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Old But Gold #79 – Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Il terzi capolavoro di una serie immortale

Metal gear solid 3
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Metal Gear Solid 3: Snake Eater è il terzo capitolo della saga rilasciato per console Sony Playstation 2. Ideato e sviluppato da Hideo Kojima e distribuito da Konami, Metal Gear Solid 3: ha riscosso subito un enorme successo grazie alle innovative meccaniche di gioco e una storia che ancora oggi difficilmente trova eguali.

Metal Gear Solid un po’ di storia

Prima di entrare nel dettaglio su quest’opera vorrei parlarti della storia di Metal Gear, molti erroneamente pensano che il primo capitolo sia quello uscito nel 1998 su Playstation, in realtà il primo titolo della saga risale a ben 11 anni prima.

Metal Gear fu rilasciato per la prima volta nel 1987 su MSX2, il titolo è stato sviluppato da un giovanissimo Hideo Kojima, che all’epoca aveva solamente 24 anni. Inizialmente il gioco non era stato ideato come lo vediamo nel prodotto finale, ma fu Kojima che prese in mano il progetto e lo trasformò radicalmente nel capolavoro che diede vita al genere Stealth.

Come detto in precedenza inizialmente il primo titolo della saga è stato rilasciato per MSX2, e visto l’enorme successo fu sviluppato un porting su NES nello stesso anno, consacrando difatti il titolo a leggenda.

Dopo il successo del primo titolo Konami nel 1990, credendo di aver scoperto la formula utilizzata da Kojima, rilascia Metal Gear: Snake Revenge senza appunto la partecipazione di quest’ultimo.

Fu un fallimento su tutta la linea, tanto da costringere Konami a fare dietrofront e rilasciare nello stesso anno Metal Gear 2: Solid Snake, questa volta scritto e diretto da Kojima.
Inutile dire che il gioco piacque tantissimo, Konami decise dunque di affidare il destino della saga ad un’unica persona, appunto Hideo Kojima.

Metal Gear Solid 3: Snake Eater – la trama

Siamo in piena guerra fredda, per l’esattezza corre l’anno 1964. Gli Stati Uniti lanciano la missione “Virtuosa”, che consiste nell’infiltrazione da parte di un soldato scelto nella regione Tselinoyarsk, dove l’Unione Sovietica ha una base per il lancio di missili nucleari.

La missione come obbiettivo ha trarre in salvo Nikolai Stepanovich Sokolov, la mente che ha ideato un nuovo tipo d’arma, un carro armato semovente in grado di lanciare un attacco nucleare da qualsiasi punto della terra.

Il soldato incaricato per questa missione è Naked Snake, un giovane ma promettente ventinovenne addestrato dalla più grande soldatessa vivente The Boss.

Metal Gear Solid 3: Snake Eater – i personaggi

Il character design dei personaggi, sia alleati che nemici, è straordinario e non lascia nulla al caso.

Ogni soggetto è curato sia dal punto estetico, sia dal punto di vista psicologico, abbiamo per esempio un giovane Ocelot, che dimostra la sua irrequietudine data dai suoi vent’anni, passando poi per alcuni avversari che dovremo affrontare che sono The Pain, The Fear, The End, The Fury, The Sorrow e infine The Joy, nome in codice di The Boss.

Come potrai intuire dai nomi ogni personaggio porta il nome di un’emozione, quella che porta in battaglia contro il nostro protagonista, starà a noi trovare una strategia per sconfiggerli facendo appello alla nostra esperienza e all’ambiente che ci circonda.

Un altro personaggio è Eva, la bellissima spia che lascerà più di una volta senza parole Snake, la storia con lei è molto importante per capire gli avvenimenti che accadono in Metal Gear Solid 2 e Metal Gear Solid 4.

Altro personaggio molto caratteristico è Volgin, colonello della GRU. Un pazzo sadico dal cuore di ghiaccio, che ama torturare le sue vittime tramite potenti scariche elettriche.

Metal Gear Solid 3: Snake Eater – il gameplay

Metal Gear Solid 3: Snake Eater ha gettato le basi per un nuovo tipo di gioco, difatti in questo titolo compaiono meccaniche di gioco fino ad allora uniche del suo genere. Una di queste è il fattore stealth, in base alla mimetica indossata e alla pittura facciale che decidevamo di adottare, potevamo essere più o meno visibili ai nemici.

Un’altro problema con il quale il nostro protagonista doveva destreggiarsi era la fame, si perché come nella realtà una missione d’infiltrazione può durare dei giorni e un soldato per riuscire in questa dev’essere in piena forma e non può esserlo a stomaco vuoto.

Il sottotitolo Snake Eater non è stato scelto a caso, una delle pietanze di cui Snake dovrà nutrirsi appunto sono i serpenti, anche qui nel mangiare una pietanza il protagonista esprimeva un suo parere circa il sapore, più volte si consuma lo stesso pasto più questo per Snake risultava buono.

Altro aspetto del gameplay rivoluzionario sono le cure, non basta utilizzare qualche razione per tornare in salute, in Metal Gear Solid 3 se venivi ferito da un fucile bisognava estrarre la pallottola, disinfettare la ferita e infine suturarla. Non solo le ferite d’arma da fuoco, ma anche in caso di caduta e di lesioni a seguito di un combattimento.

Due parole su Hideo Kojima

Hideo Kojima nasce a il 23 agosto 1963 a Tokyo, la sua infanzia è piuttosto solitaria a causa dei continui trasferimenti della famiglia. Proprio in questo periodo e a causa della morte del padre, Hideo sviluppa una passione per la cultura pop degli anni Ottanta e si avvicina al mondo dei videogame.

Sono proprio i film di questo decennio a essere d’inspirazione al giovane Hideo, uno in particolare 1997: Fuga da New York, ha fortemente influenzato la mente del giovane designer, difatti Big Boss è plasmato sulle fattezze di Jena Plissken.

Dopo esser rimasto folgorato da Super Mario Bros per NES, Kojima decide di intraprendere la sua carriera nel mondo dei videogiochi. Le idee di Hideo sono rivoluzionarie per i suoi tempi e quindi molte volte rimangono incomprese, fino a quando non gli viene assegnato il progetto che cambierà tutto. Il progetto di cui sto parlando è Metal Gear, Kojima infuse tutte le sue idee in questo titolo dando vita a un vero e proprio cult.

La passione per il cinema di Hideo la possiamo trovare in tutti i suoi giochi, una dimostrazione di quest’amore sono le cut-scene nelle sue opere, che non risultano mai banali e piatte ma riescono a far immedesimare il giocatore. Le emozioni e i sentimenti del protagonista possono esser percepite a ogni fotogramma. Un’esempio è la famosa scena della morte di Sniper Wolf in Metal Gear Solid, il dolore di Otacon nel vedere la sua amata morente a terra, l’orgoglio del leggendario cecchino che accetta il suo destino, sono emozioni che rimangono scolpite nella memoria, e fanno capire al giocatore quanto sia profonda la psicologia dietro il personaggio.

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