate per preparare una finestra offensiva più importante. ([PlayStation.Blog][2])

Issen: il contrattacco più rischioso e potente

L’Issen è una delle meccaniche simbolo della serie Onimusha e torna anche in Way of the Sword. A differenza del Parry, non richiede di difendersi: bisogna attaccare esattamente nel momento in cui il colpo avversario sta per raggiungere Musashi. ([PlayStation.Blog][2])

Il margine è molto più stretto e PlayStation lo descrive come la tecnica più difficile fra quelle provate. La ricompensa è però proporzionata al rischio, perché l’Issen infligge danni estremamente elevati e può concludere rapidamente gli scontri contro nemici normali. ([PlayStation.Blog][2])

La regola migliore prima di iniziare è quindi non trasformarlo in un’ossessione. Impara prima a riconoscere gli attacchi utilizzando guardia e Parry, passa successivamente al Deflect e prova l’Issen quando conosci abbastanza bene il ritmo del nemico. Cercarlo continuamente senza conoscere le animazioni significa esporsi inutilmente.

Break Issen: perché la stamina dei nemici è fondamentale

Esiste poi una seconda strada per arrivare a un attacco devastante. Quando la stamina di un nemico viene completamente consumata, questo perde l’equilibrio e può subire un Break Issen. Non richiede quindi lo stesso tempismo estremo dell’Issen eseguito come contrattacco: prima bisogna costruire l’apertura. ([PlayStation.Blog][3])

Per questo il Deflect diventa particolarmente utile contro gli avversari più resistenti. Una sequenza di deviazioni corrette può prosciugarne rapidamente la stamina e permettere a Musashi di passare da una fase apparentemente difensiva a un’esecuzione estremamente offensiva.

Il sistema suggerisce già una delle lezioni principali del gioco: difendere bene non significa semplicemente ridurre il danno subito. In Way of the Sword la difesa prepara direttamente l’attacco.

La guardia normale non è inutile

L’esistenza di tecniche basate sul tempismo potrebbe far pensare che bloccare normalmente sia sempre una scelta sbagliata. Non è così. Capcom ha progettato la guardia come soluzione di sicurezza e il gioco permette a Musashi di adattare automaticamente la posizione della spada anche agli attacchi provenienti da direzioni differenti. ([XBOX Wire][4])

Questo è particolarmente importante contro gruppi di Genma. Non sempre avrai il tempo o la visibilità necessaria per eseguire un Issen perfetto contro ogni avversario. Bloccare un attacco e ristabilire la posizione può essere preferibile a rischiare danni soltanto per inseguire una tecnica più spettacolare.

Bisogna però ricordare la stamina: una difesa troppo passiva può portare Musashi a esaurirla e rimanere vulnerabile. La guardia va quindi utilizzata come strumento, non come posizione permanente.

Schivata e Reflex Combo: evitare i colpi può diventare offensivo

Way of the Sword non costringe a rispondere a ogni attacco con la spada. La schivata possiede una propria meccanica dedicata: evitare continuamente gli attacchi contribuisce a riempire il Reflex Dodge Gauge e, una volta completato, permette di eseguire un potente Reflex Combo. ([PlayStation.Blog][1])

Questo sistema offre una soluzione alternativa soprattutto contro attacchi che non si conoscono ancora bene. Se il tempismo di Parry o Deflect non è chiaro, schivare può essere inizialmente più sicuro e non significa rinunciare completamente alla pressione offensiva.

La lezione è quindi evitare automatismi. Parry, Deflect, Issen e schivata sono risposte complementari: scegliere quella corretta dipende dal nemico e dall’obiettivo che vuoi ottenere in quel momento.

Come funziona il Guanto Oni

Il Guanto Oni è il secondo grande pilastro del combattimento. L’artefatto legato a Musashi assorbe le anime rilasciate dai Genma e permette di trasformarle in risorse differenti. Capcom conferma tre tipologie principali di anime: gialle, blu e rosse. ([Capcom Games][5])

  • Anime gialle: ripristinano la salute di Musashi.
  • Anime blu: riempiono la barra Oni Power utilizzata dalle abilità Oni Armament.
  • Anime rosse: vengono utilizzate per potenziare l’equipaggiamento.

Assorbire le anime non è quindi soltanto un elemento storico della serie. Durante gli scontri bisogna leggere rapidamente ciò che viene rilasciato e sfruttarlo in funzione delle necessità del momento: recuperare salute, preparare un attacco Oni oppure investire nella crescita dell’equipaggiamento.

Oni Armament: quando usare le anime blu

Accumularne abbastanza permette di utilizzare gli Oni Armament, potenti capacità alimentate dall’Oni Power. Nella demo e nelle anteprime ufficiali queste tecniche rappresentano uno degli strumenti più offensivi concessi dal Guanto e possono diventare particolarmente preziose contro avversari resistenti. ([PlayStation.Blog][2])

La tentazione sarà probabilmente quella di consumarle appena disponibili, ma contro boss e duellanti può essere più conveniente conservare la risorsa per una finestra realmente favorevole. Se hai appena provocato uno stagger, svuotato la stamina nemica o creato un’apertura attraverso un Parry, utilizzare in quel momento un attacco Oni può massimizzare il vantaggio.

Alcune esecuzioni contro i boss introducono inoltre una scelta: puntare a infliggere più danni oppure ottenere maggiori quantità di anime e risorse per recuperare. Il combattimento chiede quindi di valutare anche ciò che serve dopo il singolo colpo. ([XBOX Wire][4])

Oni Strength e Oni Agility: il Guanto serve anche fuori dagli scontri

Il potere Oni non si limita agli attacchi speciali. Capcom ha mostrato Oni Strength, capacità che permette a Musashi di spezzare determinate difese con la forza sovrumana, e Oni Agility, che aumenta drasticamente la mobilità. ([PlayStation.Blog][1])

Oni Agility può essere utilizzata anche nell’esplorazione, per esempio permettendo a Musashi di correre su alcune pareti e raggiungere zone differenti. Questo suggerisce che imparare a utilizzare il Guanto sarà importante tanto quanto perfezionare la scherma.

Se vuoi recuperare anche i nemici e le informazioni mostrate negli ultimi showcase, abbiamo raccolto gli annunci dedicati al gioco nel nostro approfondimento sul Capcom Spotlight di giugno 2026, dove era stato presentato anche il Genma Dohatsu-ten.

Contro gruppi di nemici non fissarti su un solo bersaglio

Le anteprime mostrano chiaramente che Way of the Sword non è costruito soltanto attorno ai duelli. Musashi viene spesso circondato da più Genma e il problema diventa controllare il gruppo senza perdere la lettura degli attacchi. Xbox ha sottolineato proprio come la difficoltà degli scontri normali dipenda molto dalla gestione della folla più che dal singolo avversario. ([XBOX Wire][4])

La possibilità di bloccare e deviare colpi provenienti da direzioni differenti aiuta molto, così come la capacità di rimandare indietro alcuni proiettili. Contro diversi nemici conviene quindi privilegiare posizione e controllo dello spazio invece di inseguire continuamente un bersaglio isolato.

Anche l’offensiva può contribuire alla difesa: mettere sotto pressione i Genma più deboli consuma la loro stamina e può impedire loro di organizzare attacchi coordinati. Fermarsi e aspettare passivamente ogni colpo non sembra essere l’approccio più efficace.

Cosa conviene imparare prima di iniziare Onimusha

Se vuoi arrivare preparato alle prime ore, non è necessario memorizzare decine di combo. Conviene invece acquisire alcune abitudini fondamentali che resteranno utili anche quando il gioco introdurrà nemici più complessi:

  1. Impara prima il Parry: ha un rischio più contenuto e crea immediatamente aperture offensive.
  2. Osserva sempre la stamina nemica oltre alla barra della salute.
  3. Usa il Deflect quando vuoi accelerare la rottura della stamina dell’avversario.
  4. Non inseguire l’Issen a ogni costo: il tempismo è molto più severo e conviene provarlo quando conosci già il nemico.
  5. Conserva abbastanza stamina per difenderti o riposizionarti dopo una combo.
  6. Alterna guardia, Parry e schivata invece di affidarti a una sola risposta.
  7. Assorbi rapidamente le anime e riconosci la differenza tra gialle, blu e rosse.
  8. Non sprecare automaticamente l’Oni Power: contro i nemici più forti può essere meglio attendere una vera apertura.
  9. Contro gruppi numerosi controlla posizione e direzione degli attacchi prima di concentrarti su una singola esecuzione.
  10. Sfrutta la demo per allenare soprattutto Parry, Deflect e Issen: i progressi narrativi non vengono trasferiti, quindi può essere utilizzata come palestra.

Parry, Deflect o Issen: quale usare?

La distinzione può essere riassunta facilmente. Se vuoi una risposta relativamente sicura che prepari il contrattacco, usa il Parry. Se l’obiettivo è danneggiare rapidamente la stamina nemica, prova il Deflect. Se conosci perfettamente il tempismo dell’avversario e vuoi massimizzare danni e spettacolarità, cerca l’Issen.

Nessuna delle tre tecniche sostituisce completamente le altre. Le prove ufficiali mostrano anzi che il combattimento funziona meglio quando vengono concatenate: un Parry può potenziare la spada, un successivo Deflect può svuotare la stamina dell’avversario e il Break Issen può trasformare tutta la sequenza in una pesante esecuzione. ([PlayStation.Blog][2])

È probabilmente questa la meccanica più importante da comprendere prima dell’uscita: Way of the Sword premia la lettura dello scontro più della ripetizione della stessa azione.

Onimusha Way of the Sword non va affrontato come un Soulslike

Le somiglianze superficiali con alcuni action moderni possono portare a interpretarlo come un Soulslike basato soprattutto su schivate, studio dei boss e punizione severa degli errori. Le anteprime ufficiali raccontano però un approccio differente: Musashi è già presentato come uno spadaccino esperto e il sistema vuole far sentire il giocatore potente quando riesce a utilizzare correttamente le tecniche disponibili. ([XBOX Wire][4])

Questo non significa che gli scontri siano semplici. Duellanti come Sasaki Ganryu richiedono parate, deviazioni e gestione della stamina molto più precisa rispetto ai normali Genma. La differenza è nell’intenzione: Capcom punta su scontri fluidi e cinematografici nei quali attacco e difesa passano continuamente l’uno nell’altra.

Per questo, prima di iniziare il 4 settembre, la cosa più utile non è cercare la build migliore o conoscere già ogni boss. Basta arrivare con un principio chiaro: osserva l’attacco, scegli la risposta corretta e trasforma la difesa in un’apertura. Parry, Deflect, Issen e Guanto Oni sono tutti strumenti dello stesso sistema, e imparare quando usarli sarà probabilmente molto più importante che premere più velocemente il tasto d’attacco.

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