Minaurs: alla ricerca dei propri simili

Un titolo apparentemente simile a un puzzle game e che ricorda il mitico Lemmings, ma che ci rivelerà il suo carattere evoluto e adatto ai nostri tempi

Oggi voglio sottoporre alla vostra attenzione un gioco indie che mi ha incuriosito parecchio dal trailer. Nonostante la difficoltà nel reperire informazioni sul gioco, ho trovato giusto portare alla vostra attenzione il prodotto di IIDA Interactive. Sto parlando di Minaurs.

Gameplay

Minaurs richiede l’utilizzo del mouse, la selezione dei livelli ci permette di scegliere il pianeta dove atterrare e dove quindi avventurarci nelle varie spedizioni in base al numero di abitanti salvati. Maggiore è il numero di Minaur salvati nelle spedizioni e maggiore sarà la possibilità di raggiungere nuovi pianeti. Selezionando una nuova spedizione avremo a disposizione tre informazioni:

  • Gravità: ci indica la profondità dei salti per cambiare piano, più è alto il numero, più danno subiremo cadendo;
  • Profondità: rappresenta il numero di piani presenti nel livello, più si progredirà nel corso del gioco e più questo numero aumenterà;
  • Idoneità: è espressa in percentuale e determina la velocità di rigenerazione dello scudo di resistenza. Questo tasso varia da pianeta a pianeta, più alto è questo valore e più sarà rapida la rigenerazione.

Abbiamo la possibilità di interagire con gli animali che incontreremo nel nostro cammino; ognuno di essi ha determinate caratteristiche che non dovremo sottovalutare perché potranno intralciare il nostro percorso o talvolta arrecarci danno o ancora essere sfruttati a nostro vantaggio. Inizialmente abbiamo a disposizione solamente il nostro Minaur, la sua camminata per noi è inarrestabile, andrà dritto sino a che non incontrerà un ostacolo, dove sarà costretto a invertire la sua marcia. la nostra principale manovra sarà quella di modellare i terreni in modo da creare il percorso più corretto per far sì che il nostro beniamino possa raggiungere le ricompense e salvare i suoi simili. Con l’avanzare del gioco potremo sbloccare delle abilità che renderanno più facile il nostro percorso.

Una volta scelta la spedizione ci troveremo davanti a un quadro reticolato, composto da diverse piccole zone che potremo modificare cliccando su una delle 4 pareti, questo ci aiuterà a indirizzare il nostro beniamino nella giusta direzione. Il nostro Minaur camminerà sempre in avanti e i suoi passi saranno influenzati dalle nostre scelte o da muri che gli faranno cambiare direzione.

Il nostro obiettivo sarà quello di radunare nel corso del gioco, tutti i Minaur presenti nei vari pianeti e portare a termine tutte le conoscenze che il gioco stesso ci riserva. Per fare questo saremo costretti al classico “game farming” che ci porterà a ripetere i livelli più e più volte sino a che non abbiamo abbastanza materiali o in questo caso abbastanza Minaur liberati che ci permetteranno di andare sul pianeta successivo.

Legami con il passato

Non nego di aver sorriso notando una certa somiglianza con un gioco che ha segnato particolarmente la mia infanzia, con tutti quegli omini da salvare modificando il terreno o utilizzando le loro abilità in modo da aiutare i compagni ad arrivare a destinazione. Esatto, sto parlando proprio di Lemmings, un famosissimo gioco adatto a tutti e ormai diventato vintage.

Le somiglianze tra Minaurs e Lemmings sono diverse, a partire dalla marcia inarrestabile dei personaggi, le abilità che possono aiutarci a risalire o a superare degli ostacoli e addirittura la visuale. Minaurs si differenzia giustamente con alcuni particolare, quali gli animali che interagiscono con noi, trappole che ci bloccano e la possibilità, come scritto sopra, di modificare il terreno cliccando su di esso, facendo comparire e scomparire muri o pavimenti. Il gioco, infine, si salva automaticamente dopo ogni livello e non dispone della modalità multiplayer.

Comparto Grafico

La IIDA Interactive ha sicuramente cercato di catturare l’attenzione, non solo con le musiche e i suoni simili a campanelli per stimolare la nostra attenzione e provare a tenerci attivi nel gioco, ma ha abbinato a questo anche l’utilizzo di alcuni bagliori, luci a intermittenza non fastidiose che ricordano l’effetto della rugiada mattutina.

Incentrato soprattutto negli scenari simil-amazzonici, potremo scoprire una grafica abbastanza basilare, stile fantasy che non ci porta a pensare che lo sviluppatore abbia esagerato, o che la abbiano sottovalutata, diciamo piuttosto che hanno utilizzato gli strumenti giusti se paragonati alla non troppa importanza del gioco stesso, una mossa che ho apprezzato e sicuramente uno dei punti di forza del titolo

Musiche

Chiudendo gli occhi e senza quindi visualizzare il gioco, le musiche ci portano ad immaginare un ambiente fantastico, sembra di essere catapultati in una giungla, sembra quasi di immaginare una penombra, questo grazie a una melodia ripetitiva ma non stancante, piena di campanellini e flauti, stile che ricorda i classici nipponici, facendo del comparto musicale
uno dei punti di forza del gioco.

(Alla stesura di questa recensione ha collaborato anche Jes)

Fonte

Manuel
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