Nintendo 64 ha compiuto 30 anni e una parte della community ha deciso di festeggiarlo nel modo più adatto alla console: giocandolo il più velocemente possibile. RetroGamingLiveTV ha organizzato una maratona interamente dedicata al N64, con speedrun, challenge run, gare e segmenti speciali costruiti attorno ai giochi che hanno segnato la generazione.
L’evento si è svolto dal 25 al 27 settembre 2026, scelti apposta per avvicinarsi all’anniversario del lancio nordamericano della console. Non era una semplice raccolta di partite nostalgiche: l’idea era celebrare sia il catalogo del Nintendo 64 sia la comunità che, trent’anni dopo, continua a smontarne i giochi, ottimizzarli, trovare nuove strategie e trasformarli in terreno da competizione.
Tre giorni di speedrun per una console che non vuole invecchiare
La pagina ufficiale pubblicata su Speedrun.com descriveva la N64 30th Anniversary Marathon come un evento di almeno tre giorni dedicato a tutto ciò che la console ha lasciato dietro di sé. Le candidature erano aperte non soltanto alle speedrun tradizionali, ma anche a challenge run, gare e idee speciali.
È proprio questo a rendere la storia interessante anche fuori dalla nicchia dello speedrunning. Dopo trent’anni, alcuni giochi Nintendo 64 non vengono semplicemente rigiocati: vengono ancora studiati. Ogni percorso viene scomposto, ogni animazione può diventare una scorciatoia, ogni comportamento inatteso può trasformarsi nella base di una nuova categoria.
Il risultato è una forma di nostalgia molto diversa dal classico “ti ricordi quando?”. Qui il ricordo diventa pratica: prendere giochi che milioni di persone conoscono da decenni e cercare ancora qualcosa che non era stato fatto, oppure eseguire alla perfezione tecniche che un giocatore del 1996 non avrebbe nemmeno immaginato.
Gli organizzatori volevano anche le storie degli sviluppatori
Tra le indicazioni più belle dell’evento ce n’era una che andava oltre il cronometro. RetroGamingLiveTV invitava i partecipanti, quando possibile, a contattare gli sviluppatori dei giochi per coinvolgerli nei segmenti e raccogliere ricordi o commenti sulle produzioni dell’epoca.
È un dettaglio piccolo, ma racconta bene come sia cambiato il modo di vivere il retrogaming. Una volta una console “vecchia” finiva semplicemente in soffitta; oggi attorno a quelle macchine esistono comunità che preservano prototipi, documentano glitch, intervistano chi ci ha lavorato e tengono in vita giochi che non ricevono aggiornamenti da decenni.
Il Nintendo 64 continua a restituire sorprese
L’anniversario arriva in un periodo in cui il Nintendo 64 sta tornando spesso al centro delle storie più curiose della community. Solo pochi giorni fa abbiamo raccontato il recupero di un gioco N64 mai pubblicato, riemerso da una cartuccia offerta inizialmente a quasi 30.000 dollari e poi preservato online.
Anche i giochi più noti continuano a generare scoperte. Banjo-Kazooie, per esempio, resta uno dei simboli di quella generazione e ancora oggi la community riesce a tirare fuori dettagli dimenticati nel codice originale. È difficile pensare a un modo migliore per spiegare perché una macchina di trent’anni fa continui ad avere qualcosa da dire.
Lo speedrunning è diventato una forma di conservazione
Quando si parla di preservazione videoludica si pensa spesso a ROM, prototipi e hardware. Lo speedrunning conserva però un’altra parte della storia: il modo in cui i giochi funzionano realmente quando vengono spinti al limite.
Le comunità registrano percorsi, tecniche, categorie, tempi, revisioni delle regole e strategie che cambiano nel corso degli anni. Un glitch scoperto oggi può riscrivere una run costruita per vent’anni. Una nuova strategia può rendere improvvisamente rilevante un livello che sembrava completamente compreso.
È per questo che una maratona celebrativa dedicata al Nintendo 64 ha più senso di quanto possa sembrare. Non si limita a mostrare vecchi giochi: mostra cosa trent’anni di giocatori hanno imparato a fare con quei vecchi giochi.
Trent’anni dopo, il controller a tre impugnature è ancora qui
Il Nintendo 64 appartiene ormai senza discussioni alla storia del videogioco, ma la cosa più curiosa è che la sua storia non è finita. Ogni prototipo recuperato, ogni record abbassato, ogni glitch documentato e ogni maratona organizzata dalla community aggiunge qualcosa che nel 1996 non esisteva ancora.
Il trentesimo anniversario non è quindi soltanto un compleanno. È la prova che una console può smettere di essere un prodotto commerciale e diventare un archivio vivente, tenuto aperto da persone che continuano a giocare, cercare e competere molto tempo dopo la fine della sua generazione.



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