Crash team racing

Old But Gold #44 – Crash Team Racing

Questo mese il gioco di kart del Bandicoot più famoso di sempre compie 20 anni tondi

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Questo mese, Crash Team Racing, ovvero il primo gioco di kart su Crash e contemporaneamente ultimo titolo nato dalla costola di Naughty Dog sul simpaticissimo peramelemorfo, compie 20 anni.
Il videogioco venne sviluppato su richiesta di Sony per concorrere contro l’idraulico di casa Nintendo, che ottenne il primo gioco di kart già 7 anni prima dell’uscita di Crash Team Racing: nonostante quest’ultimo avesse molti punti in comune con Super Mario Kart per quanto riguarda il gameplay, Jason Rubin, direttore del progetto e co-fondatore di Naughty Dog, riuscì a realizzare un titolo a suo modo originale e caratteristico, capace di appassionare un gran numero di possessori della leggendaria PlayStation.

Con il remake Crash Team Racing Nitro-Fueled, uscito pochi mesi fa e rimasto in cima alle classifiche di vendita mondiali per molte settimane, sembra ormai scontato dire che questo titolo sia rimasto nel cuore degli appassionati del buffo Bandicoot: la vera domanda da porsi è: come mai i videogiocatori nutrono un affetto cosi forte per questo titolo?
Noi di iCrewPlay per questa settimana abbiamo scelto di analizzare CTR, cercando di sviscerare i suoi punti salienti e le peculiarità che lo hanno reso, per citare le recensioni dell’epoca, il gioco che ha reso fantastica la corsa su kart.
3… 2… 1… Si parte!

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“Scaldate i motori per una produzione Naughty Dog!”

In ogni gioco sviluppato da Naughty Dog, non esiste che il team non inserisca una storia: ebbene, anche in Crash Team Racing è presente la trama.
Nell’Arcipelago N.Sanity, il passatempo preferito degli abitanti sono le corse: queste si svolgono in maniera competitiva, con tanto di tracciati dove gareggiano i migliori piloti di tutte e tre le isole.

Mentre si sta svolgendo una gara sulla pista Parco Coco, una stramba navicella spaziale irrompe nel cielo azzurro: Nitros Oxide, un alieno malvagio proveniente dal pianeta Gasmoxia che sostiene di essere il pilota più veloce della galassia, minaccia di trasformare il pianeta Terra nel suo enorme parcheggio personale e di ridurre tutti i terrestri in schiavitù.
Esiste però un modo per impedire che questo accada: Oxide lancia una sfida dal nome “Vinca il più veloce”, che consiste in una gara testa a testa tra il campione del mondo e l’alieno gasmoxiano. Se a vincere sarà il pilota terrestre, allora la Terra verrà risparmiata.
Appena appresa la notizia, tutti i piloti che popolano l’arcipelago si preparano a sfidarsi l’un l’altro per ottenere il titolo di campione mondiale e una speranza per salvare il mondo: il destino dell’umanità è nelle mani di colui che sarà eletto campione.

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Oxide in tutta la sua “magnficenza”.

Potere di Bandicoot!

Con questa premessa, veniamo catapultati nel mondo di gioco: esistono 4 hub centrali contenenti ciascuno un altrettanto numero di piste: all’inizio sarà accessibile soltanto il primo, dopodiché dovremmo completare e vincere le gare per ottenere dei trofei e il permesso di sfidare il boss dell’area dedicata.
Una volta vinto anche contro il boss, questo ci darà una chiave per proseguire nelle zone successive del gioco.

Quasi tutte le piste del gioco sono iconiche e ben realizzate: è davvero difficile scegliere effettivamente la migliore, grazie ai canoni stilistici fissati da Naughty Dog che erano qualitativamente mostruosi per l’epoca. Piste come Piramide Papu, Via Aria Calda e Rocca Cortex sono semplicemente favolose.
Una volta completata la gara di ogni pista, sarà possibile accedere alla sfida CTR, che consiste nel raccogliere le 3 lettere sparse per il livello e terminare la gara primo, e alla corsa delle reliquie, modalità che si basa sul realizzare il tempo migliore grazie alle casse sparse per il tracciato, che freezeranno il tempo per qualche secondo.

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Signori, ecco a voi una delle piste più belle di tutto il gioco: Via Aria Calda.

L1 + R1

Esattamente come già visto in Mario Kart, il gameplay si basa essenzialmente sul loot di oggetti che agevoleranno la nostra scalata verso il gradino più alto del podio: in base alla nostra posizione in classifica, ci verranno assegnati item più potenti come la maschera Aku Aku (o Uka Uka se il nostro pilota sarà un villain) o la sfera warp nel caso ci trovassimo nella parte bassa della classifica. Viceversa, nel caso rientrassimo nelle prime posizioni, otteremo oggetti non proprio devastanti.

Ma attenzione: la fortuna giocherà un ruolo comprimario in Crash Team Racing.
Il gameplay puro di CTR sono le derapate: masterando le derapate, sarà possibile andare molto più veloce del normale, ma soprattutto queste risulteranno fondamentali per mantenere accesi i vari turbo che le pedane verdi hanno da offrirci. Questa meccanica risulta particolarmente avvincente e divertente, perché riesce a rendere la vittoria finale una vera e propria soddisfazione poiché, nonostante la fortuna dei loot, se si vince è solo grazie alle proprie abilità pad alla mano.
Inoltre, sulle piste sono presenti un gran numero di scorciatoie: alcune di queste sono scelte di level design sapientemente posizionate con la giusta maestria da Naughty Dog, mentre le altre invece sono dei veri e propri glitch, errori di programmazione a cui gli sviluppatori hanno prestato poca attenzione.

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Piramide Papu: una pista tanto bella… quanto glitchata.

Ulteriori modalità e piloti

In Crash Team Racing avremo a disposizione nel nostro roaster di piloti praticamente tutti i personaggi canonici della trilogia originale: ci sono un totale di 17 piloti e ognuno di questo sarà etichettato in base a quanto risultino difficili da guidare.
Questa feature aggiunge profondità al gameplay, permettendoci di scegliere il pilota con le caratteristiche più adatte al tracciato in cui si svolge la gara: queste si suddivideranno in velocità, turbo boost e manovrabilità. La tier di queste stats suddividerà i personaggi in base, intermedio e avanzato.

Oltre alla modalità storia, è presente l’arcade locale, dove è possibile giocare gare singole o delle vere e proprie coppe composte ognuna da 4 tracciati: uno dei punti di forza di CTR, è sicuramente la capacità di poter giocare in 4 giocatori tramite multiplayer locale, cosa non proprio scontata per i tempi che furono.
Una volta finita l’avventura, sarà possibile gareggiare nelle prove a tempo: queste consistono in cercare di battere i tempi migliori della pista senza l’ausilio di potenziamenti: i nostri avversari da sconfiggere saranno… il ghost di N. Trophy e quello di Nitros Oxide!
Per battere i tempi dei due antagonisti bisognerà essere dei piloti eccezionali, soprattutto per le prove di Oxide: nel caso tu fossi un completista incallito, ti consiglio di esercitarti molto per riuscire a surclassare i tempi del gasmoxiano su ogni pista.

In conclusione

Crash Team Racing rappresenta uno degli ultimi giochi meglio realizzati di Crash, prima dell’acquisizione da parte di Universal, che dal suo canto cercò di rinnovare il franchise, ma riuscì soltanto ad abbandonare la serie nello stagnamento più totale.
Personalmente, il gameplay leggermente più tecnico della sua controparte Nintendo mi ha fatto sempre preferire CTR rispetto ai Mario Kart, nonostante anche questi fossero degli ottimi titoli.
Dopo l’acquisizione di Activision dei diritti di Crash Bandicoot, stiamo vedendo sempre più successi commerciali del publisher grazie ai remake che sta sfornando, con Nitro-Fueled che in prospettiva potrebbe superare le vendite della N. Sane Trilogy.
In occasione del ventesimo anniversario di CTR, Crash ci ha dimostrato che dalla morte si può tornare vittoriosi: perché le leggende possono sembrare assopite, ma in realtà non muoiono mai per davvero, se rimangono impresse nel cuore di chi ricorda.

Old But Gold #44 - Crash Team Racing 5

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