In un genere che associa ormai l’extraction shooter a competizione online e PvP, Omen sceglie una strada decisamente diversa. Il debutto di Codex Interactive è un’esperienza interamente single player, osservata dall’alto e costruita attorno a spedizioni, raccolta di risorse, personalizzazione dell’astronave e difesa della propria base.
Uscito su PC nell’agosto 2026, Omen mette insieme roguelite, looter shooter e fantascienza oscura con un’impostazione volutamente rétro. Non tutte le sue componenti hanno la stessa profondità, ma il risultato possiede abbastanza carattere da non sembrare l’ennesimo esperimento assemblato inseguendo le mode del momento.
Storia, personaggi e ambientazione
L’universo di Omen è già andato in pezzi quando inizia l’avventura. Dopo il Secondo Grande Collasso, i Voidborn sopravvivono su enormi stazioni sparse tra sistemi frammentati, mentre l’Impero Samarin sta cedendo davanti all’avanzata del Velo, una minaccia cosmica che sembra sfuggire alle normali leggi della realtà.
Il giocatore controlla un Astral, pilota immortale inviato a investigare sulla caduta dell’Impero. La premessa accompagna una campagna divisa in più regioni e fazioni, costruendo gradualmente un mondo di guerre secolari, culti e rovine tecnologiche.
La storia non domina mai l’esperienza, ma Omen dedica al proprio universo più attenzione di quanto l’azione immediata lasci inizialmente pensare. Dialoghi, schermate narrative e informazioni sparse danno consistenza allo scenario senza bloccare continuamente il ritmo. Peccato che l’assenza dell’italiano renda meno immediata una componente che vive parecchio di testi.
Gameplay
Il cuore del gioco è semplice: si sceglie una missione, si entra in un settore ostile, si completano obiettivi e si accumulano risorse cercando poi di estrarre prima che la situazione diventi ingestibile. Morire significa rischiare ciò che si è raccolto, e proprio questa tensione alimenta i momenti migliori.
Il combattimento è rapido e leggibile. L’astronave può essere modificata con armi, abilità e moduli differenti, pescando da un arsenale molto ampio. Sperimentare con l’equipaggiamento è una delle parti più divertenti di Omen, soprattutto quando una configurazione modifica realmente il modo di affrontare gruppi di nemici o bersagli più pesanti.
Tra le spedizioni si torna alla base, dove le risorse recuperate servono a creare equipaggiamento e strutture difensive. Le incursioni nemiche costringono infatti a proteggere ciò che si è costruito, inserendo una componente tower defense che spezza il ritmo delle missioni. È una buona idea, ma rimane più semplice di quanto potrebbe e alla lunga tende a ripetersi.
Lo stesso problema riguarda alcuni incarichi e l’intelligenza artificiale, spesso prevedibile. I boss aumentano il livello della sfida ma possono diventare troppo resistenti, trasformando certe battaglie in lunghe prove di logoramento.
L’aggiornamento gratuito Mercenary Mode aggiunge però una valida alternativa alla campagna: contratti procedurali, progressione separata, nuovi scafi e una struttura più immediata basata su missioni consecutive. Per chi apprezza il loop di estrazione è probabilmente il modo migliore per prolungare l’esperienza.
Livello tecnico
Visivamente Omen punta consapevolmente a una fantascienza rétro, con interfacce dense, filtri CRT opzionali e una presentazione che richiama certi giochi PC degli anni Novanta. Gli sfondi e le astronavi funzionano bene, mentre alcune strutture e schermate risultano più spartane.
Il comparto audio accompagna efficacemente gli scontri e contribuisce all’atmosfera, mentre non è presente un doppiaggio completo. Sul piano prestazionale il gioco è leggero nei requisiti, anche se possono comparire cali nelle situazioni più affollate. Gli aggiornamenti hanno migliorato diversi aspetti e introdotto anche una modalità prestazioni che riduce gli effetti particellari.


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