Old But Gold The Typing of the Dead

Old But Gold #170: The Typing of the Dead

Old But Gold di questa settimana si concentra su un titolo il cui proiettile derivava dalla tua capacità di scrittura su tastiera

Old But Gold un po’ particolare, non credi? Ebbene, The Typing of the Dead è un gioco uscito nel 1999 prima su cabinati Arcade, poi su Dreamcast, su PC (Windows 2000) e su PlayStation 2. Quante uscite, non è vero? E tutte avevano una singola cosa in comune: l’uso di una tastiera. Si tratta di un gioco il cui uso ne era strettamente legato e lo rendeva tra i titoli più particolari mai visti in quegli anni. Inoltre doveva far parte della categoria dei videogiochi educativi o di avventura testuale e, diciamolo chiaramente, sul secondo SEGA ci ha preso appieno.

Perché sì, The Typing of the Dead è stato rilasciato da SEGA come giocatore singolo o in co-op locale a tema horror. In realtà dovrebbe essere uno spin-off di House of the Dead, ma è stato talmente tanto apprezzato da poterlo considerare come titolo stand alone. Se il titolo non ti è così nuovo, allora sappi che probabilmente ti starai ricordando del rifacimento per Steam, fatto proprio in questi anni. Potrai giocarci al costo di €17,99 e tornare a scrivere freneticamente sulla tastiera per sparare ai nemici.

Ovviamente non è in italiano, almeno nei dialoghi, perché i sottotitoli hanno subito una traduzione. Così come il resto di The Typing of the Dead.

Old But Gold The Typing of the Dead

 

Old But Gold all’insegna di The Typing of the Dead

Per questo Old But Gold andiamo su quello che dovrebbe essere un genere horror; in The Typing of the Dead siamo in una cittadina, il cui caos ha preso il sopravvento; mostri, zombie e creature del male infestano la città e tentano di uccidere tutti gli abitanti. Non lascia spazio a sentimentalismi: donne, bambini, anziani e uomini vengono presi senza alcuna distinzione. Effettivamente, le forze incaricate, provarono a fermare questi esseri immondi con armi da fuoco abbastanza classici senza sortire alcun risultato.

Dopo poco capirono che spettava a un team esperto, particolare, eseguire questo incarico e vengono chiamati James, Gary, Harry e Amy per risolvere questo increscioso casino. Muniti con uno strano zaino sulle spalle e una tastiera a ridosso del petto, accettano la missione e si avventurano a caccia di mostri. E bene o male la storia è questa, anche se ovviamente ci sarebbe tanto altro da dire. Ma ti rovinerei la sorpresa, quindi ti lascio l’arduo compito di scoprirne di più tramite i canali detti nel paragrafo precedente.

Nella storia troviamo tantissimi personaggi e riferimenti al gioco originario, come Goldman e vari rifacimenti nei dialoghi. Quest’ultimi risultavano assolutamente trash, degni di un episodio de Le Bizzarre Avventure di Jojo e forse è anche per questo che The Typing of the Dead ebbe un discreto successo. Anche le mosse fatte dai vari personaggi ricordano tantissimo quest’ultima opera e ripensarci oggi equivale a rotolarsi dalle risate.

The Typing of the Dead

Personaggi principali riconoscibili tramite l’abbigliamento

Coloro che dovrebbero essere i personaggi giocabili, in realtà, non sono a scelta del giocatore. In The Typing of the Dead il personaggio veniva assegnato all’inizio della partita e poteva cambiare in base al fatto se eri accompagnato oppure no. Tutti avevano abiti eleganti e questo macchinario sulla schiena che, ingrandendo bene le immagini, si scopre essere una PlayStation. Ebbene sì, per questo Old But Gold non mancano le sorprese, perché immagino tu sia rimasto sorpreso quanto me.

Guardando bene le immagini di The Typing of the Dead, trovabili attraverso il web nel caso in cui tu fossi sprovvisto del gioco originale, è possibile notare il logo della prima, amata, PlayStation. Non è dato sapere se effettivamente era una collaborazione con la console di Sony o se dietro c’è un motivo particolare (magari c’è, chi lo sa), ma non è l’unica cosa strana presente in The Typing of the Dead. Gli zombie attaccavano le persone, giusto? Bene, ciò significa che attaccavano pure i giocatori.

Adesso immagina una creatura simile con in mano un’arma e quest’ultima non è altro che il martello rosa di Rossana, dall’omonimo anime. Ecco, diciamo che non poteva considerarsi tanto horror come situazione e The Typing of the Dead era pieno di questi dettagli. La grafica di The Typing of the Dead era quella dell’epoca, sia chiaro, quindi si vedevano proprio questi elementi che stonavano dal resto del gioco. Al tempo stesso, però, erano perfetti.

The Typing of the Dead

Ferisce più una parola scritta con la tastiera che un colpo di pistola

Arriviamo alla parte più importante di questo The Typing of the Dead, entrato a gamba tesa nel nostro catalogo Old But Gold, e cioè il gameplay del combattimento. Siamo abituati a veder uccidere creature non-morte con ogni tipo di arma immaginabile: pistole, armi laser, calci rotanti, combo magiche leggendarie e chi più ne ha, più ne metta. In The Typing of the Dead non era così e per vincere le battaglie dovevi semplicemente scrivere.

Ovvio, non dovevi scrivere ciò che volevi; ogni zombie aveva una parola o una frase e tu dovevi trascrivere la stessa con la tastiera. Niente di troppo complicato; ogni lettera scritta correttamente equivaleva a un colpo di pistola e questo causava danni. Era molto carino, perché sentivi proprio la potenza dei colpi dati e di come un singolo termine poteva effettivamente fare del male. Dovevi riuscire ad avere un buon controllo occhio mano e, pian piano, imparavi a scrivere sulla tastiera senza neanche più guardarla.

Gli elementi da scrivere comparivano sullo schermo come pop-up frontalmente allo zombie ed era impossibile non notarli; in fin dei conti, The Typing of the Dead era un titolo semplice e avvincente. Scommetto che ha dato il via a tantissime carriere dattilografiche ed effettivamente conosco giocatori che, al giorno d’oggi, possiedono un’elevata capacità di scrittura proprio grazie a questo gioco.

The Typing of the Dead

Un gioco educativo, specialmente durante i combattimenti con i boss finali

The Typing of the Dead era suddiviso a capitoli e tutto sommato era facile da finire in un’ora. Forse è anche per questo motivo che, nella storia videoludica, si è lasciato un po’ andare favorendo ben altri titoli. Ogni livello, però, aveva un suo boss ed era proprio in questi punti che si vedeva il massimo grado educativo inserito dagli sviluppatori. I boss in questione dovevano essere sconfitti con il classico metodo della scrittura, ma c’erano anche delle tempistiche ben precise per poter scrivere e parliamo di frasi lasciate a metà, parole interdette e tanto altro.

Un gioco educativo che faceva perno sulla rapidità e sui riflessi del giocatore. Ma nessuno si ricorda questa parte, perché tutti erano concentrati sulle voci robotiche degli zombie e sulle loro improponibili armi. Ogni tanto riuscivano anche a vincere, ma nessun problema; nel corso dell’avventura era possibile trovare dei box di cure, specialmente date da persone sconosciute in situazioni completamente casuali. Vorresti giocare a The Typing of the Dead su PC? Ecco i requisiti da rispettare:

  • Sistema operativo: Windows 7;
  • Processore: 2.0 GHz Dual Core;
  • Memoria: 2 GB di RAM;
  • Scheda video: ATI Radeon HD 6465, NVIDIA GeForce GT220;
  • DirectX: Versione 10;
  • Memoria dedicata: 10 GB di spazio disponibile.

The Typing of the Dead

Fonte

Hai mai conosciuto questo gioco nelle sale Arcade della tua città? Ricordi come erano fatti all'occorrenza?

Giulia Spataro
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